Cosa è accaduto sui social del club: l'ulteriore prova di un clima avvelenato che non fa bene a nessuno

basilica superga

Squadra fischiata e contestata. “C’è solo il Grande Torino” e cori contro Cairo

Con una contestazione galoppante e un clima di tensione in qualsiasi attività della società, gestire i social granata non dev'essere cosa da poco. Ogni post, specialmente su Instagram, si riempie di insulti, offese e commenti negativi. Non rispondere è sempre stata la scelta del club granata. Dare informazioni senza cedere alle provocazioni. Fino a qualche ora fa. "Vogliamo accendere lo stadio di un solo colore. Insieme", scrive il Torino sotto un post sul proprio profilo Instagram in cui richiama i tifosi a comprare i biglietti per il derby, con l'obiettivo di riempire il più possibile l'Olimpico Grande Torino di granata. Con una contestazione che, da qualche tempo, riguarda soprattutto la partecipazione dei tifosi alle gare casalinghe, i commenti negativi erano prevedibili. Ma stavolta è comparsa una risposta "Nessuno allo stadio?!", comincia il Torino rispondendo a chi, nonostante la scelta della Maratona di voler presenziare alla partita, spronava a lasciare l'Olimpico Grande Torino vuoto anche per il derby. "Semmai pieno di tifosi dell'altra squadra, con tanto di record di incasso. Non si è capito a Torino-Inter a cosa porta l'invito ai tifosi del Toro di non comprare (a prezzo agevolato) nei big match?!".

Italian Serie A, Torino FC - Juventus FC

Il post è stato oscurato quando i buoi erano già scappati dalla stalla, e gli screenshot hanno iniziato a circolare sui social, alimentando ulteriori polemiche. Una situazione, se vogliamo, paradossale: già solo il fatto che si discuta l'appello del club a riempire lo stadio di tifo granata, riducendo così l'inevitabile afflusso di tifosi dell'altra sponda cittadina, fa capire quanto sia per certi versi irrespirabile l'aria intorno al club, a causa di un rapporto ormai logoro tra la piazza e la proprietà. Da un lato è legittima ogni forma di protesta civile (anche se si può discutere su quanto lasciare lo stadio vuoto sia utile ai fini dell'obiettivo della cessione del club), dall'altro è facile comprendere la tesi di chi lavora nel club: la protesta dei gruppi organizzati ha senso quando il Torino gioca contro squadre di medio-bassa classifica che non hanno un grande seguito, con gli spalti che effettivamente restano vuoti. Si rivela invece controproducente quando le avversarie sono grandi squadre, come si è visto in Torino-Inter, match che di fatto ha visto i nerazzurri giocare in casa. Nel caso del derby, sulla scia della scelta della curva Maratona di tornare a tifare, il Torino sta facendo di tutto per far sì che ciò non si ripeta, offrendo ai possessori della tessera granata delle tariffe agevolate prima di dare il via alla vendita libera. Al momento sono 18mila i biglietti venduti lato Toro: un buon risultato se si considera che, complice la necessità di contemporaneità per le partite di chi si gioca un obiettivo, non si sa ancora giorno e ora del match. L'auspicio è che almeno per il derby l'ambiente possa ritrovare unità e coesione. Anche perchè, se fino a poco tempo fa erano i rivali bianconeri a sognare di fare uno sgambetto a un Torino impegnato nella corsa salvezza, si sta invece delineando uno scenario per cui sono i ragazzi di D'Aversa a poter ostacolare la rincorsa alla Champions League della squadra di Spalletti.

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