Cos'è successo in un mese di calciomercato per il Torino? Vediamo nel dettaglio
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"E intanto il tempo se ne va", cantava Celentano. E nel mentre, il Torino sembra a rilento sulla ristrutturazione della propria rosa. O meglio, sembrava. Perché in realtà Gianluca Petrachi ha dato un'accelerata importante ai movimenti in entrata del Torino con due ufficialità comunicate a distanza di mezz'ora l'una dall'altra (nella giornata di ieri, mercoledì 29 luglio) e una che sembra destinata ad arrivare a brevissimo. A un mese dall'apertura della sessione estiva, dunque, i movimenti non sono mancati. Questa volta, però, erano necessari non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto da quello numerico. Tra una stagione deludente e diversi addii a parametro zero, Petrachi si è ritrovato a dover ricostruire una parte consistente della rosa. Il direttore sportivo sta lavorando a pieno regime, pur con risorse limitate messe a disposizione da Cairo. Con poco margine economico, è comunque già riuscito a piazzare alcuni colpi seguendo la sua filosofia: idee interessanti e operazioni mirate per soddisfare le esigenze della squadra di Abate. E ancora c'è tanto lavoro da fare. Vediamo un bilancio dopo il primo mese.
Com'era la situazione un mese fa?
Dopo la salvezza conquistata nello scorso campionato, e forse anche prima, nell'ambiente granata si parlava già di una profonda rivoluzione. Un'ipotesi che trovava conferma nella composizione della rosa con cui il Torino si sarebbe presentato all'inizio del mercato. Il Toro ha infatti salutato a parametro zero diversi giocatori arrivati al termine del proprio ciclo: Maripan, Lazaro, Tameze e Sazonov, quest'ultimo ormai fuori rosa da tempo. Per Nkounkou, invece, non è scattato l'obbligo di riscatto a causa del numero ridotto di presenze. A questi si sono aggiunti i prestiti di gennaio che il club ha deciso di non riscattare, nonostante in alcuni casi fosse prevista questa possibilità: Marianucci è rientrato al Napoli, essendo in prestito secco, mentre Prati, Ebosse e Obrador hanno fatto ritorno rispettivamente a Cagliari, Udinese e Benfica. Tra tutti, il più vicino alla conferma era stato Ebosse, complice un riscatto economicamente sostenibile. Il Torino ha però preferito trattare senza trovare l'accordo, per poi orientarsi su altri obiettivi. Già così la rosa aveva perso nove elementi. A questi si aggiungevano alcuni giocatori finiti ai margini del progetto e quindi considerati sul mercato, su tutti Ilic, Biraghi e Israel. Petrachi, dunque, sapeva di dover sostituire numerosi interpreti senza dimenticare la necessità di blindare i giocatori più importanti della rosa.Com'è la situazione oggi?
Al 30 luglio la rosa del Torino è sicuramente diversa rispetto a un mese fa, ma è ancora lontana dall'essere completa. Le prime mosse della società sono state quelle di blindare i pilastri della squadra: il rinnovo di Zapata fino al 2028 e le rassicurazioni sulla permanenza di Simeone e Vlasic vanno proprio in questa direzione. Successivamente la priorità è diventato il mercato in entrata. Le trattative, però, hanno faticato a decollare e così Abate si è presentato in ritiro con una rosa ancora incompleta e un solo volto nuovo: Gaetano Oristanio, arrivato in prestito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni di euro. Un'operazione inattesa, ma significativa, perché lasciava intuire la volontà del nuovo tecnico di schierare due trequartisti alle spalle dell'unica punta. Nel corso del ritiro è poi arrivato dallo Spezia anche Mascardi, portiere classe 2006 di prospettiva, acquistato per 1,6 milioni di euro più 200.000 euro di bonus, con il 10% sulla futura rivendita. La vera emergenza, però, riguardava la difesa. Negli ultimi giorni il mercato granata ha improvvisamente cambiato ritmo. Il Torino ha ufficializzato Eray Comert, difensore svincolato dopo l'esperienza al Valencia, e Pietro Comuzzo, arrivato dalla Fiorentina con la formula del prestito oneroso da 1 milione di euro e diritto di riscatto fissato a 19 milioni. Parallelamente Petrachi ha chiuso anche il primo innesto per il centrocampo: Kian Fitz-Jim, classe 2003, che attende l'annuncio per il passaggio dall'Ajax. Infine, resta sempre più vicino anche Lucas Perri, individuato come nuovo numero uno granata. Tre operazioni che hanno improvvisamente riacceso un mercato che fino a pochi giorni fa sembrava fermo. Analizziamo la situazione reparto per reparto.Porta e difesa: un colpo in fila all'altro, ma ora...
Il primo, primissimo indiziato: il reparto arretrato: la difesa è la zona del campo che ha mostrato le lacune maggiori nella scorsa stagione e così anche quello che necessita di più interventi. A partire dalla porta: è arrivato Mascardi ma l'intenzione del Torino, se non di mandarlo a giocare in un'alta Serie B, è di farlo crescere come secondo, con Paleari come chioccia e alle spalle di un altro elemento. Il club granata vuole chiudere per Perri, del Leeds, ma ancora non si può ultimare la trattativa, seppure sia ben avanzata.E in difesa, ecco la vera accelerata: annunciati a distanza di mezz'ora Comert e Comuzzo. Due profili diversi, il primo classe '98, il secondo '05, il primo svincolato dopo anni di esperienza tra Svizzera, Spagna e Francia, il secondo in uscita per la prima volta dalla Fiorentina, nel cui settore giovanile è cresciuto. Con due considerazioni importanti: Petrachi aveva annunciato l'intenzione di acquistare due profili di impostazione, e Comuzzo non va esattamente in questa direzione. A ciò si aggiunge anche il fatto che sono due profili destri. E in questo momento, come braccetto mancino, c'è Biraghi. L'impressione è che Petrachi potrà regalare ad Abate un altro innesto in questa zona del campo, tenendo Ismajli come leader del reparto.
Calciomercato Torino, il centrocampo: in arrivo un'ufficialità, e poi...
Il reparto centrale è particolare: un reparto in cui ci sono alcuni giocatori che restano incognite, altri che diventano speranze. Ilic e Anjorin sono due elementi particolari: il secondo è in fase di recupero e sarà aggregato definitivamente al gruppo tra un paio di settimane, il primo in uscita. E intanto, mentre resta aperta la possibilità di mandare in prestito l'elemento che ha convinto di più in ritiro, Andrea Luongo, Ilkhan, di rientro dal problema alla coscia, si propone come guida del centrocampo granata. Fitz-Jim sarà un elemento che potrà unirsi alla staffetta come regista, mentre al loro fianco la candidatura di Gineitis sembra l'unica davvero sensata. Per questo, anche dal centrocampo, ci si può aspettare una nuova ricerca da parte di Petrachi per un profilo che possa dare sostanza e costanza alla zona centrale della formazione di Abate.E sugli esterni la situazione è ancora diversa: sulla destra c'è Pedersen, sulla sinistra Cacciamani. Poi c'è Aboukhlal, elemento che Abate deve ancora studiare bene per comprendere se schiarare realmente come quinto. Dembelé e Bianay sono stati provati in quel ruolo, ma senza dare le garanzie qualitative adeguate. Così, la ricerca di un ulteriore elemento che possa allungare la coperta sulle corsie resta attiva.
Calciomercato Torino, in attacco non manca niente: i numeri
E in attacco? Il reparto offensivo è decisamente quello messo meglio della formazione granata. La zona d'attacco si è colorata con l'arrivo di Oristanio e con il rientro dalle ferie post-Mondiale di Vlasic. Con Casadei e Njie, la trequarti granata sembra poter essere un reparto interessante. Come punta, vista l'intenzione di Abate di utilizzare il 3-4-2-1, Simeone sarà il punto fermo: il Torino ha già rifiutato un'offerta per lui. Poi è rimasto Zapata, che sarà leader e capitano della formazione granata. E Adams? Lo scozzese è tornato per gli ultimi giorni di ritiro ed è stato provato da Abate come trequartista. E anche con buoni risultati. Se il tecnico granata riuscirà a gestire al meglio le rotazioni in questo reparto, anche per l'ex Southampton potrà esserci uno spazio importante. Ma su di lui gli interessi di altri club restano...Calciomercato Torino, può bastare? La risposta è no
Nel corso della conferenza stampa di presentazione di Abate, Petrachi aveva annunciato l'arrivo di due difensori e di un portiere. I primi due sono già arrivati, con alcune considerazioni sottolineate nelle righe sopra, mentre il secondo è ormai a un passo. Ma può bastare? La risposta è no. Il Torino, finora, al netto dei riscatti già esercitati per Simeone, Kulenovic e Anjorin — costati complessivamente 14,7 milioni di euro — ha investito relativamente poco sul mercato estivo. Agli acquisti si aggiungono infatti gli 1,6 milioni spesi per Mascardi, il milione versato per il prestito di Comuzzo e i circa 2,5 milioni necessari per Kian Fritz Jim. Considerato che dal club granata ci potrà aspettare ancora qualche uscita (oltre ai già citati, anche qualcuno tra quelli che potranno avere meno spazio potrà lasciare Torino), allora sarà lecito attendersi qualche altra entrata. La rosa del Torino, anche con l'arrivo di Fitz-Jim, non è pronta per il salto di qualità in cui sperano i tifosi. Se gli ultimi giorni sono stati molto caldi per il calciomercato del Torino, ad agosto è sensato aspettarsi anche qualcos'altro...Articolo a cura di Davide Bonsignore e Andrea Novello
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