La Scossa Granata / Il Toro ha dimostrato di avere muscoli, corsa e carattere. Eppure, la sola 'garra' non basterà
Il nuovo Toro targato Ignazio Abate bagna il suo esordio stagionale con un successo di misura ma fondamentale, garantendosi l'accesso ai sedicesimi di finale di Coppa Italia. Davanti al pubblico del caldissimo agosto del Grande Torino, la formazione granata è riuscita a domare una Carrarese volitiva, portando a casa una vittoria per 1-0 che dà linfa al morale ma che, contemporaneamente, lascia aperti numerosi spunti di riflessione in vista di un campionato che bussa ormai alle porte.
Il Cholito colpisce subito
La sfida contro i toscani, sulla carta decisamente abbordabile, celava tutte le classiche insidie del calcio estivo: gambe pesanti, meccanismi ancora da oliare e la pressione di non poter sbagliare la prima uscita ufficiale. A scacciare i fantasmi ci ha pensato il solito Simeone. Il Cholito ha impiegato appena nove minuti per presentarsi ai suoi nuovi tifosi nel migliore dei modi.
L'azione del gol partita è stata un lampo di pura aggressività: un cross teso e preciso dalla fascia di Marcus Pedersen ha trovato lo stacco puntuale dell'attaccante argentino. Il primo tentativo di Simeone si è infranto in pieno contro il palo, ma con un istinto da rapinatore d'area il numero 18 si è avventato sulla ribattuta, insaccando in spaccata a porta vuota. Dopo la rete iniziale, il Toro ha cercato di amministrare il ritmo, rischiando poco ma faticando a chiudere definitivamente i conti, accontentandosi di un successo di "corto muso" che vale comunque il pass per il turno successivo.
Ai sedicesimi di finale si materializzerà un incrocio dal sapore di amarcord: il prossimo avversario sarà infatti il Monza dell'ex Ivan Juric, reduci dall'eliminazione inflitta all'Avellino.
Verso il Milan: un esordio in salita e senza sconti
Messa in archivio la pratica di Coppa Italia, i fari sono ora tutti puntati sull'imminente esordio nel campionato di Serie A. Il calendario non ha certo fatto sconti alla truppa di Abate: sabato sera, sempre sotto le luci dello Stadio Olimpico Grande Torino, arriverà il Milan.
Per Ignazio Abate non sarà in alcun modo una partita come le altre. Affrontare il club in cui è cresciuto e di cui ha indossato la maglia evocherà emozioni forti. Tuttavia, in panchina non ci sarà spazio per i sentimentalismi. Il Milan rappresenta una delle principali corazzate del campionato e sottoporrà il sistema di gioco del nuovo Torino a uno stress test di altissimo livello. Servirà un approccio mentale feroce e una tenuta fisica perfetta per arginare le folate offensive dei rossoneri e provare a strappare punti pesanti già alla prima giornata.
Il monito di Abate: "Serve più qualità tecnica"
Proprio in ottica Milan, l'analisi del post-partita contro la Carrarese ha restituito l'immagine di un Abate soddisfatto per il risultato, ma per nulla appagato e, al contrario, profondamente esigente. L'allenatore granata ha colto l'occasione per lanciare un messaggio netto ai suoi giocatori e un segnale inequivocabile alla dirigenza per le battute finali del calciomercato. Il tema centrale del suo intervento è stato la gestione del pallone e la pulizia della manovra, apparse a tratti troppo lacunose per il livello della Serie A.
Reclamando a gran voce una crescita immediata, Abate ha voluto mettere tutti di fronte alla realtà dei fatti, pronunciando parole inequivocabili:"Passare il turno era il nostro unico obiettivo e sono felice per l'atteggiamento dei ragazzi, che ci hanno messo il cuore. Ma non voglio che ci nascondiamo dietro a una vittoria: c'è la necessità assoluta di alzare il livello tecnico della nostra manovra. Dopo aver sbloccato la gara, abbiamo sbagliato una quantità eccessiva di passaggi banali e gestito male le transizioni negli ultimi trenta metri. Oggi ce la siamo cavata, ma sabato arriva il Milan. Contro squadre di quello spessore, se non metti qualità nel palleggio e perdi palla in uscita, vieni punito istantaneamente. Dobbiamo essere molto più precisi, puliti e coraggiosi con la palla tra i piedi."
Le parole del tecnico tracciano una rotta ben definita. Il Toro ha dimostrato di avere muscoli, corsa e carattere. Eppure, la sola garra non basterà. Ora la palla passa al campo e, ancora, al mercato: il Grande Torino si prepara ad accogliere il Milan, in una sfida che ci dirà già molto sulle reali ambizioni di questa squadra. Ma per alzare il tasso tecnico, come ha giustamente chiesto il mister, non basterà l'arrivo, questa volta imminente, del portiere Lucas Perri.
MICHELANGELO SUIGO - Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un orgoglioso e genuino tifoso granata.
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