Dopo gli anni bui in Premier League, l'esterno scozzese racconta la sua voglia di riscatto e l'impatto col calcio di Ignazio Abate
Simeone, Braganca e poi...: ecco i 5 migliori in campo in Parma-Torino (VIDEO)
L'arrivo al Torino per ritrovare il campo e ritrovare se stessi. Nathan Patterson non usa mezzi termini per descrivere l'inizio della sua nuova avventura con la maglia del Torino. A venticinque anni, il terzino destro scozzese ha deciso di voltare pagina lasciando la Premier League e l'Everton per sbarcare in Serie A, guidato da una solida motivazione: la voglia di tornare a divertirsi giocando a pallone.
"Mi ero perso, qui voglio ritrovare il sorriso": Patterson vuole ritrovare il sorriso in Serie A
I tre anni trascorsi sulla sponda blu di Liverpool sono stati complessi per lo scozzese, contrassegnati da una serie di fastidi fisici e dal conseguente arretramento ai margini della rosa guidata da David Moyes: "Ad essere sincero, voglio solo tornare a divertirmi con il calcio. Mi sono un po' perso negli ultimi anni", ha confessato ai microfoni di BBC. Un'ammissione sincera per il talento cresciuto nei Rangers, che dopo tanto tempo ai box sentiva il bisogno profondo di cambiare aria: "Ho avuto alcuni brutti infortuni e alla fine faticavo a trovare spazio in campo. Nel profondo cercavo una nuova sfida e quando è arrivata l'opportunità del Torino non potevo certo rifiutarla".
Patterson e la fame di Toro: "A Torino per rinascere e tornare a divertirmi"
A facilitare il suo inserimento nello spogliatoio granata è stata la presenza di un volto familiare, il connazionale Che Adams. L'attaccante scozzese rappresenta un punto di riferimento fondamentale per Patterson dal suo arrivo sotto la Mole. "Sarebbe stato un po' più difficile senza di lui", ha ammesso il terzino. "Avere una persona cara accanto mi ha dato un vantaggio in più. Che è un giocatore di alto livello ed è un fattore chiave per questo club".
© RIPRODUZIONE RISERVATA