Il Torino prima trema e poi fa tremare: il ritmo di una gara equilibrata con due episodi da raccontare
Fiorentina-Torino, la squadra è in campo per il riscaldamento (VIDEO)
Il Torino trema, prima, poi fa tremare. Un primo tempo equilibrato evidenzia due squadre in aperta fase di studio, degli avversari e di se stesse. Alla scoperta delle situazioni più offensive l'una contro l'altra, Fiorentina e Torino provano a passare in vantaggio con la dura legge del gol dell'ex, che però si rifà su di loro. E che premia, soprattutto, interventi spettacolari da parte di entrambi i portieri.
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Fiorentina-Torino, le scelte: Mandragora subito dentro, Simeone out a sorpresa
La sorpresa di Abate comincia nel modulo: se ci si poteva attendere un ritorno al 3-4-2-1, dal 1' Abate sceglie un 3-5-2 che fa l'occhiolino a una punta singola con trequartista alle spalle. In porta è confermato Lucas Perri, che trova davanti non Ismajli, ma un terzetto composto da Comuzzo, Coco e Cömert. Sulle corsie confermati Fortini e Cacciamani; in mezzo, insieme ai soliti Fitz-Jim e Gineitis, compare l'ex fresco di passaggio dalla Fiorentina al Torino: Rolando Mandragora, al suo secondo debutto in maglia granata. Davanti la sorpresa è l'assenza di Simeone: al suo posto Adams, con il capitano Nikola Vlasic a girargli intorno.
Il primo tempo: la dura legge... per gli ex
Il Torino comprende al secondo minuto cosa deve temere: la qualità del Real Madrid e la dura legge del gol dell'ex. Coco e Gineitis si addormentano su un facile disimpegno e lo trasformano in un assist al bacio per Mastantuono, che a botta sicura quasi non si accorge del miracolo compiuto da Perri con il piede. Sulla respinta c'è Njie, l'uomo più atteso. Un altro facile gol si trasforma in un salvataggio eccezionale: questa volta il piede è quello di Fortini, che compie un secondo miracolo. I dieci minuti successivi sono una serie di contrasti a centrocampo e tentativi sprecati di incursioni sulle corsie, da una parte e dall'altra. Per interrompere il trend ci vuole un altro ex, e non può essere altrimenti. Una buona salita, calma e calibrata, degli uomini di Abate arriva sui piedi di Mandragora che fa scoprire ai compagni la possibilità del tiro da fuori e impegna i guantoni di De Gea quasi quanto si sono impegnati gli scarpini del collega dall'altra parte a inizio match. La partita è equilibrata e si studiano da entrambe le parti le situazioni che potranno rivelarsi decisive. La Fiorentina prova a più riprese a sfruttare il fisico di Pellegrino; il Torino, invece, si affida a quanto (poco) si è già dimostrato efficace finora in stagione: dribbling secco di Cacciamani e cross in mezzo. Questa volta a sfruttarlo stava per essere Fortini, che ha visto respinto il proprio colpo di testa. Quindi, sempre dal lato dei granata, è nuovamente un tiro da fuori di Mandragora, accompagnato dai fischi del pubblico di casa, a far sospirare la retroguardia viola. La prima parte di gara si conclude con un buon ritmo da parte di entrambe le squadre e un Torino decisamente più positivo e propositivo rispetto alle partite precedenti. Al centro della difesa granata, al 45', non figura più Coco, uscito per infortunio, ma Ismajli.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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