C’è del marcio in Curva Primavera?

C’è del marcio in Curva Primavera?

Rubriche / Il calcio è dei tifosi, che non sono spettatori o clienti (intendi Andrea Agnelli?), ma bensì proprietari eterni del marchio e delle gesta della loro squadra del cuore

di Anthony Weatherill

“Sappiamo ciò che siamo ma non

                                                               quello che potremmo essere ”  

 William Shakespeare 

Sugli incidenti avvenuti in “Curva Primavera” nel corso dell’ultimo Torino-Inter, sono state dette e scritte moltissime cose, alcune addirittura tra loro contraddittorie. In quel settore dello “Stadio Olimpico Grande Torino” da tempo erano venduti biglietti anche a tifosi delle squadre avversarie. Tifosi non ultrà, naturalmente, Ma che volevano assistere tranquillamente all’incontro della loro squadra del cuore contro il Torino. “Un esempio a livello nazionale –ha spiegato il questore di Torino Giuseppe De Matteis- che gli ultrà volevano eliminare attraverso risse e altre condotte violente, compresi cori offensivi e discriminatori”. Questi ultras a volere lo scempio di un progetto di convivenza pacifica tra tifosi sono, come ormai è noto a tutta l’Italia, i “Torino Hooligans”.Un gruppo dissidente della “Curva Maratona”, storico luogo del tifo organizzato granata, spostatosi nella “Curva Primavera” per rendere plastica e chiara una visione diversa di appoggio alle vicende del club presieduto da Urbano Cairo.

A sentire De Matteis, quindi, sembra che questa presenza di tifosi avversari in Curva Primavera fosse una sorta “di esperimento sociale” per cercare di “di far ritornare lo stadio un luogo di festa”. Si è quindi scoperto, seguendo il filo logico di un questore di Torino in verità apparso abbastanza confuso,  come addirittura il Capo della Polizia Franco Gabrielli sia seriamente intenzionato a “riconsegnare gli stadi agli sportivi e alle famiglie”. De Matteis ha poi proseguito sostenendo di aspettarsi le reazioni degli ultras, che comunque “non fanno paura e non ci fanno intimidire”. E’ sembrata, questa di De Matteis, più una improvvisa, e inattesa, dichiarazione di guerra al tifo organizzato, che un tentativo di mettere ordine ad una vicenda dai risvolti molto oscuri. Auspicando lo stadio come un posto pacifico e ringraziando le forze dell’ordine per il loro prezioso lavoro, cerchiamo però di mettere in moto un po’ di quel senso logico ancora rimasto.

Il Torino può andare sul mercato?

Perché c’è un dato oggettivo abbastanza evidente a porre in modo assordante un’inquietante domanda: chi ha venduto i biglietti della Curva Primavera agli ultras dell’Inter? Una domanda che poi, ad effetto domino, porta ad un’altra domanda: come hanno fatto, le forze dell’ordine adibite al controllo dell’ingresso della Curva Primavera, a non accorgersi di trovarsi di fronte ad una frangia ultras di tifosi nerazzurri? Perché certo non si può pensare ad un esperimento sociale pensato per tifoserie ultras. Ma supponendo una distrazione nella vendita dei biglietti, possibile che nessuno, tra le forze dell’ordine, si sia accorto l’ingresso di ultras interisti in “Curva Primavera”? Forse avrebbero dovuto accorgersene perché, per stessa ammissione del Questore di Torino, in quel settore dello stadio si sarebbero trovati accanto ai “Torino Hooligans”, da tempo sotto osservazione come possibili provocatori di risse e violenze di ogni genere.

Ergo, praticamente si è andati incontro a degli scontri certi, con una miriade di tifosi interisti e granata “normali”, ignari di quello che stavano rischiando entrando in quel settore dello Stadio Olimpico. E le numerose immagini di quella giornata di terrore in curva parlano chiaro: a provare a dirimere la contesa tra “Torino Hooligans” e ultras interisti c’erano solo due steward. Quello che si è rischiato, ad essere chiari, sono stati degli “incidenti da panico”, cioè quegli incidenti provocati in luoghi pubblici affollati quando improvvisamente la gente comincia a scappare terrorizzata senza più essere lucida nei propri movimenti. Negli stadi moniti funesti sono stati gli accadimenti dell’Heysel e di Hillsborough(39 e 96 morti), dove le vittime furono provocate per panico più che per scontri.

La Russia, il doping, il competere

Se questo esempio, o esperimento sociale (lo si chiami come si voglia) condotto a Torino ha portato ad un rischio del genere, ovvio come qualcuno debba risponderne e pagarne la responsabilità. Perché tale esperimento non poteva, e non doveva, essere portato avanti senza avvertirne preventivamente i tifosi granata, che avevano il diritto di sapere tutto sulle intenzioni di forze dell’ordine e società Torino Calcio, quest’ultima con maggiore responsabilità. Perché, a differenza delle forze dell’ordine, dovrebbe ritenere i suoi tifosi come parte integrante del proprio progetto sportivo. Dovrebbe considerare lo “Stadio Olimpico Grande Torino” come la casa di tutti i tifosi del Toro, un luogo dove ci si ritrova, in tutta sicurezza, a contribuire al sostegno della squadra del cuore e a rinvigorire la memoria granata. Invece qualcuno(Cairo o chi?) ha deciso come questa casa possa essere frequentata anche da non “familiari” per dare il via ad un esempio positivo di convivenza pacifica tra tifoserie di fede opposta. Siamo, ancora una volta, davanti a qualcosa calata dall’alto da non si sa quale giudizio o potere, e in spregio a qualsiasi opinione o sentimento espresso dai tifosi. I quali potevano, e potrebbero, anche non essere d’accordo di ritrovarsi con tifosi avversari nello stesso settore dello stadio. E’ incredibile, da parte delle autorità sportive e politiche, come si tenti continuamente di ridurre lo sport del calcio ad un semplice fenomeno di spettacolo. E’ suicida, culturalmente e socialmente, aver fatto imboccare al calcio la via della decontestualizzazione dai propri valori costitutivi.

Il venerdì nero del ‘Corriere dello Sport’

Il calcio è dei tifosi, che non sono spettatori o clienti (intendi Andrea Agnelli?), ma bensì proprietari eterni del marchio e delle gesta della loro squadra del cuore.  Sono i tifosi, e solo loro, a dover scegliere ciò che deve avvenire o non deve avvenire a casa loro. Ovviamente nel rispetto di tutte le leggi vigenti. Ma in Italia ormai è difficile veramente capire cosa i “padroni del vapore” vogliano realmente. Hanno voluto l’euro, senza preparare con adeguate riforme il Paese a subirne le conseguenze epocali a livello socio/economico, così come allo stesso modo hanno voluto una “Serie A”  a modello mercantile inglese, senza aver imposto ai club un modello di libero mercato atto a far funzionare il calcio veramente come un’industria dello spettacolo. E la confusione regna sovrana, senza una visione progettuale degna della storia del calcio italiano.

Forse bisognerebbe abbracciare il modello tedesco, che vede i tifosi coinvolti, attraverso l’azionariato popolare, direttamente nella vita dei loro club. Il Bayern di Monaco, certamente non l’ultima squadra del mondo, ha più di centocinquantamila soci a decidere le sorti del club dalle giovanili alla prima squadra. Soci che hanno dato vita a strutture logistiche al servizio non solo dei tifosi, ma della città di Monaco. E questa è la condizione della quasi totalità dei club tedeschi. Senza il consenso dei tifosi, nessun esperimento sociale potrebbe essere condotto all’interno dell’Allianz Arena.  Questo perché uno stato, e il suo potere politico e istituzionale, non può fare tutto, altrimenti si arriverebbe nella condizione di vivere in uno “stato etico”. Condizione tristemente già ben conosciuta in passato dai tedeschi. Una qualche reazione sarebbe dovuta arrivare dalla Federcalcio ma, al solito, Gabriele Gravina ha brillato per latitanza. La Federcalcio avrebbe dovuto almeno ricordare  come un esperimento sociale dovrebbe avere anche un aspetto culturale, e quindi partire dalle scuole. Sono state fatte molte ipotesi sugli accadimenti di Torino-Inter, qualcuno è arrivato persino a teorizzare che si siano voluti creare presupposti per gli scontri tra ultras, per espellere dalla “Curva Primavera” i “Torino Hooligans”.

Ma al netto di queste ipotesi, credo che la società Torino Calcio abbia molto da farsi perdonare dai suoi tifosi, perché ciò che è accaduto in “Curva Primavera” è intollerabile. Consiglierei a Cairo e ai suoi collaboratori di ripartire, nel ricucire il “sentiment” con i tifosi, dal Filadelfia. In quello straordinario luogo c’è tutto quel che ci deve essere per tornare a costruire la visione granata del mondo. I tifosi, però, decidano anche di prendere in mano il loro destino chiedendo giustizia e accertamento di responsabilità. Tutti i tifosi lo decidano, (perché a Torino sono rimaste vittime anche i tifosi interisti “normali”). Prendano esempio dai francesi, che hanno bloccato Parigi per svariati giorni, per protestare contro l’innalzamento dell’età pensionabile. In quei giorni hanno rinunciato a tutto, trasporti e carburante compresi, e alla fine hanno fatto ritirare al loro governo il provvedimento. Ricordando a tutti i noi come i numeri, compresi quelli dei fatturati, siano nati per essere al servizio degli uomini, e non il contrario. In questa differenza, c’è tutto il mistero e il significato del mondo. Che è di tutti noi, nessuno escluso.

(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

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  1. Immer - 9 mesi fa

    Aggrediti dagli interisti nel dove loro erano posizionati mi sembra strano….

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  2. mirafiori64 - 9 mesi fa

    la grande anomalia è che il vero gruppo ultras, inteso come gruppo bellicoso e non quello che vende le sciarpe e le magliette, risiedeva in primavera e non in maratona, sia i mistiff del napoli, sia gli interisti hanno comprato i biglietti in primavera, curva tradizionalmente delle famigle e dei tifosi che vogliono vedere la partita in maniera tranquilla, proprio per cercare lo scontro con i TH, quello che non mi torna è che uno scontro alla “luce del sole” oggi non è piu concepibile, era concepibile negli anni 70/80 e forse neanche allora, infatti con i napoletani anche se invitati i TH non hanno accettato lo scontro, facendo una meschina figura nel ondo ultras, proprio sapendo che uno scontro davanti alle telecamere avrebbe decretato la loro fine, con gli interisti la possibilità di scegliere i TH non l’hanno avuta sono stati letteralmente aggrediti dai boys, che si sono presentati armati di aste lunghe anche un paio di metri e sopratutto con una spavalderia molto anomala, come se loro fossero immuni alle telecamere, mi chiedo come è possibile che la digos non si accorta che erano entrati una quarantina di ultras in assetto di guerriglia, è IMPOSSIBILE !!!! Dobbiamo ringraziare la compattezza dei TH che non si sono verificati incidenti da panico, perche si rischiavano solo quelli, gli ultras interisti non avrebbero aggredito nessun tifoso normale, la principale regola del codice ultras è che gli scontri devono avvenire tra ultras e non con tifosi normali, ma il panico comunque avrebbe potuto giocare brutti scherzi a persono che non sono abituate a vivere situazioni del genere, questa è stata la pericolosita del piano attuato della questura e ovviamente avvallata dal fc torino.
    il punto e se accettare o no una strategia della polizia che mette a repentaglio l’incolumità di altre persone estranee, tutto per l’eliminazione di un manipolo si ultras, che ha la colpa di contestare cairo e di non essere allineato al calcio 2.0, chi lo accetta sabato entra chi no sta fuori, il mio seggiolino sarà vuoto.
    Sempre forza TORO

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    1. Paul67 - 9 mesi fa

      Quoto totalmente ciò che hai scritto, molti qui nn capiscono ciò che è successo perché mai stati in una curva, se poi sentono la parola ultras pensano che sono quelli che vanno allo stadio solo per menarsi, c ‘è molta ignoranza sull’ argomento. Quando nn si conosce bisognerebbe astenersi nel giudicare ed invece giudicano con banalità tipo “fuori i violenti dagli stadi”, “se nn ci fossero i violenti nn ci sarebbe bisogno di DASPO”.

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  3. NEss - 9 mesi fa

    Articolo interessante, come sempre, che pero’ sfiora e mischia un po’ troppi elementi secondo me.

    Sebbene concordi con il discorso di fondo, io non penso che si debba consultare “il popolo” o “i tifosi” prima di prendere decisioni. Alcuni argomenti sono tecnici e vanno valutati da esperti. Facciamo un sondaggio in curva per decidere se un infortunato deve operarsi al menisco? La gente vuole andare in pensione prima… ma quanti si preoccupano di trovare i soldi per tale operazione? In Italia molti hanno ritenuto una profonda ingiustizia il cambiamento dalla pensione distributiva a contributiva e mai l’avrebbero votata, ma la prima era sostanzialmente insostenibile.
    Mettere la cintura in auto e’ giusto, ma hanno dovuto imporre una legge e multe per chi non la seguiva, altrimenti non si sarebbe riusciti a cambiare la cultura e convincere la gente ad usarla perche’ giusto e non perche’ obbligati.

    Mischiare sostenitori di squadre diverse nello stesso stadio e’ un fine giusto e comprensibile. Non si puo’ chiedere ai tifosi della squadra di casa se lo vogliano esattamente come si e’ dovuto obbligare la gente a mettere la cintura. A lungo termine la cosa puo’ funzionare, pero’.

    C’e’ solo un errore di fondo che mi sorprende tanti decidano di ignorare.
    Mischiare le tifoserie avversarie e’ una cosa (giusta secondo me, ma e’ questione di opinioni). Far entrare a contatto ultras contrapposti e’ un’altra.

    Sono due problemi diversi con due risposte diverse.
    La soluzione non e’ rinunciare in toto ad avere tifosi di squadre opposte insieme “allegramente” nello stesso stadio. La soluzione e’ evitare che i violenti entrino nello stadio.

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  4. Kurtz - 9 mesi fa

    Non sarò mai al fianco di chi ammicca ai violenti, di ne’ con, né con ne abbiamo già fatto le spese in passato in Italia. Ficcatevelo nella zucca: negli stadi italiani, come in quelli delle più progredite nazioni europee, di spazio per facinorosi e teppisti non ce n’è più.

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    1. Opi - 9 mesi fa

      Chissà perché leggendo il tuo commento mi viene in mente Leonardo Sciascia…….

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  5. michelebrillada@gmail.com - 9 mesi fa

    c’è sicuramente da pensare che la società sia coinvolta in questo caos perche se c’è da guadagnare il sig cairo non guarda in faccia nessuno e passerebbe sul cadavere dei suoi genitori pur di ottenere i risultati economici che piu gli aggradano quindi la società è sicuramente il maggior responsabile dell’esperimento ,ma è altrettanto responsabile la questura che deve essere indagata per abuso di potere a rischio strage qui deve intervenire il ministro dell’interno e la magistratura

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  6. Mimmo75 - 9 mesi fa

    Tutto giusto, tutto condivisibile: il servizio di sicurezza ha fatto pietà, gestito in modo folle e poi spiegato in maniera imbarazzante al pubblico. La società ne è uscita malissimo e il tutto è giustamente finito on mano agli avvocati. Chi ha sbagliato paghi, chiunque esso sia. Ma la totale mancanza di una presa di posizione forte e netta su chi va allo stadio per menar le mani squalifica questo articolo e il suo autore.

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    1. unafede - 9 mesi fa

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    2. essenzagranata - 9 mesi fa

      Bravo Mimmo75, non ti smentire mai.

      Povera società, povero Cairo e povero Questore, vittime incomprese degli Hoolignas e degli “esperimenti sociali” che loro stessi hanno organizzato per creare violenza paura e panico.

      La presa di posizione c’è stata eccoma ed in tutto l’articolo quando si parla di Torino hooligans e di ultras interisti ma, come al solito, pur di leccare la mano del tuo padrone, hai fatto fanto di non vederla e hai “squalificato” chi si è permesso di contestare tutta questa messinscena, ben architettata e ideata da Cairo e Questura.

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  7. Kurtz - 9 mesi fa

    Io sto con i tifosi sani, non con quelli che vanno allo stadio per fare casino.

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  8. prawn - 9 mesi fa

    A me sta storia puzza, puzza che il Torino Calcio sia stato complice con la Questura dello smantellamento dei Torino Hoolingans.
    Non ci credo che nessuno sapeva della cosa, credo che siano stati lasciati entrare in curva Primavera gli ultras interisti per forza.
    A questo punto vuol dire che si e’ rischiata la vita, perche’ di questo stiamo parlando, di gente che voleva solo andare a vedere la partita e non a menare le mani.
    Gente che include, bambini, ragazzini, famiglie insomma.

    Gli esperimenti sociali si fanno tutte le domeniche, ci sono tifosi misti in tutti gli altri settori.

    I tifosi ultras ci sono e sempre ci saranno, come ci sono gli estermisti in piu’ o meno qualsiasi altra attivita’ sociale di ogni essere umano.

    Molto bene educare, invitare fazioni opposte a guardare le partite assieme (sarebbe ottimo poi togliere le grosse barricate sul campo come in Gran Bretagna)

    pero’ ci sono dei limiti, anche qui in UK, mica mischiano gli estremi.

    Quello non funziona, ne’ in piazza, ne’ allo stadio.

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  9. Sentenza - 9 mesi fa

    C’è del marcio, ma non in Primavera. Otto paragrafi di articolo sono sprecati. Sarebbero bastati un nome e un cognome: Urbano Cairo.
    Auguriamoci uno stadio colmo di co-tifosi, e buon divertimento a tutti.

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    1. claus - 9 mesi fa

      a forza di rompergli i co…ni Cairo mollerà con grande soddisfazione di pochi scalmanati, poi ci sarà un coro di rimpianti, tanti anni fa in curva degli ospiti nello stadio del Cesena scoppiò una lite fra la tifoseria del Toro, ebbi paura perchè avevo portato un figlio di un amico, queste non sono cose che fanno bene a chi ama la squadra ma vedo che succedono ancora peccato.

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  10. user-14003131 - 9 mesi fa

    Spero che l’azionariato popolare vada avanti …

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  11. VM70 - 9 mesi fa

    Inutile, tanto chi è convinto che “prassi consolidata” sia vendere biglietti in curva a ultrà avversari notoriamente pericolosi, che “le colpe sono dei delinquenti punto e basta”, che “la responsabilità è unicamente di 4 analfabeti che vanno allo stadio per fare casini”, in Primavera non ci ha mai messo piede né mai ce lo mettera’, quindi a posto così.
    Le autostrade senza limiti di velocità sono bellissime, quanto le curve senza barriere tra tifosi. Ma gli italiani non sono tedeschi, non lo saranno mai, non è questione di 4 analfabeti, è cultura, educazione, tradizione, indole.
    C’è del marcio in Danimarca, ma ci dovrà pur essere un giudice a Berlino.

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  12. dattero - 9 mesi fa

    sempre onore a voi,TH baluardo del tifo granata anteposto alla curva sebastopoli.
    ho parlato con un avvocato che difende i ragazzi,in base a questo dico solo che sarebbe d’uopo approfondire il discorso sulla digos,veramente necessario.
    il mio commento finisce qua,altre cose sui forum non si scrivono.
    importante che sappia chi di dovere

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    1. Marcogol - 9 mesi fa

      Io ne conosco due e mi hanno detto che bisogna approfondire il discorso sul questore ma non posso dire altro qui non si possono scrivere certe cose

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  13. bloodyhell - 9 mesi fa

    gli ultras dell’inter, stando alle testimonianze che ho ricevuto perfettamente riconoscibili dalle forze dell’ordine, andavano fermati al cancello d’ingresso della curva primavera. Weatherill lo fa capire chiaramente, ed è l’unico ad averlo fatto tra i tanti articoli che ho letto, con un atto d’accusa coraggioso verso le forze dell’ordine come raramente si vede sulla stampa italiana. a causa dell’incapacità o dell’indecisione di qualche dirigente della polizia si è rischiato qualche incidente grave all’interno dello stadio. Non tanto tra gli ultras, ma tra le persone pacifiche non abituate a scontri tra tifoserie estreme. Voglio ringraziare anthony weatherill, perché credo che molti non si siano ancora resi conto di ciò che si è rischiato in curva primavera

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  14. Il_Principe_della_Zolla - 9 mesi fa

    Non so a che riforma delle pensioni si riferisce Weatherill, come esempio probante della sua tesi. La sottigliezza sta nell’assunto “in quei giorni”. Sarebbe bene capire quali, sempre che interessi, perché “in questi giorni” il governo francese non ha ritirato un bel niente e lo sciopero a oltranza dei trasporti ha rotto i cabbasisi a buona parte dei cittadini residenti in Francia, lo scrivente compreso.

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    1. bloodyhell - 9 mesi fa

      la riforma delle pensioni francesi non era l’esempio probante della tesi. dichiarazione del primo ministro Edouard Philippe, intervenendo al consiglio economico e sociale di parigi:”l’età legale della pensione, fissato a 62 anni, non cambierà”. Philippe ha annunciato che si lavorerà all’introduzione di un sistema di bonus malus che spiga i francesi a lavorare più a lungo per raggiungere l’età di equilibrio di 64 anni nel 2027. e comunque per i nati prima del 1975 non cambierà nulla rispetto alla riforma prospettata. ripeto, prospettata. quindi la riforma, che senza le manifestazioni di piazza sarebbe passata tranquillamente, al momento è stata ritirata, visto che Philippe continua ad incontrare i sindacati. forse tu ne sai più del primo ministro francese. comunque, come è abbastanza chiaro, a weatherill più che la riforma, interessava sottolineare la partecipazione della gente a scelte importanti che la riguardano. questo sì che è probante rispetto all’articolo

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      1. Il_Principe_della_Zolla - 9 mesi fa

        Guarda che ti sbagli. Si discute su “l’age pivot”, ma non è stato ritirato un bel niente. Io ci vivo in Francia, e seguo il dibattito da vicino. Fai dell’ironia fuori luogo, e del copia/incolla con traduttore da qualche sito. Non ne sapro’ più del primo ministro francese, ma più di te è sicuro.

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        1. Granata69 - 9 mesi fa

          Lascialo stare, si va weatherhill a bloodyhell, simpatie tra simpatizzanti anglosassoni evidentemente…

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        2. bloodyhell - 9 mesi fa

          lavoro con la francia continuamente, risiedo a parigi continuamente(compreso i giorni dello sciopero), parlo continuamente con i francesi, leggo i giornali francesi, e molti riportano il contrario di quel che dici tu(rottura di cabbasisi compreso). e sui sistemi pensionistici e le loro riforme potrei parlare per giorni. detto questo, al contrario di te, non dirò che di saperne più di chiunque. ti ho solo citato dei fatti e delle dichiarazioni del primo ministro francese. ognuno che legge potrà verificare facilmente(specie se legge il francese). comunque per me la polemica finisce qui, perché weatherill non voleva assolutamente parlare delle pensioni francesi, e non vorrei disturbare il dibattito necessario che l’articolo propone, con osservazioni inutilmente polemiche e fuori luogo.

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          1. Il_Principe_della_Zolla - 9 mesi fa

            Fai il furbo. In primis, sei tu e non io ad aver puntato il dito su “chi ne sa di più”, rileggiti quando ironizzi sul fatto che io ne saprei di più di Gerard Philippe. Secondo, accampi la lista delle tue conoscenze, ma la sola che conta e che porti a contraddittorio, il fatto che il decreto sulle pensioni sia stato ritirato, è falsa. Vedi un po’. Terzo, Weatherill scrive articoli a sfondo morale. Se si vuol fare il moralista, è bene scegliersi gli esempi a supporto in modo oculato, non cucinarli a piacimento. Questo è importante, ed è il senso del mio primo intervento, che non trovo per niente fuori luogo.

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          2. Il_Principe_della_Zolla - 9 mesi fa

            Edouard Philippe, va da sé, non Gerard.

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          3. bloodyhell - 9 mesi fa

            egregio zolla, ti lascio volentieri l’ultima parola, come ho detto non voglio continuare la polemica, perché l’articolo di weatherill non merita ulteriori fastidi. i giornali francesi, per chi vuole leggerli, stanno in rete. non ho altro da aggiungere. passa una buona giornata

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  15. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

    Niente non ce la si fa proprio, si continua a partire dal fondo e non dall’inizio, se non ci fossero stati i violenti non sarebbe successo niente…. Ma dai? Caspita che acuta osservazione, scemi tutti quelli che non ci sono arrivati…
    Peccato che i violenti ci fossero, a detta del questore conosciuti, arcinoti, dediti ad azioni violente ed illegali, che delinquevano all’interno dello stadio e anche fuori.
    Partendo da questa constatazione certa e assodata il questore cosa decide? La sua geniale idea? Facciamo entrare altre frange violente all’interno della primavera e vediamo cosa succede, se si menano o se banchettano a tarallucci e vino.
    Cazzo un genio, un luminare, e lo paghiamo anche.
    E secondo qualcuno non bisognerebbe chiedere le dimissioni.
    Follia pura.

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    1. Ardi - 9 mesi fa

      Infatti dopo la partita ha persino ammesso di sapere già quale fosse il risultato dell’esperimento, ma che comunque vuole continuare

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  16. Granata69 - 9 mesi fa

    A me non sembra per niente una analisi lucida ed obiettiva, e le divagazioni politiche su Francia e Germania se le poteva proprio risparmiare, nulla c’entrano nel contesto.
    Le colpe sono dei delinquenti, punto e basta. E nel tifo organizzato del Toro ce ne sono eccome. Chi lo nega , o ne fa parte, o è un fesso.
    Il mancato controllo all’ingresso è l’unica sicura colpa di società e forze dell’ordine, inamissibile non accorgersi dei “personaggi” che stavano entrando.

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    1. bloodyhell - 9 mesi fa

      non c’è stata nessuna divagazione politica sulla germania, semmai il riferimento politico ha riguardato le proteste francesi degli ultimi giorni, prese chiaramente ad esempio non come una questione politica ma come la gente che ha deciso di dire la sua su questioni che la riguardano. esempio che dal punto di vista di weatherill calza a pennello, visto che non ha mai fatto mistero di essere a favore dell’azionariato popolare. la citazione della germania e del suo modello di azionariato popolare c’entra proprio con il contesto dell’articolo. l’analisi è lucida, visto che con le tue ultime righe confermi uno dei punti toccati da weatherill. mi chiedo se l’articolo lo hai letto bene, o hai fatto solo finta

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  17. leggendagranata - 9 mesi fa

    Caro Weatherill, ma se “…in quel settore dello “Stadio Olimpico Grande Torino” da tempo erano venduti biglietti anche a tifosi delle squadre avversarie…”, di chi è la colpa di quanto accaduto? Di chi ha venduto i biglietti secondo una prassi consolidata o di quei deficienti (ultras dell’ Inter e del Toro) che si sono azzuffati, infischiandosene del fatto che, mettevano a rischio la vita di altri spettatori? E’ vero “c’ è del marcio in Curva Pirmavera” e quel marcio sono i violenti che vanno allo stadio per sfogare le proprie frustrazioni. E veniamo al resto. L’ azionatiato popolare? I tifosi del Toro hanno avuto più di una occasione per sottoscriverlo, ma le iniziative partite anche da persone degnissime non hanno portato a risultati concreti. Non c’ è stato nessun complotto ai nostri danni, ma solo la nostra volontà di non partecipare. Per quanto riguarda le manifestazioni in Francia contro l’ aumento dell’ età pensionabile, ti invito a leggere quello che oggi scrive su La Stampa il filosofo francese Bernard-Henry Levy in un articolo dal titolo eloquente: “La Francia sulle pensioni ha dimenticato la sua anima, solo grida, insulti, rabbia”. C’ è un passaggio che potrebbe anche essere scritto per il fenomeno degli ultras violenti negli stadi: “…quando la gente diventa folla, quando questa folla è composta solo da comunità che si escludono reciprocamente, che si denunciano a vicenda, quando la parola diventa grido e il grido una sequela di insulti e di odio, quando ognuno cerca di fare lo sgambetto all’altro e perde ogni interesse per il bene pubblico, non ci avviciniamo a quello stato prepolitico che i contemporanei di Hobbes chiamavano lo stato di natura e dove i lupi (per l’uomo) erano nel cuore della città?”.

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  18. Jalo - 9 mesi fa

    Date la colpa a Cairo e al questore, e difendete a spada tratta i tifosi violenti degli Hooligans, ma non ha senso.
    Se tivendo un biglietto per guardare la partita, ma tu entri e fai casino, di chi è la colpa?
    Allo stesso modo, se ti vendo una pistola per andare al poligono, ma tu uccidi una persona, di chi è la colpa?
    La colpa è solo del violento, punto.
    C’è chi dice che se i tifosi dell’Inter non fossero stati in Primavera non ci sarebbero stati problemi. E grazie al “coso”, la vostra soluzione è lasciare la curva in mano gente violenta.
    Io vi dico che se i tifosi violenti non fossero stati allo stadio non ci sarebbero stati problemi

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  19. Junior - 9 mesi fa

    Caro Anthony apprezzo la sua disamina e mi permetto di fare le seguenti osservazioni:
    Sono anche io un simpatizzante dell’azionarato popolare e addirittura con elezione periodica del presidente della società
    La soluzione che propone lei circa un coinvolgimento dei tifosi (almeno all’interno di alcuni importanti processi decisionali) sarebbe ottimale qualora vivessimo in un paese che osserva le regole, quindi è applicabile facilmente nel mondo anglosassone dove più l’uomo è per la legge che il contrario come invece nel nostro sistema in cui questa soluzione richiederebbe anni per un cambio di mentalità. Non sto dicendo che non ci possiamo riuscire, sarebbe Invece l’optimum! E si migliorerebbe anche il rapporto società/tifosi, qualora la prima non diventi schiava dei secondi.
    È inoltre già successo in passato che dietro la vendita dei biglietti ‘a una certo tipo di tifoserie’ ci sono situazioni ben poco chiare e quindi un giro di vite per assicurare la libertà di coloro che vanno allo stadio anche con famiglia non è poi così male; sono disposto a rinunciare ad un pezzetto della mia libertà pur di ristabilire equilibrio e distanze da chi non mi appartiene, nè come fratello tifoso nè come cittadino
    Accomunare le manifestazioni in Francia per l’età pensionabile con il gioco del calcio che è alla fine un momento ludico, bene…mi sembra un tantino esagerato.
    Rimaniamo coi piedi per terra, guardiamo i nostri ragazzi giocare, sosteniamoli in ogni momento e diamo noi il buon esempio a quelli che col tifo non hanno nulla a che fare. Probabile i risultati si vedranno a più breve termine. Alla prossima e FVCG.

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  20. GWA - 9 mesi fa

    Per me la responsabilità non è nè della polizia nè del questore nè della società ma unicamente di quei quattro analfabeti che vanno allo stadio per fare casini mettendo a repentaglio la vita di centinaia di persone, tra cui bambini, donne e anziani. Penso parta tutto dall’educazione da bestie che hanno ricevuto in famiglia.

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    1. andrimo - 9 mesi fa

      Concordo pienamente…. specchio della società odierna..

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  21. Opi - 9 mesi fa

    Domanda, che ovviamente è retorica
    Ma vi rendete conto che il miglior osservatore della situazione verificatasi e straniero?
    Forse perché non coinvolto e quindi lucido?
    Semplicemente un analisi obbiettiva, senza faziosità senza schierarsi per una fazione ol’altra senza ragionare di pancia ma col cervello!
    Semplicemente sottolineando che è andata veramente di culo a tutti: tifosi inermi questore vicequestore e sgherri vari, cairo di cui mi dà fastidio perfino scrivere il nome!
    Possibile dopo aver letto decine di commenti , la maggior parte inutili , che nessuno e dico nessuno abbia proposto di fare fronte comune e di condannare in maniera univoca quello che è successo?
    Possibile che si debba leggere solo insulti tra tifosi della stessa squadra?
    Chi dice via i teppisti dagli stadi chi dice via gli stadi dai teppisti chi dice io sono un vero tifoso tu non capisci un cazzo
    Nessuno o almeno io non l’ho letto che abbia detto la cosa più banale che ovviamente è anche la più vera
    Se gli interisti non entrano in primavera , dove ho avuto modo di andare decine di voltesenza nessun problema , non succedeva proprio un cazzo di niente!
    In conclusione, le forze dell’ordine ( chissà poi quale) credono davvero che daspando 70 persone abbiano risolto il problema?

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    1. Bischero - 9 mesi fa

      Veramente io e altri l abbiamo detto più volte. ed é proprio per questo che si chiedono le dimissioni del questore che sapeva avendolo dichiarato in conferenza stampa.questo é uno schifo e in un paese normale non era la gente indignata a chiedere le dimissioni ma era il questore ad averle già date.

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  22. granata69 - 9 mesi fa

    C’è una cosa che non capisco, ma come si fa a vendere i biglietti a tifosi “normali” e non agli ultras? Voglio dire, se un tifoso dell’Inter vuol comprare il biglietto per la curva primavera, va su internet e lo compra, come faccio a sapere che è un ultras o un tifoso normale? Sono tutti schedati?
    La mia forse è una domanda ingenua, non so come si capisce.
    Poi all’ingresso magari te ne puoi accorgere, ma volendo uno poi puo’ anche entrare senza dare molto nell’occhio, mica ce lo hai scritto in fronte che sei un ultras

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    1. Bischero - 9 mesi fa

      Tessera del tifoso… Sei schedato.poi cosa molto più semplice basta bloccare la vendita dei biglietti ai non residenti della regione della squadra di casa ed eccezione del settore ospiti. Fine del film.ti eviti 1000 problemi e la marmaglia va nella gabbia e nessuno viene a contatto.

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    2. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

      Ma aste e bastoni le avevano nascoste in…..?

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  23. Capitan serpente - 9 mesi fa

    Eccome se c’è del marcio, in questura però. Gli esperimenti sociali li facessero sulla pelle dei loro figli. Finché esiste gente come i Torino hooligans ci sarà un motivo in più per essere fieri di far parte della famiglia Granata. Grazie ragazzi, sempre con voi.

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  24. michelebrillada@gmail.com - 9 mesi fa

    non bisogna entrare allo stadio sabato sera stare fuori basta cairo basta mazzarri basta meite basta zaza basta

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    1. Jalo - 9 mesi fa

      Bravo, resta fuori dallo stadio, che fai solo bene. Che entri solo la gente il cui unico scopo è guardare la partita, non menare le mani

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  25. OldBull - 9 mesi fa

    In tutta questa storia così misteriosa in realtà, usando appena un po’ di buon senso ci sono molte certezze. La prima è una società totalmente destrutturata con a capo un presidente interessato esclusivamente al proprio tornaconto che quindi, vende biglietti purchè sia, non importa a chi, l’importante è vendere. Dall’altra il solito questore che rappresenta molto bene la persona sbagliata messa nel posto sbagliato, mi tornano alla mente i fatti di Roma, 31/08/2015 quando un gruppo di hooligans olandesi tifosi del Feyenoord misero a ferro e fuoco il centro città danneggiando gravemente la Barcaccia in Piazza di Spagna, interrogato l’allora questore sulla latitanza delle forze dell’ordine, lui rispose che anzi! Erano stati bravi a non intervenire evitando così che ci scappasse il morto, che dire? geniale! Ma ancora più geniale il questore di Torino,un vero fenomeno con la storia dell’esperimento sociologico, ma dai! ma chi ci crede! E’ evidente che non sapendo che dire, l’ha buttata li… peccato che la cosa invece di sgonfiarsi dopo questa puttanata si sia gonfiata sempre più. Morale della favola: Cairo vattene! Però pure il questore…

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  26. Paul67 - 9 mesi fa

    Azionariato popolare? Magari.

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  27. uiltucs.pesar_12159015 - 9 mesi fa

    Che dire? Chapeau!

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