L'ex portiere granata analizza le prospettive della stagione granata e senza giri di parole commenta l'avvio tra i pali di Lucas Perri

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Come mai il Torino non passa mai in vantaggio? (VIDEO)

Conosce il Toro e conosce soprattutto il ruolo del portiere. Stefano Sorrentino, ex numero uno granata e oggi commentatore Rai, ha parlato a La Stampa del momento del Torino, soffermandosi inevitabilmente anche su Lucas Perri e sulle difficoltà incontrate dal brasiliano nelle prime giornate. Un'analisi senza troppi giri di parole, che parte però da una previsione poco rassicurante sul campionato degli uomini di Abate. "Sarà un altro anno di sofferenza, purtroppo", è la prima fotografia scattata da Sorrentino. L'ex portiere riconosce il lavoro di Ignazio Abate e soprattutto il peso di Gianluca Petrachi, definito "il direttore sportivo che abbia inciso di più nel club di Cairo", ma non vede il Toro tra le squadre destinate a giocarsi obiettivi importanti. La sua previsione è quella di una stagione nella "terra di mezzo", con il rischio però di essere risucchiati dalla zona bassa: "Per fortuna ci sono 3 o 4 squadre più deboli, ma deve fare attenzione a non essere risucchiato".

Sorrentino in zona mista a Torino

"Perri? Ciò che ho visto finora non mi è piaciuto proprio"

Il passaggio più netto dell'intervista riguarda però Perri. Sorrentino non mette in discussione a priori le qualità del brasiliano, ma il giudizio su quanto visto finora è molto chiaro: "Sulla carta è valido, speriamo che il brasiliano metta in mostra le sue doti, ma ciò che ho visto finora non mi è piaciuto proprio". Un giudizio inevitabilmente legato agli errori commessi dal portiere nelle prime partite e che riporta al centro del dibattito anche la scelta del Torino di affidarsi a un estremo difensore straniero per accompagnare la crescita di Mascardi. Proprio sulla costruzione della rosa, Sorrentino avrebbe fatto una scelta diversa: "Se l'idea era preservare il ragazzo, io avrei puntato su un italiano, la nostra scuola continua ad essere la migliore". E tra i nomi che avrebbero potuto rappresentare una soluzione di transizione cita Paleari, reduce dalla sua prima vera stagione da titolare in Serie A. Ma è soprattutto una frase a sintetizzare la sua idea sul ruolo: "Il portiere deve parare. Punto. Poi se è bravo anche in altre cose, meglio ancora. Ma se non pari, parti da 1-0 per gli altri. Vedi il Toro...".

L'ex granata, poi, individua anche alcuni motivi per guardare avanti. Tra i giovani cita Cacciamani e Comuzzo, mentre dedica un passaggio particolare a Mandragora: "È stato un bel colpo: sono contento del suo ritorno in una piazza che l'ha sempre apprezzato. Il Toro ha bisogno di gente così". Infine, l'appuntamento di Bologna. Per Sorrentino non è una partita come le altre, soprattutto guardando la classifica: "A Bologna è una prova da non sbagliare, vista la classifica è uno scontro diretto". Un concetto che fotografa bene anche il momento del Toro: ancora alla ricerca di certezze, con Perri chiamato a riscattarsi e una trasferta che può già dire molto sul tipo di campionato che attende i granata.

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