Salvezza matematica e una mezz'ora magistrale per un risultato positivo anche nel suo divenire: cosa resta dal pareggio dei granata contro la capolista
Torino-Inter 2-2: "Puntare su Ilkhan e Njie nel futuro"
1: IL RITORNO DI UN BEL GIOCO
Parlare di gioco in questa stagione è spesso risultato complicato: il Toro ha alternato momenti di down a momenti di mediocrità e, nell'affacciarsi alle zone più buie della classifica, ha avuto la possibilità di pensare solo a salvarsi la pelle. D'Aversa è arrivato sulla panchina granata proprio con questo obiettivo: portare il Toro il prima possibile fuori dalla lotta retrocessione. Obiettivo conseguito: i granata hanno trovato un cinismo che difficilmente si può ritrovare nella storia recente della formazione granata, mostrando una grande capacità di fare bene con le pochissime occasioni concesse.
Toro, hai ritrovato il piacere di giocare a calcio?
Nonostante un cinismo facilmente traducibile in fondamentali risultati, contro squadre del calibro di Pisa, Verona e Cremonese - sette punti in tre partite, per carità - ci si aspettava di certo qualcosa in più. Quel qualcosa, sembra strano dirlo, è arrivato contro la capolista. Nell'ultima mezz'ora il Toro non soltanto ha mantenuto il proprio cinismo - anche se quel pallone di Simeone ancora grida vendetta - ma è riuscito nell'impresa di giocare a calcio in maniera piacevole da guardare e soprattutto in maniera efficace, sfruttando la stanchezza degli avversari per costruire da una parte e dall'altra, sulle corsie e per vie centrali. Si fosse visto sempre questo Toro...© RIPRODUZIONE RISERVATA
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