di Guido Regis

Stentavo a credere che poche ore dopo il mio e nostro monito pungente alla società affinché facesse l’unica mossa da Toro, ingaggiare Camolese, questo piccolo desiderio quasi disperato venisse esaudito. Abbiamo dovuto attendere, come previsto, un giorno intero nel quale conferme e smentite giungevano dai siti, dai giornali, dalle radio ed anche da qualche freddo comunicato televisivo. Nella tarda serata di martedì abbiamo avuto la certezza ed un profumo di Toro ha iniziato a diffondersi per le vie di Torino. L’umore è cambiato, si è affievolita l’amarezza ed è ricomparso il sorriso. Ho creduto che Cairo avesse ceduto alla richiesta del Camola di confezionargli un contratto fino alla fine della prossima stagione, A o B che fosse. Nelle prime ore del mattino di mercoledì sono venuto a sapere che, al contrario, era stato il piccolo grande cuore granata di San Mauro ad aver accettato di guidare temporaneamente il Toro per sole nove partite. Un po’ di buon umore se n’è andato a farsi benedire e solo le dichiarazioni successive del Camola me l’ hanno restituito. Ancora una volta la razionalità interviene a lenire un istintivo fastidio. C’e’ ancora qualcosa di sbagliato ed incompleto in questa decisione, ma per lo meno consente di farci percepire meglio la voglia di tornare ed il legame forte che c’è tra Gian Carlo ed il Toro. A mente fredda provi a giustificare il Presidente, scottato da ingaggi biennali risoltisi in fiaschi più o meno colpevoli con doppi stipendi infruttuosi da pagare. Poi l’arrivo alla Sisport, la conferenza stampa, il primo ed il secondo allenamento e un po’ di popolo granata finalmente ammesso ad osservare. Anche sul campo è sembrata fiorire un'altra atmosfera, un atmosfera da Toro, ancora acerba, quasi incredula negli sguardi e nelle gestualità dei mutandati granata. Il Camola si è messo a lavorare in prima persona, ha parlato, urlato, spiegato, incitato, osservato, ragionato, provato ed i ragazzi sono sembrati attenti, volenterosi, persino più agili. Dieci giorni, Camola, dieci giorni per provare ad insegnare a questi ragazzi cosa significa essere del Toro. Tu hai il cuore, la testa ed i numeri per farlo. Nove partite Camola, nove partite per provare a cavarci fuori dalla voragine in cui, colpevoli loro incolpevoli noi, siamo sprofondati. Una laurea ed un linguaggio appropriato, privo di grugniti, faranno sicuramente la differenza. Comunque vada, mister, con te è tornato un raggio di luce granata, un profumo di Toro. A noi per ora questo è più che sufficiente per poter dormire sonni più sereni, per alzarci la mattina provando il desiderio che arrivi domenica con la voglia di tornare a scendere in campo al fianco tuo e degli undici.

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