La valutazione del mercato delle squadre di Serie A: dal Frosinone alla Lazio

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A Torino la difesa è ancora un problema... (VIDEO)

Inter: 7

L'Inter parte da una certezza: squadra che vince, non si cambia. Dopo lo Scudetto, Marotta e Ausilio hanno scelto di non toccare l'ossatura della squadra, mantenendo tutti i principali protagonisti e intervenendo soprattutto per aumentare profondità e qualità delle alternative. Il mercato ha avuto una forte impronta internazionale. Stones è arrivato a parametro zero dal Manchester City, portando esperienza e qualità in una difesa che ha perso De Vrij e Acerbi. Spence, costato oltre 30 milioni, è stato scelto per colmare il vuoto lasciato da Dumfries, mentre Curtis Jones, altro investimento superiore ai 30 milioni, aggiunge qualità, dinamismo e soprattutto una soluzione diversa a centrocampo. È stato inoltre riscattato Akanji dal Manchester City e riportato alla base Stankovic, mentre tra i pali Provedel prende il posto di Sommer come alternativa. Il vero merito del mercato nerazzurro è però un altro: non ha indebolito la squadra campione d'Italia. Sono partiti giocatori importanti per anzianità e peso nello spogliatoio, Dumfries e Frattesi, su tutti, oltre ai veterani Acerbi, De Vrij e Darmian, ma il blocco titolare è rimasto praticamente intatto. E la crescita di Pio Esposito, che ha rinnovato il contratto fino al 2032, aggiunge ancora più valore al mercato nerazzurro. Qualche dubbio resta proprio sulla sostituzione di Dumfries e sulla capacità dei nuovi di inserirsi immediatamente nei meccanismi di Chivu. Ma l'Inter ha una rosa profonda, più giovane in alcuni elementi e con maggiore varietà di soluzioni. Non era necessario rivoluzionare: era necessario migliorare. L'Inter lo ha fatto, senza mettere in discussione le proprie certezze: 7.

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