Torna "La Scossa Granata" di Michelangelo Suigo: "Il Toro si trova di fronte a uno dei crocevia più importanti della sua storia recente..."
Calcio italiano ai minimi storici: cosa deve fare Cairo? (VIDEO)
Il Toro si trova di fronte a uno dei crocevia più importanti della sua storia recente. La fine di un ciclo tecnico impone riflessioni profonde, ma le incognite non riguardano solo il campo. Tra questioni societarie, la scelta della nuova guida tecnica e una inversione di rotta verso la "linea verde", il club granata si prepara a vivere un'estate rovente. Ecco le tre grandi questioni che terranno banco sotto la Mole.
Come sarà il nuovo Toro e il rebus societario L'elefante nella stanza è, senza dubbio, il futuro della società. Il Presidente Urbano Cairo ha dichiarato apertamente di essere pronto a farsi da parte e valutare ipotesi di cessione qualora si presentasse l'acquirente giusto. Questa fase di potenziale transizione rischia di creare un clima di stallo, ma la programmazione tecnica non può fermarsi. Su quali giocatori si punterà per il prossimo anno? La sensazione è che il Toro del futuro dovrà necessariamente sfoltire la rosa dai giocatori meno funzionali e dagli ingaggi più pesanti, mantenendo solo un'ossatura centrale di grande affidabilità a cui affiancare alcune energie fresche provenienti dal vivaio. Sarà in ogni caso un Toro "sostenibile", che cercherà di abbassare l'età media per creare valore in casa.
La scelta in panchina: Aquilani in pole, l'opzione Abate e la sfida della Serie A Chi guiderà questo nuovo progetto? L'identikit è stato tracciato dallo stesso Cairo, le cui parole risuonano chiare: "Mi piacerebbe un allenatore che abbia delle qualità per sviluppare i giovani e per fare un bel gioco". Non è un caso, dunque, che i nomi in cima alla lista del direttore sportivo Petrachi siano profili giovani, moderni e abituati a lavorare con i talenti. In pole position c'è Alberto Aquilani, reduce da un'annata estremamente positiva in Serie B sulla panchina del Catanzaro, dove ha espresso un calcio propositivo. La prima alternativa è Ignazio Abate, autore di una stagione straordinaria alla guida della Juve Stabia, sempre nel campionato cadetto. Entrambi hanno un passato brillante da allenatori nel settore giovanile (rispettivamente con Fiorentina e Milan) e hanno superato l'esame della Serie B. Il dubbio, fisiologico, è se saranno all'altezza delle pressioni della Serie A. Affidare a uno di loro una piazza esigente come Torino rappresenta una scommessa, ma assolutamente coerente con la nuova filosofia societaria.
"Il Toro dei giovani": l'onda verde è pronta a prendersi la scena La vera rivoluzione, come evidenziato dalla programmazione del club, riguarderà il ruolo degli Under 21. L'auspicio è che il prossimo anno non saranno semplici comparse, ma veri e propri protagonisti. L'obiettivo è trasformare il vivaio nel vero motore della prima squadra. In rampa di lancio ci sono tre profili su tutti, pronti a fare il grande salto. Il gioiellino svedese Alieu Njie (classe 2005), pescato dal Toro nel 2021, è già una solida realtà. L'attaccante sarà verosimilmente la punta di diamante di questo nuovo corso. C'è poi 'attaccante diciottenne Alessio Cacciamani, che rientrerà alla base dopo un fruttuoso prestito in Serie B proprio alla Juve Stabia. E chissà che l'eventuale arrivo di Abate in panchina (che lo ha allenato e valorizzato in Campania) non possa agevolare la sua definitiva consacrazione in granata. Il "baby" del gruppo è Manuel Carrascosa, difensore spagnolo classe 2008 (ha solo 17 anni), considerato un predestinato.
Ma l'onda verde non si ferma qui. Il club potrebbe inserire gradualmente altre "promesse granata" che gravitano tra Primavera e prima squadra. Tra questi spiccano il portiere Lapo Siviero (2006), considerato il profilo ideale per crescere alle spalle dei titolari, oltre ai vari Gabellini, Dalla Vecchia, Ciammaglichella, Dellavalle e i talenti della Primavera Acquah, Luongo e Perciun. Certo, molti di loro andranno a farsi le ossa nelle serie inferiori, ma non è escluso che qualcuno possa far parte della prima squadra in pianta stabile. In sintesi, il Toro che verrà potrebbe essere un laboratorio: una società in cerca di identità futura, affidata alle idee di un allenatore emergente e spinta dall'entusiasmo di una generazione di talenti pronta, almeno lo speriamo, a scrivere una nuova pagina di storia granata.
Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un orgoglioso e genuino tifoso granata.
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