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La presentazione di Giampaolo: “So che mi aspetta un duro lavoro”

Redazione Toro News

 CAGLIARI, ITALY - DECEMBER 12: Marco Giampaolo coach of Catania during the Serie A match between Cagliari and Catania at Stadio Sant'Elia on December 12, 2010 in Cagliari, Italy. (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Adesso tocca al tecnico Marco Giampaolo rispondere alle domande dei giornalisti presenti.

Che sensazioni ha nell'allenare il Torino nel momento storico?

"Quando mi cercarono, eravamo in momenti differenti da oggi. Una volta il Torino era in B e io in A a Siena, l'altra volta avevo problemi col patentino. Il Torino è una società storica. Sono stati in tanti a raccontarmi dove sono capitato. C'è chi mi ha detto che il Toro è una cosa diversa, che bisogna vivere per poterla spiegare. Ora voglio immergermi nel lavoro e respirare questa atmosfera". 

E' preoccupato per il fatto di avere poco tempo?

"Non sono preoccupato ma consapevole del fatto che ci sarà bisogno di tempo. Il Torino viene da una tradizione diversa rispetto al mio modo di pensare. So che ci saranno delle difficoltà, so che ci sarà da sputare sangue. Il concetto del tempo l'ho sempre ripetuto ogni volta che ho allenato. Dicendo che potrebbe essere il primo alleato ma anche il primo nemico. A volte mi è stato concesso, a volte no. Quando mi è successo, sono riuscito ad aprire cicli importanti. Ne ho parlato con il presidente e il direttore e mi auguro di poter avere un orizzonte temporale tale da poter costruire qualcosa".

Con lei inizia una nuova era. Da un certo punto di vista è una svolta storica. Quante motivazioni ha nell'approccio a questa avventura considerando come è andata al Milan?

"E' una bella sfida. Tra la pensione dorata e assumersi delle responsabilità ho preferito la seconda. Questo ti tiene vivo. Ci sarà tempo per la pensione. A me piace costruire. E il Toro credo abbia le potenzialità per costruire e per assestarsi a un certo livello nel campionato: perchè ha risorse, storia, potenzialità economiche. La scelta Torino per me è orientata in questo senso: poter creare basi per diventare nel medio-lungo periodo una realtà importante del campionato. Questo il Torino può permettermelo". 

Si aspettava il derby con il suo amico Maurizio Sarri. Ma è stato esonerato. Vi siete sentiti?

"Non l'ho sentito, solitamente ci si ritrova ogni estate per le vacanze, è un rituale, ma quest'anno non c'è stato modo. Non l'ho disturbato, posso capire quanta amarezza e quanta delusione provi". 

Cosa le ha lasciato l'esperienza al Milan?

"E' stata troppo breve per poter fare valutazioni oggettive. Ho fatto solo sette partite. Ho allenato una squadra incompleta che si è aggiustata nel tempo. Ho potuto apprezzare la grande organizzazione del club, la grande disponibilità di tutte le risorse umane che gravitano attorno al club, le condizioni di lavoro, il centro sportivo, di alto livello. E' chiaro che c'è tanta delusione per quello che è successo". 

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