Prima che sia troppo Tardy / Torna la rubrica di Enrico Tardy: "Ho un desiderio: vorrei Belotti migliorasse tecnicamente e fosse più lucido sotto porta, che guardasse il portiere prima di calciare, piazzasse il pallone, insomma crescesse un po' "

Settimana intensa quella appena trascorsa. Abbiamo visto e sentito di tutto e messo in bacheca anche una Coppa Italia Primavera. Contro il Chievo affamato di punti i nostri eroi avevano poche energie. Come quando il telefonino ha solo più una tacchetta di batteria e cerchiamo disperatamente un po' di corrente per ricaricarlo.

Abbiamo giocato a ritmi balneari contro una squadra modesta, impaurita e molto chiusa. Risultato: un paio di occasioni non sfruttate ed uno scarno zero a zero. Mi sono quasi assopito davanti all'elettrizzante spettacolo nonostante il succo di frutta, le patatine e i fruttini che Buffon mi aveva suggerito di acquistare.

Prima che sia troppo Tardy

Un classico Toro modello "trasferta" direi, ma con un punticino in saccoccia. Rimaniamo con due punti in più rispetto a quelli dello scorso anno e con il risultato di sabato abbiamo allontanato il rischio di rientrare nella corsa per l'Europa (obiettivo del precedente tecnico, sia chiaro).

Ho un desiderio: vorrei Belotti migliorasse tecnicamente e fosse più lucido sotto porta che guardasse il portiere prima di calciare, piazzasse il pallone, insomma crescesse un po'. Ha troppa foga, un po' come il primo Immobile. È giovane, ma ora è il momento di fare dei progressi.


Avvocato penalista, appassionato di calcio (ha partecipato al corso semestrale di perfezionamento in diritto e giustizia sportiva presso Università di Milano), geneticamente granata, abbonato al Toro da circa trent’anni.

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