Perdere tutti questi mesi è assurdo. Vanoli può vivere il suo sogno: ma non sarebbe mai dovuto terminare...

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Il voto al calciomercato del Torino (VIDEO)

L'errore non è Vanoli. L'errore non è mai Vanoli. Anzi, se possibile, negli ultimi tre anni l'errore è sempre stato mandare via Vanoli. Dal Torino e dalla Fiorentina. E se ormai si sta imparando, sotto la Mole e davanti agli Uffizi, che le minestre riscaldate possono essere buone, tanto vale ricordare che anche mangiarle calde ogni tanto non sarebbe male. La Fiorentina boccia il progetto Grosso e riparte da quello Vanoli; bocciando, al tempo stesso e con la consapevolezza di farlo, la gran parte delle scelte compiute negli ultimi mesi. E, come spesso sta accadendo negli ultimi periodi, questo deve essere di monito alla spettatrice società granata.

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Il sogno di Vanoli: se l'è meritato eccome

Da 1 a 10, quanto ti dispiace non essere ancora a Firenze? "Tanto, 11. Perché me lo sono meritato".

Eh sì, Mister. Se l'è proprio meritato. Chissà se il Vanoli che parlava con Zazzaroni si sarebbe aspettato che il 7 settembre quell'assenza da Firenze che recriminava si sarebbe trasformata in presenza. Ancora una volta, la scelta di Paratici ricade su un tecnico che, ultimamente, non sembra in grado di sbagliare. Certo, a Torino ci si ricorda anche dell'ultima parte dell'anno e di un allenatore che ha perso troppo presto le redini della squadra. Ma ci si ricorda anche di una stagione in cui tutto sembrava andare storto e qualcuno, con l'intuizione del cambio modulo, ha comunque tenuto dritta la barra. Un allenatore che nelle difficoltà ci sguazza. Forse non per sua scelta, ma Paolo Vanoli è dannatamente bravo a raddrizzare situazioni complicate. E se l'ha fatto l'anno scorso in un momento disperato e in cui in pochi avrebbero dato per salva la Fiorentina a maggio, oggi ha l'occasione di farlo due mesi prima e con una rosa sulla carta (e dati alla mano) superiore.

La contentezza è per un allenatore che, meritandolo, ha la possibilità di vivere un sogno. Lo stesso sogno che ha contribuito a costruire proprio lui. "Ho lasciato la Fiorentina in Serie A e ho dato la possibilità di costruire un sogno", ha dichiarato nella stessa intervista, dando anche meriti a un mercato che concede questa possibilità. "Io ne sono orgoglioso anche perché la Fiorentina l’ho lasciata in Serie A, dando la possibilità al club di costruire qualcosa di importante". E ora, quel qualcosa di importante, avrà la possibilità di costruirlo in prima persona. Anche se, a questo punto, si sarebbe potuto fare tutto meglio. Non è un caso se scriviamo che la Fiorentina ha sbagliato tutto.

La Fiorentina ha sbagliato tutto

L'errore è stato chiarito nell'incipit: mandare via Vanoli. L'esonero di Grosso dopo tre giornate è una bocciatura di Paratici al tecnico ex Sassuolo, sicuramente, ma soprattutto alle scelte compiute nei mesi prima. La Fiorentina ha scelto di rinunciare a un allenatore che aveva appena concluso un percorso positivo e che voleva, con tutto se stesso, rimanere su quella panchina - "Volevo costruire una squadra a mia somiglianza, volevo interagire con il direttore ed ero convintissimo di poter portare la Fiorentina in alto", ha dichiarato al Corriere dello Sport - per incominciare necessariamente un percorso nuovo. Tornare a quella scelta, evidentemente sbagliata, di qualche mese fa non significa commettere un errore: solo gli stolti non cambiano idea. Ma significa che un errore lo si è compiuto in precedenza. Ed è un errore anche bello grosso. Perché Vanoli lamentava un aspetto: "Ho lavorato sei mesi con una squadra che non avevo scelto io: il dispiacere sta lì". E questo, purtroppo per lui e per chi l'ha scelto dopo averlo scaricato, non si può cambiare.

Sia di monito al Torino

Questa situazione deve far riflettere altri. Nel precampionato abbiamo spesso parlato di "coraggio" in riferimento alle scelte di Torino e Sassuolo di prendere allenatori esordienti come Abate e Aquilani. Ma un anno positivo a Reggio Emilia non salva Grosso dal gruppo di allenatori con ancora molta poca esperienza. Anche la Fiorentina ha provato ad avere coraggio affidando a un tecnico alla sua seconda esperienza in Serie A una rosa costruita dopo un mercato da 150 milioni. E non è stata ripagata. La richiesta fatta al Torino negli scorsi mesi, da ribadire con forza oggi, è di mantenere quel coraggio dimostrato aspettando Abate, dandogli tempo. Perché richiamare D'Aversa, dopo avergli impedito di costruire una squadra a suo gusto, sarebbe la conferma di aver fatto un errore grave. Ma, al momento, non sembra questo il caso.

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