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Torino, passare alla difesa a quattro? Manca un terzino sinistro di ruolo

Il tema / Longo per ora ritiene che non ci sia un giocatore impiegabile come terzino sinistro

Gianluca Sartori

"La difesa a quattro? Per ora può aspettare. In questi giorni si è levata da più parti intorno al Torino la corrente di pensiero secondo la quale Longo dovrebbe provare a cambiare modulo; non solo una parte della critica, ma anche dei tifosi - e lo testimonia anche il sondaggio proposto da Toro News negli scorsi giorni - vedrebbero di buon occhio il passaggio proprio a una difesa a quattro. Forse lo pensa anche Moreno Longo, che sicuramente è nato come allenatore che predilige questa retroguardia (chi seguiva il suo Torino Primavera lo ricorda bene).

"Tuttavia, il tecnico ha confermato, per le sue prime partite, la difesa a tre “Mazzarriana”. E al momento pare improbabile che possano esserci cambi di rotta. Il perché è presto detto: Longo ha sempre affermato che questo Torino è stato costruito per giocare a tre dietro. In particolare, a pesare è la difficoltà nel reperire un giocare in grado di fare il terzino sinistro della difesa a quattro. Tra i difensori a disposizione, non ci sono mancini di piede (nè Bremer, nè Djidji, nè Lyanco); non convincono in quel ruolo nemmeno Aina (tanta esuberanza, poche capacità difensive) e Ansaldi (che ha il suo pezzo forte nella fase di spinta e nella qualità, merce rara in questo Toro). A destra può giocare De Silvestri, a sinistra non c’è una pedina ideale per Longo. E infatti nelle partitelle al Filadelfia il tecnico sta continuando a insistere sulla difesa a tre, sparigliando le carte invece dalla mediana in su.

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