Il bilancio sul mercato in Europa: la Premier League domina
Torino-Sampdoria U17: il film della partita
C’è il calciomercato. E poi c’è il calciomercato inglese. La differenza, ormai, non è più una battuta da bar: è una questione di miliardi.
L’estate 2026 ha fatto registrare un nuovo record: 9,89 miliardi di dollari spesi nei trasferimenti internazionali, con oltre 12.500 operazioni. A guidare il mercato è l’Inghilterra, con oltre 3,02 miliardi di dollari, davanti all’Italia con circa 1,1 miliardi, alla Spagna con 940 milioni, alla Germania con 904 e alla Francia con 641 milioni. L’Italia, quindi, non è rimasta a guardare. Anzi, la Serie A ha mosso oltre 1,1 miliardi di dollari sul mercato internazionale, confermandosi seconda tra i principali Paesi europei. Ma il problema è proprio quel "seconda". Perché davanti c’è un’altra dimensione: l’Inghilterra ha superato i 3 miliardi.
Il Manchester City non ha limiti
E guardando ai singoli club, il quadro diventa quasi surreale. Secondo i dati, il Manchester City ha chiuso il mercato con circa 526 milioni di euro spesi. Non 200, non 300: 526. Una cifra che lo rende il primo club nella storia a superare quota 500 milioni in una singola sessione.Dietro il City arrivano Chelsea con 407 milioni, Tottenham con 366, Newcastle con 313, Aston Villa con 300, Liverpool con 265 e Arsenal con 227. Il primo club non inglese è il Real Madrid, ottavo con circa 225 milioni. E c’è un dato che racconta tutto meglio di qualsiasi analisi: l'Ipswich Town, appena neopromosso, ha speso più del Barcellona, circa 221 milioni contro 184. È forse questo il dettaglio più clamoroso: in Inghilterra anche una squadra appena salita dalla Championship può presentarsi sul mercato con una potenza di fuoco che in altri campionati farebbe girare la testa. La Premier, insomma, non è più soltanto il campionato dei club più ricchi. È un sistema nel quale anche le neopromosse possono mettere sul tavolo cifre che altrove appartengono alle grandi. Il caso Manchester City è poi emblematico. Enzo Fernández è costato 145 milioni, Elliot Anderson 135. Una pioggia di milioni che sarebbe difficile da immaginare in quasi qualsiasi altro campionato europeo. Certo, il City ha anche venduto: circa 337 milioni di euro di incassi riducono il saldo negativo a circa 189 milioni. Ma la capacità di muovere cifre del genere resta impressionante.
La Serie A e l'influenza del Mondiale
In Serie A il club che ha speso di più è la Juventus, con circa 168 milioni, davanti al Milan con 167, la Fiorentina con circa 149, la Roma con 126 e il Como con una cifra simile. Numeri importanti, ma che raccontano comunque una distanza enorme rispetto alla Premier.Il confronto è quasi impietoso: il solo Manchester City ha speso più della somma investita da diversi grandi club italiani presi singolarmente. E soprattutto, alle sue spalle ci sono altre sei squadre inglesi capaci di superare quota 200 milioni. Poi c’è il Mondiale. La Coppa del Mondo 2026 non è stata soltanto una manifestazione sportiva, ma anche una gigantesca vetrina commerciale. 267 giocatori di 47 nazionalità protagonisti del torneo hanno poi cambiato squadra, generando oltre 3,3 miliardi di dollari di trasferimenti. Più di un terzo dell’intero mercato internazionale.
In Francia si vende
Interessante anche guardare il mercato dalla parte di chi vende. In questo caso è la Francia a primeggiare, con circa 1,7 miliardi di dollari incassati dalle cessioni internazionali, davanti a Inghilterra, Germania, Spagna e Portogallo. Interessante anche guardare il mercato dalla parte di chi vende. In questo caso è la Francia a primeggiare, con circa 1,7 miliardi di dollari incassati dalle cessioni internazionali, davanti a Inghilterra, Germania, Spagna e Portogallo. Il quadro finale è quindi piuttosto netto: la Premier League sta giocando una partita economica diversa dal resto d’Europa. Non soltanto perché spende di più, ma perché ha una quantità impressionante di club capaci di farlo.Non è più soltanto Manchester City contro Real Madrid. È un intero sistema contro il resto d’Europa. Il pallone resta rotondo, certo. Ma quando il Manchester City può spendere 526 milioni in un’estate e due neopromosse come l’Ipswich, oltre 220, e come l’Hull City quasi 180, comincia a diventare un po’ meno rotondo. Il mercato 2026 ha lasciato una sentenza: l’Inghilterra non sta più inseguendo l’Europa. È l’Europa che deve cercare di non farsi staccare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA