Nonostante i pochi giorni di pausa tra Monza e Fiorentina sono cambiate tante cose: ecco le differenze
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Sono passati solo due giorni dalla partita in casa contro il Monza ma già bisogna pensare alla prossima a Firenze, sabato 5 settembre. I granata sono usciti malissimo dalla Coppa Italia. Una prestazione praticamente nulla condita da 0 tiri in porta e una marea di fischi da ogni settore dello stadio a partita conclusa. Ma, per sua fortuna, per la gara contro la Fiorentina il mister granata potrà contare su un organico più ampio e completo. Quali sono quindi le differenze venute fuori in questi quattro giorni?
Dal Monza a Firenze, Abate ha una nuova squadra
Due giorni fa Abate fu obbligato a fare un turnover solo a metà perché non in tutti i ruoli l'organico gli offriva un sostituto. L'esempio più eclatante sono le fasce. Dopo la recente partenza di Pedersen le scelte su chi schierare come quinti erano obbligate, Cacciamani e Fortini. Per la partita di sabato la musica sembra cambiare. E' difficile che gli ultimi acquisti possano aiutare Abate dal primo minuto fin da subito, ma allungano la lista delle scelte, anche a partita in corso. Belghali e Patterson sarebbero già ottimi cambi da provare nel finale di partita al posto dei due quinti titolari che potrebbero iniziare ad accusare il minutaggio. E soprattutto Mandragora, forse il più pronto fisicamente, darebbe nuove caratteristiche alla mediana granata concedendo anche al mister di tornare al suo modulo ideale: il 3-4-2-1. E ancora nuovi dubbi e proposte per il centrocampo potrebbero arrivare da Braganca o da Anjorin, entrato abbastanza bene in partita. Più improbabile che abbia spazio Rodriguez, ufficializzato oggi, che però arriva da un mondiale impegnativo e con poca preparazione alle spalle.
Insomma dopo il match con il Monza e l'esclusione dalla Coppa Italia si è chiuso un primo capitoletto dell'era Abate. Capitoletto di emergenza e precarietà, in cui c'erano pochi ragazzi a disposizione e tante voci di mercato su questi. Ora, che il mercato è finito e Petrachi ha fatto il suo, il tecnico ha tutta la squadra a sua disposizione e, da adesso, sì, che dovrà dimostrare di saperci lavorare per tirarci fuori il meglio. Anche la dirigenza dovrà dimostrare di credere e di difendere la propria scelta e lasciar tempo al mister per lavorare.
Articolo a cura di Francesco Di Vico
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