I dati anagrafici sui tecnici delle squadre della prossima Serie A sono rassicuranti, in un'ottica futura

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C’è un problema culturale in Italia, che è il motivo per cui il Napoli va a prendere Allegri: guardiamo sempre a quello che è successo prima, mentre Italiano deve andare al Besiktas, Farioli all’Ajax, De Zerbi allo Shakhtar, Maresca al Leicester, Lisci all’Osasuna... Qui non c’è speranza per i giovani: siamo un paese vecchio che pensa vecchio. E questa cosa, se non la cambiamo dopo cinque Mondiali - tre fuori e due ridicoli -, ma quando la cambiamo?". Così, duro, schietto, diretto, Riccardo Trevisani sul problema che affligge il calcio italiano. O meglio, uno dei problemi. Le parole del telecronista pronunciate a Cronache di Spogliatoio rappresentano la realtà, ma la raccontano in parte. Che l'Italia sia un paese calcisticamente antiquato, ormai è sotto gli occhi di tutti: soprattutto a livello di gioco, si continua a portare avanti un'idea e uno stile che, ormai, hanno fatto il loro tempo. E i confronti europei - oltre che mondiali, vedasi i Mondiali, per l'appunto - non fanno altro che confermarlo. La verità, però, è raccontata in parte. Perché nel nostro campionato, di questo problema, qualcuno se n'è accorto. E un dato in particolare, oltre a stupire, va a supporto di questa tesi.

Bologna U19 v AC Milan U19 - Primavera 1

Allenatori in Serie A: età da record

Il dato legato alla struttura anagrafica delle panchine della prossima Serie A, quella 2026/27, stupisce: ci saranno nove allenatori under 45. E se ampliamo il limite alla metà del secolo, i cinquant'anni, il dato sale fino a undici. Più della metà degli allenatori avranno meno di cinquant'anni quando inizierà il campionato (non si considera, per esempio, Juric, che il 25 agosto festeggerà i 51 anni. Si tiene, invece, conto, anche nella prima statistica, di Chivu, che farà i 46 anni soltanto a campionato inoltrato, il 26 ottobre). E l'età media, in quel preciso momento, in effetti, sarà sotto i 50: 49,65. Un dato storico per il campionato italiano che, cogliendo le giuste parole di Trevisani, dimostra che una scossa c'è stata, un messaggio è arrivato e una soluzione, qualcuno, ha iniziato a prenderla.

Big o medio-piccole: chi sta dando la svolta?

Se è giusto cogliere la svolta positiva che si vedrà nella prossima Serie A, certo è corretto sottolineare anche chi, tra le venti formazioni che formeranno il prossimo campionato, si sta impegnando per dare la scossa. Non è il caso del Napoli che, salutato Conte, è pronto ad accogliere il futuro cinquantanovenne Allegri. Non è il caso della Juventus, che ha confermato Spalletti (67 anni). Non è neanche il caso di Roma (Gasperini, 68 anni) o Atalanta (Sarri, 67 anni), anche se questi due tecnici portano comunque avanti un gioco propositivo e di grande identità.

Bisogna, invece, premiare le squadre che stanno dimostrando coraggio. Il quarantenne Tedesco non è certo una sorpresa delle ultime settimane, ma il Bologna è il primo club ad essere riuscito a portarlo in Italia. Il Cagliari ha fatto di una propria bandiera sul rettangolo di gioco una guida dalle grandi idee come Pisacane (40 anni), mentre il Como ha puntato ancora più in alto, con grandissimi risultati, affidandosi a Fabregas (39 anni). Preziose, poi, le scelte di Torino e Sassuolo, che hanno scelto di puntare su due tra i migliori tecnici dello scorso campionato di Serie B: Abate (40 anni da compiere) e Aquilani (42). La Fiorentina sceglie una guida già conosciuta in Serie A ma prosegue sulla stessa lunghezza d'onda con Grosso (49 anni a novembre). La scelta del Genoa con De Rossi (43 anni a luglio) non è solo di carattere ma anche di qualità, mentre il Parma si aggiudica, e c'erano pochi dubbi, il premio per la guida più giovane: Cuesta deve ancora compiere 31 anni.

Tra le big, poi, sono sicuramente da apprezzare le idee portate da Chivu (46 anni a ottobre), forte della grande scelta dell'Inter di puntare su di lui, dopo poche partite con il Parma, cogliendo anche ottimi risultati (scudetto e coppa); allo stesso modo il Milan, dopo aver salutato proprio Allegri, ha già dato il benvenuto ad Amorim, tecnico dalla caratura internazionale a soli 41 anni. Insomma, la prossima Serie A sarà un campionato anche di cambiamento, di adattamento alle tendenze del calcio di oggi e di sguardo verso il futuro, verso i giovani. Forse, anche in Italia si sta comprendendo in che direzione andare per risollevare il proprio calcio. O meglio, la speranza è quella. Il dato, intanto, è più che positivo.

L'elenco completo degli allenatori di Serie A

Vediamo l'elenco completo degli allenatori di Serie A nella prossima stagione e quanti anni hanno.

Atalanta: Maurizio Sarri (67)

Bologna: Domenico Tedesco (40, a settembre 41)

Cagliari: Fabio Pisacane (40)

Como: Cesc Fabregas (39)

Fiorentina: Fabio Grosso (48, a novembre 49)

Frosinone: Massimiliano Alvini (56)

Genoa: Daniele De Rossi (42, a luglio 43)

Inter: Cristian Chivu (45, a ottobre 46)

Juventus: Luciano Spalletti (67)

Lazio: Gennaro Gattuso (48. In attesa di ufficialità)

Lecce: Eusebio Di Francesco (56, a settembre 57)

Milan: Ruben Amorim (41)

Monza: Ivan Juric (50, ad agosto 51. In attesa di ufficialità)

Napoli: Massimiliano Allegri (58, ad agosto 59. In attesa di ufficialità)

Parma: Carlos Cuesta (30, a luglio 31)

Roma: Gian Piero Gasperini (68)

Sassuolo: Alberto Aquilani (41, a luglio 42)

Torino: Ignazio Abate (39, a novembre 40)

Udinese: Kosta Runjaic (55)

Venezia: Giovanni Stroppa (58)

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