Dopo un avvio in salita, Oristanio si è ritagliato spazio nelle rotazioni granata. La sfida contro la ex può aiutarlo a fare dei passi avanti
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Gaetano Oristanio torna a Parma con un ruolo diverso e prospettive nuove. Nella serata di lunedì 19 ottobre, al Tardini, il trequartista ritroverà la squadra che lo ha accolto nella scorsa stagione, chiusa con un solo gol e senza riscatto.
Da allora il suo percorso è ripartito dai colori granata, dove l’inizio non è stato semplice. Dopo quattro panchine consecutive in campionato, però, qualcosa si è mosso: i 22 minuti contro il Bologna gli hanno restituito spazio, mentre contro l’Udinese Abate gli ha affidato una maglia da titolare e un ruolo a metà tra trequarti e centrocampo. Adesso Oristanio sta provando a farsi largo nelle rotazioni del Toro e proprio contro il suo recente passato può trovare un’altra occasione per mettersi in mostra.
Il passato al Parma, i primi segnali al Toro
Il ritorno al Tardini riporta Oristanio in un ambiente che conosce bene, ma anche a una stagione in cui le cose non sono andate come sperava. Arrivato in Emilia dal Venezia nell’estate 2025 in prestito con diritto di riscatto, il classe 2002 ha collezionato 21 presenze tra Serie A e Coppa Italia, segnando una sola rete contro il Cagliari. Troppo poco per convincere il Parma a puntare ancora su di lui, anche alla luce dei problemi fisici e di una continuità che non è mai riuscito a trovare. L’opzione per l’acquisto definitivo non è stata esercitata e, dopo il rientro al Venezia, per il trequartista si è aperta la strada che lo ha portato al Torino, sempre in prestito ma con possibilità di riscatto.In granata, l’ambientamento ha richiesto un po’ di tempo. Nelle prime quattro giornate di campionato Oristanio è rimasto in panchina, mentre la prima vera occasione è arrivata in Coppa Italia contro il Monza. Cinquantasei minuti in campo in una serata in cui sia lui sia il resto della squadra sono stati ectoplasmatici.
Poi sono arrivati i 22 minuti contro il Bologna e la titolarità nell’ultima gara con l’Udinese. Abate gli ha concesso poco meno di un’ora, chiedendogli di muoversi tra la trequarti e il sostegno alla punta, in una posizione che gli permette di partecipare alla manovra e avvicinarsi alla porta. Il bilancio parla di tre presenze ufficiali e 132 minuti complessivi, ancora senza gol né assist, ma il suo coinvolgimento è cresciuto partita dopo partita. Oristanio sta quindi giocandosi le proprie carte e può diventare un’alternativa in più per Vlasic, ancora alla ricerca della condizione migliore. A Parma sarà presto per parlare di gerarchie definite, ma la sfida del Tardini può rappresentare l’occasione per ritrovare la squadra che non lo ha riscattato e, allo stesso tempo, dare continuità ai segnali arrivati nelle ultime due partite in granata.
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