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Torino, dal record di punti alla fine ingloriosa: la parabola granata di Mazzarri

foto Paolo Pavan

La storia / I 63 punti del 2018/2019 e la volontà di aprire un ciclo. Poi però qualcosa si rompe: i due anni di Walter Mazzarri sulla panchina granata

Nicolò Muggianu

"Finisce ingloriosamente, dopo poco più di due anni, l'avventura di Walter Mazzarri sulla panchina del Torino. Un'avventura cominciata il 4 gennaio 2018 con la scelta di Cairo di designare l'esperto tecnico toscano come successore di Sinisa Mihajlovic. Nelle intenzioni era l'inizio di una storia d'amore destinata a durare a lungo, e invece dopo due anni e un mese il matrimonio è giunto al termine. Sarebbe stato difficile crederlo solo fino a sei mesi fa. Un gruppo che sembrava fatto apposta per l'allenatore gli ha voltato le spalle; la standing ovation della Maratona durante Torino-Lazio, ultima partita dello scorso campionato, nel giro di poco tempo ha lasciato posto a striscioni di contestazione. L'avventura di WM sulla panchina del Torino è così, inevitabilmente, arrivata al capolinea.

AVVIO - Sono passati esattamente 760 giorni da quel 3-0 al Bologna che il 6 gennaio 2018 battezzò l'esordio di Mazzarri sulla panchina del Torino. Due anni in cui il tecnico di San Vincenzo sembrava destinato a dare inizio ad un ciclo di crescita, fondato sulla costruzione di una squadra che non ha mai avuto un gioco brillante ma comunque possedeva un'identità ben delineata. Il suo primo anno in granata si chiude con 29 punti in 18 giornate: una squadra che è un cantiere aperto, ma che dà la sensazione di avere possibilità di crescita. La svolta infatti arriva l'anno seguente, il 2018/2019, con il 3-5-2: marchio di fabbrica di WM. Il campionato parte in sordina, ma le soddisfazioni alla fine arrivano: il Torino chiude al settimo posto in classifica a quota 63 punti e si qualifica ai preliminari di Europa League grazie anche alla penalizzazione del Milan. Sembra l'inizio di una grande storia d'amore, ma qualcosa non va come dovrebbe.

DECLINO - Il calciomercato operato dalla società non convince fino in fondo ed il Torino vede infrangersi il sogno Europa League ai preliminari, ancor prima di cominciare. Così, dopo le prime due vittorie contro Sassuolo e Atalanta, iniziano i problemi. Proprio il Lecce di Liverani, 16 settembre 2019, apre le prime polemiche in casa Toro. La squadra inizia un cammino fatto di alti e bassi. Il rinnovo di contratto del tecnico, che sembrava una formalità a inizio settembre, viene congelato; poi il rapporto tra l'allenatore e la piazza si guasta definitivamente il 26 ottobre successivo con le dichiarazioni di Mazzarri su Chiellini (LEGGI QUI) mai veramente digerite dal popolo granata. Le cose sembrano precipitare una prima volta, in quel Lazio-Torino 4-0 di fine ottobre ma il presidente Cairo conferma il suo allenatore e manda la squadra in ritiro. Il Torino visto appena sei mesi prima non c'è più, ci sono chiare avvisaglie del possibile naufragio del progetto tecnico, ma Mazzarri riesce comunque ad arrivare al giro di boa con 27 punti: gli stessi di un anno fa. Ma la prima positiva settimana del 2020 (vittorie con Roma e Bologna in campionato e col Genoa in Coppa Italia) è solo un'illusione perchè il giocattolo si rompe definitivamente. Il Toro inizia a crollare nell'intervallo della sfida di Reggio Emilia contro il Sassuolo: nel secondo tempo la squadra, in vantaggio di un gol, sparisce dal campo e si fa ribaltare. Poi arriva il 25 gennaio 2020, la data dello storico 0-7 casalingo contro l'Atalanta: il peggior risultato in 113 anni di storia del Torino tra le mura amiche, una macchia indelebile. La squadra viene eliminata anche dalla Coppa Italia e, a distanza di pochi giorni, perde 4-0 contro il Lecce senza lottare.

I NUMERI - Ciò che rimarrà di Mazzarri da oggi in avanti nella storia del Torino sono i suoi numeri. Come il record di 63 punti raccolti nella stagione 2018/2019: il miglior risultato del club nella storia della Serie A dei tre punti a vittoria. Il tecnico di San Vincenzo, nella sua esperienza granata, ha messo a referto un totale di 119 punti raccolti in 78 partite di Serie A: una media di 1.525 a partita. Come dimenticare poi i 7 risultati utili consecutivi raccolti nelle prime giornate del girone di ritorno del 2019, che il Torino chiuse poi con 36 punti: la quarta squadra della Serie A in quell'intervallo di tempo. Tutto questo ormai sembra un pallido ricordo osservando lo sbando attuale in cui versa il Torino. E così il club granata è pronto a voltare pagina, per l'ennesima volta.

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