Il Granata della Porta Accanto / La stagione è cominciata ma la vera svolta, in campo e fuori, non potrà che passare per le vicende societarie
Il recap dell'allenamento di oggi: ecco cosa chiede Abate (VIDEO)
Pronti, partenza, via! È cominciata con la prima amichevole la stagione agonistica del Torino. Poca roba dal punto di vista pratico, poco più di una sgambata coi dilettanti dei Pinzolo Valrendena, utile dopo la prima settimana di ritiro a incominciare a mettere "nero su bianco", sul rettangolo verde, i principi di gioco che Abate vuole vedere dai suoi ragazzi. L'entusiasmo del tecnico è palpabile, la sua voglia e la sua energia contagiose e stimolanti: non si risparmia in niente il giovane tecnico ex Juve Stabia, sfrutta ogni secondo in campo ed ogni minuto del giorno col suo staff per provare a costruire una squadra che possa giocarsela con tutti.
Bastasse questo forse potremmo davvero cullare sogni di gloria perché ci sarebbero i prodromi per una grande stagione. Invece ci sono dei piccoli dettagli, tipo il mercato, che al momento smorzano un po' di questi voli pindarici e ci riportano coi piedi per terra. Dicevamo pronti, partenza, via, ma siamo sicuri di essere pronti? Del famoso portiere titolare, priorità assoluta, ancora non se ne vede l'ombra con i vari Gill, Perri, Falcone e Ravaglia che, per un motivo o per l'altro, sono ben lontani dal vestire il granata. Anche i due difensori, imprescindibili a quanto detto da Petrachi, non sono ancora stati presi: di nomi se ne fanno, ma la realtà dice che a Pinzolo Abate sta lavorando coi soliti (Ismaili, Coco) e con un bel manipolo di giovani da Della Valle a Pellini, da Carrascosa a Dembelè.
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Il centrocampo è il reparto più folto con tanti elementi per teorici soli due posti, ma, ad oggi, è più di un rebus capire chi potranno essere i due titolari, visto che a turno ogni giorno si legge di qualcuno su cui Abate punterebbe (Gineitis, Casadei, addirittura Ilic) ma poi la sorpresa vera pare essere il più giovane di tutti e cioè Andrea Luongo, classe 2008.
C'è poi la questione tifoseria. Tralasciando l'assurdo divieto per i residenti in Piemonte di poter assistere ad un'amichevole con una squadra di Prima Categoria, roba che solo in Italia può succedere all'insegna del classico motto "forti con i deboli, deboli con i forti", si prospetta un ritorno allo stadio per i gruppi organizzati pur nel solco di una contestazione ad oltranza, giusta e sacrosanta, verso la proprietà.
Come ho detto la scorsa settimana trovo che quel poco di entusiasmo che il progetto Abate, il ritorno di Gazzi come team manager e la voglia di puntare sui giovani sta portando all'ambiente sia fortemente inquinato dall'ormai insostenibile presenza di Urbano Cairo. E se per la prima volta la narrazione dell'editore alessandrino è parzialmente cambiata affermando che in effetti ci sono interessamenti di terzi verso la società e non c'è un rifiuto a priori ad ascoltare offerte da parte di soggetti concretamente decisi a comprare il Toro, la domanda allora dovrebbe essere: pronti, partenza, va via? La stagione è cominciata ma la vera svolta, in campo e fuori, non potrà che passare per le vicende societarie. Con buona pace dell'energia di Abate che potrà essere davvero apprezzata solo quando l'ambiente granata vivrà un nuovo, vero, inizio. Senza Cairo.
ALESSANDRO COSTANTINO - Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finché non è finita.
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