Malagò si divide tra presente e futuro parlando del calcio italiano e del suo ruolo da commissario
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Giovanni Malagò,commissario straordinario della Figc, è intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, affrontando diversi temi legati al calcio italiano: dalla Nazionale alle prossime elezioni federali, passando per le riforme, la violenza sui campi e la situazione degli arbitri. Malagò ha espresso fiducia nelle prospettive del movimento, sottolineando la necessità di lavorare insieme per affrontare le criticità del sistema.
Nazionale, segnali positivi e spazio ai giovani
Malagò ha ripercorso i progressi delle selezioni azzurre, soffermandosi anche sulla qualificazione dell’Under 21 agli Europei: "L’obiettivo è andare a fare un risultato da podio, perché credo ci siano le condizioni, e poi qualificarci alle Olimpiadi 2028". Malagò, ha poi evidenziato il potenziale dei giovani italiani presenti in Under 21: "Ci sono dei talenti, anche pronti in tempi brevi per la Nazionale maggiore". Un percorso che, secondo il commissario, passa anche dal lavoro di integrazione tra le selezioni, portato avanti da Claudio Ranieri con il supporto di Gianfranco Zola. Guardando alla Nazionale maggiore, ha detto: "Sono state fatte cose molto importanti, ha fatto vedere qualcosa di inaspettato dopo la gara col Belgio". Spazio anche alla Nazionale femminile, attesa dalla sfida per il ritorno ai Mondiali: "Andare ai Mondiali sarebbe tanta roba".
Elezioni FIGC, Malagò chiede unità
In vista delle elezioni federali del 14 dicembre, il commissario ha spiegato di aver cercato di accelerare i tempi per evitare un prolungamento della fase straordinaria: "Ho accelerato il più possibile per evitare che questi tempi commissariali si allunghino". Sulla possibilità di altre candidature, ha chiarito di non voler entrare nelle dinamiche delle diverse componenti: "Sono l’ultimo a cui chiedere di altre candidature, andrebbe chiesto ai presidenti delle componenti". Malagò ha poi auspicato un confronto tra le parti per individuare obiettivi comuni: "Cerchiamo di fare qualcosa e, se possibile, di farlo tutti quanti insieme, perché vorrei ci fosse unità di intenti e di visione".
Riforme: il tema delle 18 squadre e il confronto tra le componenti
Interrogato sulla possibilità di riportare la Serie A a 18 squadre, Malagò ha precisato di aver riflettuto sulle riforme, senza però voler limitare il discorso a una singola proposta: "Non parlo della questione delle 18 squadre, ma in generale di alcuni temi fondamentali, per esempio la questione degli agenti". L’intenzione è riaprire il dialogo con i rappresentanti del sistema calcistico, anche attraverso incontri informali, per provare a costruire una visione condivisa. Un passaggio che si lega alla necessità di superare divisioni e contrapposizioni che, secondo Malagò, hanno spesso caratterizzato il mondo del calcio.
Giovani arbitri e violenza sui campi
Tra i problemi più urgenti, Malagò ha indicato le aggressioni ai direttori di gara, soprattutto nei campionati giovanili. "Il problema c’è", ha sottolineato, ricordando episodi particolarmente gravi che rischiano di scoraggiare chi vuole intraprendere la carriera arbitrale. Per affrontare il fenomeno, il commissario ritiene necessario un lavoro culturale che coinvolga tutto l’ambiente: "Bisogna cercare, con la formazione, la comunicazione, gli ambasciatori e un lavoro molto persuasivo, anche in termini di storytelling, di raccontare un modo diverso di vivere il calcio". Un intervento che, nelle sue parole, deve andare oltre le sole sanzioni e incidere sui comportamenti.
Il commissariamento e il bilancio del calcio italiano
Malagò ha definito la situazione della FIGC una vicenda complessa, ammettendo che "non è una bella cosa", ma sostenendo che il calcio italiano stia attraversando una fase migliore di quanto spesso venga raccontato. "Non è vero che il calcio non sta attraversando un bel momento", ha dichiarato, citando i segnali positivi del campionato, il ritorno degli investimenti da parte di aziende e sponsor e la partecipazione del pubblico negli stadi. Ha inoltre evidenziato come la Nazionale abbia recuperato fiducia ed entusiasmo negli ultimi mesi. Sul rapporto tra sport e politica, infine, ha richiamato la necessità di rispettare i rispettivi ruoli, citando anche il percorso verso Euro 2032: "È normale che chi fa politica eserciti il proprio ruolo: lì sta all’intelligenza delle persone dare supporto, senza andare oltre".© RIPRODUZIONE RISERVATA