Il Granata della Porta Accanto/ Di gioco questa squadra ne fa davvero pochino e sembra mancare sia solidità che qualità praticamente in ogni reparto
Il commento della gara tra Torino e Carrarese (VIDEO)
"Abbiamo alcuni limiti strutturali e quindi mi aspetto tanto in queste due settimane (di mercato, ndr)". E ancora: "Abbiamo bisogno di aumentare il livello di competitività interna, abbiamo bisogno di aumentare il livello del tasso tecnico".Sono queste le parole più significative dette da Ignazio Abate al termine della sfida con la Carrarese, partita vinta 1-0 contro una modesta squadra di serie B, sfoderando una prestazione con più ombre che luci. Peraltro nulla di diverso di quanto visto ad Avellino una settimana fa (altra squadra di B, risultato 1-1). Saremo "solo" a metà agosto, cioè a poco più di un mese dall'inizio della preparazione, ma i segnali che il "progetto Abate" sta lanciando non sono per nulla incoraggianti soprattutto alla luce del fatto che tra una settimana comincia il campionato e nelle prime giornate si affrontano subito, a parte il Sassuolo alla seconda, squadre di alto livello (Milan, Fiorentina, Roma e Bologna). Premesso che a me Abate piace tantissimo come mister (mi piaceva molto anche come giocatore) e che ne riconosco sia la bontà delle idee di gioco che il grande piglio e atteggiamento con cui gestisce il gruppo e il lavoro sul campo, proprio perché "gli voglio già bene" dopo la partita con la Carrarese ho pensato, con sincero dispiacere per lui, che se fossi in lui non dormirei affatto tranquillo dopo aver constatato a che punto è la squadra oggi. Io sono il primo tifoso di Abate e vorrei davvero che si affermasse come ottimo allenatore e ci portasse ad un livello di gioco e di risultati apprezzabili, però mi rendo conto che, purtroppo, al momento siamo molto lontani dal vedere realizzate le belle premesse che il suo arrivo ci aveva fatto immaginare.
Di gioco questa squadra ne fa davvero pochino e, sinceramente, sembra mancare sia solidità che qualità praticamente in ogni reparto. Con la Carrarese si sono visti minuti e minuti di giro palla sterile tra i tre centrali dietro (più Fitz-Jim che spesso scalava sulla linea dei difensori per fare il play basso), ma mai un'accelerazione, una giocata di fantasia o anche solo una combinazione veloce che creasse veri pericoli alla difesa degli ospiti. Si è visto qualcosa sull'azione del gol di Simeone e sul quasi raddoppio di Simeone stesso, poi, obbiettivamente, il nulla. E il secondo tempo ancora peggio, chiuso con zero tiri nello specchio della porta. È chiaro che quello che ho visto io, l'hanno visto tutti i tifosi e, soprattutto l'ha visto lo stesso Abate, se poi ha fatto le dichiarazioni che ho riportato all'inizio di questo pezzo. Come da abitudine del Torino di Cairo io vedo i soliti due problemi alla base del (cosiddetto) "progetto": il primo è la convinzione che basti prendere un allenatore con "idee di gioco" perché ciò si tramuti automaticamente in una "squadra che giochi". Ma perché ciò accada di solito servono due elementi fondamentali: giocatori adatti alle idee del mister e qualità nei piedi di chi scende in campo. Il secondo errore è pensare che un mister "bravo con i giovani" automaticamente faccia diventare tutti i giovani "bravi per forza". Abate ha dato fiducia in precampionato a tanti giovani della rosa (diciamo, in verità, solo a Luongo perché gli altri, tipo Njie o Gineitis o lo stesso Dembelè erano già nelle rotazioni della prima squadra e Cacciamani e Mascardi arrivavano da una stagione di B vissuta da protagonisti), ma non è che di colpo il vivaio è diventato un pozzo senza fondo da cui attingere: Dellavalle è stato mandato di nuovo in prestito in B, Perciun ha fatto lo stesso percorso, Bianay Balcot e Pellini non sembrano aver fatto scattare la scintilla come ha fatto Luongo e Gabellini è chiuso da 4 punte di cui almeno 3 (Simeone, Adams, Zapata) potenziali titolarissimi.
Quali altre risorse interne resterebbero, dunque? La verità è che, come sempre, se sposi le idee di un mister devi, come società, mettergli a disposizione il migliore materiale possibile e a due settimane dalla fine del mercato e, più preoccupantemente a una settimana dall'inizio del campionato, questo non è ancora avvenuto. Il risultato quale è? Che Abate deve già "rincorrere" chiuso tra la necessità di tempo perché la squadra cominci a giocare come lui vorrebbe e la necessità di "sopravvivere" ai risultati delle prime giornate di serie A. Il fatto di non aver giocato amichevoli con squadre di prima divisione ma solo con squadre di uno o due livelli inferiori in tutto il precampionato, ha mitigato da un lato i limiti della rosa e non ha messo pressione ad una squadra che sta "imparando" un modo nuovo di giocare, ma dall'altro preoccupa che non si sia testato come reagirà in partite di tutt'altro tenore quali le prime sfide di campionato saranno. La difesa è sembrata lenta e ancora poco "registrata" e rischia con attacchi più forti di andare in grande difficoltà. Il centrocampo è un cantiere dove Fitz-Jim ha fatto una buona impressione ma non è un regista seppur bravo a smistare palloni e con piedi molto educati, Gineitis è l'unico incontrista sebbene continui a dare l'impressione di non avere più margini di crescita, Ilkhan sarebbe il vero regista da fare giocare, ma al di là degli infortuni di cui è stato vittima in questo precampionato, è "prigioniero" della sua situazione contrattuale (come l'anno scorso, se non rinnova, difficilmente giocherà), Anjorin e Ilic sono desaparecidos, mentre Casadei continua ad essere un rebus tattico irrisolvibile (non è un centrocampista, non è un trequartista, di fatto è bravo a fare gol di testa e di piede ma non è nemmeno una punta) per cui non si sa dove metterlo in campo per farlo rendere.
Sugli esterni Cacciamani ha grande potenzialità, ma non ha ancora giocato un minuto di serie A e bisognerà vedere quanto riuscirà ad incidere da subito, Pedersen è una speranzaz nel senso che si spera che sia il giocatore visto a fine stagione scorsa (mondiali compresi) piuttosto che quello dei due anni e mezzo precedenti, poi c'è Abloukhal, che sembra anche bravino con la palla tra i piedi, ma non è un cuor di leone ed ha una condizione atletica imbarazzante per essere un calciatore di serie A. Vlasic è l'unico giocatore di una spanna sopra gli altri, per qualità, per atteggiamento e per sicurezza con cui tiene il campo, ma dietro di lui sulla trequarti c'è il vuoto: Oristanio ha avuto un impatto al momento sinceramente molto al di sotto delle attese, Nije è l'unico che ha cambio passo e una certa verve creativa ma vive di fiammate, completamente scollegato da concetti come continuità e presenza effettiva nella partita.
Insomma, se io fossi Abate non dormirei sonni tranquilli perché saprei di non avere la bacchetta magica per sistemare tutte queste cose in brevissimo tempo e perché non sarei così sicuro che il mercato mi lascerà al primo di settembre più soddisfatto che deluso...
ALESSANDRO COSTANTINO - Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finché non è finita.
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