La storia di Franziska: come la passione può diventare abitudine e l'abitudine di nuovo passione

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La top 5 del ritiro di Pinzolo (VIDEO)

"Mi sono innamorata del Toro". Non esistono espedienti, iperboli o esagerazioni. Se non è amore quello che prova Franziska per il Torino, allora è difficile dire cosa sia davvero l'amore. Franziska è un avvocata tedesca, vive ad Amburgo e sin da bambina tifa l'Eintracht Francoforte. È diventata un'istituzione, però, tra i tifosi del Torino. Perché? Se La Stampa l'aveva definita "La tifosa dei record", un motivo ci sarà. Ma andiamo con ordine.

La storia di Franziska: "Volevo andare allo stadio e mi sono innamorata del Toro"

La storia di Franziska affonda le radici nel post Covid: "Sono stati anni in cui non ho potuto viaggiare, e allora volevo girare un po' il mondo. Il primo viaggio ho deciso di farlo in Italia: non ero mai stata né a Milano, né a Roma...". E, da lì, il colpo di fulmine: "Pensavo di continuare con Atene o Madrid, ma sono rimasta in Italia e ci sono tornata tante volte". Franziska è un avvocata che vive ad Amburgo e, con la sua passione per l'Eintracht Francoforte, segue il calcio sin da piccolissima: "I miei genitori mi hanno portato allo stadio all'età di quattro mesi". Qui entra in gioco il Toro: "Volevo vedere delle partite di calcio e ho fatto un un giro così da poter andare anche allo stadio. Quando sono andata a Torino mi sono innamorata del Toro".
Torino FC Training Camp

"Ecco perché mi sono innamorata del Toro"

La passione di Franziska per il Toro non è casuale ma si lega a uno dei sentimenti fondanti della passione granata: l'essere una tifoseria speciale. "Perché il Toro? Mi sono innamorata della curva, perché è una passione diversa da quello che conosco da altre squadre. Ho imparato il condizionale in italiano con la frase: «Se noi fossimo tifosi normali non saremmo tifosi del Toro, e se il Toro fosse una squadra normale non avrebbe bisogno di gente come noi». E secondo me questo lo spiega tutto. È totalmente diverso da quello che trovi in altre squadre e mi piace l'atteggiamento della tifoseria verso il club perché la passione è più profonda e non è così dipendente dal risultato della squadra, ma è davvero una questione di cuore. Questo mi piace". Francoforte e Torino, due squadre che raramente hanno avuto contatti ma tra le quali, grazie a Franziska, se ne può tracciare un legame: "Anche la tifoseria del Francoforte è molto appassionata. Sono tanti e viaggiano in tanti. Ci sono stati anche quando la squadra è stata in B".

Il rapporto con la Maratona

Chi ha avuto la fortuna di conoscere Franziska ha avuto la possibilità anche di stupirsi del suo italiano: perfetto. "L'ho imparato in curva. Io avevo preparato questo viaggio dopo il Covid, e avevo deciso di cominciare con l'Italia. Così mi ero preparata per potermi esprimere un po', ma non ero in grado di parlare davvero. L'ho imparato in Italia, conoscendo persone della tifoseria del Toro e parlando con amici. Ancora oggi parlo e mi scrivo con amici, leggo giornali in italiano e guardo video in italiano. Lo sto utilizzando ogni giorno e così è migliorato costantemente". Facilmente comprensibile il rapporto d'amore che lega Franziska alla Maratona e, di conseguenza, la contentezza nel tornare allo stadio: "Mi manca stare in curva, perché non voglio solo vedere le partite, io voglio esserci a cantare. Mi piace molto quello che canta la Maratona, i cori sono così belli e io voglio esserci a cantare. È davvero difficile vedere una partita del Toro e non cantare".

E il Toro di oggi?

"Mi sento più fiduciosa dell'anno scorso". Abbiamo avuto modo di conoscere Franziska nel corso del ritiro del Torino a Pinzolo. Osservando il lavoro dei granata si è fatta un'idea chiara: "Abate mi piace, mi piace molto. Parla tanto con i giocatori. Vedo davvero una differenza rispetto a Baroni. L'anno scorso sono stata allo stadio anche per vedere l'allenamento e il ritiro e, secondo me, Abate è molto meglio. Sa tanto di calcio, parla molto di più e, come un professore, cerca di far migliorare ogni giocatore. È quello che ha fatto anche alla Juve Stabia e se è in grado di far migliorare i nostri giocatori ho la speranza che non arriveremo a un momento con la paura di andare in B. Ci manca ancora un rinforzo, in difesa manca ancora qualcosa. Ma con questi giocatori, se lui li fa migliorare, secondo me possiamo avere la speranza di non guardare in giù, ma in su".

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