Paolo Beruatto, il terzino combattente cresciuto al Fila

Figurine / Oggi è il 63° compleanno del difensore piemontese cresciuto nel Torino di Orfeo Pianelli. Dopo varie esperienze, tra cui Monza e Avellino, ritorna in granata dove milita per sei stagioni

di Redazione Toro News

Correvano i primi anni della presidenza di Orfeo Pianelli, dove si è fatta un gestione molto oculata del settore giovanile del Torino. Durante quel periodo i giovani granata brillavano e non è caso che le giovanili hanno sfornato talenti come Paolo Pulici. Erano altri tempi ed i calciatori crescevano al Filadelfia ed già da li si respirava la storia del Toro e la responsabilità di muovere i primi passi nell’impianto dove giocavano Mazzola e compagni ti faceva crescere combattente e con grande attaccamento alla maglia granata.

Paolo Beruatto, nativo in provincia di Torino, è stato uno dei ragazzi cresciuti al Fila in quel periodo e che tutti i tifosi del Toro ricordano con molto piacere. Il difensore piemontese si notava per le sue cavalcate che faceva sulla fascia sinistra, era molto bravo a far ripartire la squadra impostando capovolgimenti di fronte. La sua vera dote era, però, la cattiveria agonistica: in campo non tirava mai indietro la gamba, era un vero lottatore che rappresentava al meglio lo spirito guerriero del Toro.

Il terzino dopo aver fatto il salto nella prima squadra del Torino nella stagione 1972-73, anche se non scese mai in campo ma si allenò  al fianco di illustri nomi della storia della società piemontese come Giorgio Ferrini, Renato Zaccarelli, Aldo Agroppi e lo stesso Pulici; fece esperienze in serie minori. Si mise in mostra nel Monza in Serie B e fu prelevato dall’Avellino nel mercato di riparazione di novembre nel 1978. Il contratto fu firmato sul cofano dell’automobile di Antonio Sibilla, all’epoca presidente della squadra campana: con i biancoverdi effettua l’esordio in Serie A. Nell’estate del 1980 gli Irpini lo prestarono al Milan con cui disputò cinque amichevoli in una tournée australiana.

Dopo settanta presenze ed una rete con la maglia dell’Avellino il difensore ritorna al Toro, la squadra che l’ha cresciuto classicisticamente parlando.  In granata visse la sua esperienza più lunga ed importante, durata ben sei stagioni: dal 1982 al 1987. Durante la prima stagione si verificò il passaggio di testimone nel ruolo di terzino sinistro con lo scudettato Roberto Salvadori, Beruatto ha definito in più occasioni quest’ultimo una delle persone più importanti della sua carriera, affermando che lo ha fatto crescere molto. Dopo tre stagioni alla Lazio nel 1992 conclude la sua carriera in C1 al Mantova.

3 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. ilpalodiBeruatto - 4 settimane fa

    Ho scelto apposta il suo nome perchè rappresenta al meglio l’idea di un Toro di successo ma umile. Senza grandi soldi ma con determinazione, impegno, grinta e competenza a tutti i livelli il Toro di quegli anni è stato capace di ottenere risultati, di avere successo anche senza vincere scudetti o coppe europee. E’ tutto quello che manca oggi. Ci vorrebbero ancora dei Beruatto adesso. Non soltanto in campo ma anche dietro le scrivanie…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. CUORE GRANATA 44 - 4 settimane fa

    Beruatto,canavesano tosto,è stato un esempio nel Toro di quegli anni “operaio,combattente ed orgoglioso”Specie,come la “razza Piave”ormai estinta.FVCG!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. fabio.tesei6_13657766 - 4 settimane fa

    In quegl’anni insieme a due miei amici (3 granata nella stessa classe era una cosa rarissima), nella soffitta di casa mia, avevamo fatto nascere un Torino club, con frequenza settimanale. E come rappresentante c’era una figurina di Beruatto attaccata al camino. FORZA TORO SEMPRE

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy