Il mister rompe la retorica granata: il rispetto per capitan Ferrini deve passare dai fatti. No secco all'ipocrisia
La storia del Torino è un patrimonio importante, ma il suo valore non arriva automaticamente a chi oggi indossa la maglia granata. Il passato va conosciuto, raccontato e tramandato, ma non si può dare per scontato che tutti ne percepiscano il peso allo stesso modo. Da qui nascono le parole di Ignazio Abate alla vigilia della sfida con il Lecce, quando gli è stato chiesto dell'importanza di ricordare una figura come Giorgio Ferrini all'interno dello spogliatoio: “Non mi piace essere ipocrita, in questo momento – con il massimo rispetto della storia, che non è facile da inculcare in ragazzi stranieri – è molto più importante dimostrare che cosa siamo noi”.
Una risposta schietta, che si discosta dalla retorica alla quale spesso si ricorre quando si parla di tradizione, granata e non. Abate non ridimensiona la figura di Ferrini e nemmeno il valore della memoria storica del club. Piuttosto, riconosce una difficoltà: trasmettere il senso di appartenenza a un gruppo composto anche da calciatori stranieri, con esperienze e sensibilità diverse. Il richiamo al passato, da solo, non può risolvere questa distanza. Servono soprattutto comportamenti, valori condivisi e una squadra in grado di rappresentare sul campo la maglia che indossa.
La storia come patrimonio su cui costruirsi
Il discorso dell'allenatore si appoggia quindi sulle necessità più urgenti del Torino: “Vogliamo fare una partita giusta, dobbiamo crescere e credere tanto in noi stessi cercando di vincere le partite. Dobbiamo essere attaccati ai punti: esistono i piani gara ma da lì a fare i punti c’è un mondo e in quel mondo dobbiamo crescere”. Abate individua nella concretezza il passaggio ancora mancante: il lavoro settimanale e le indicazioni tattiche devono trovare riscontro nei risultati. La squadra è chiamata a crescere, soprattutto nella gestione delle partite e nella capacità di affrontare i momenti più complicati.La storia granata rimane una componente fondamentale, ma il legame con il passato deve trovare riscontro nel presente. Il sacrificio, l'atteggiamento e la capacità di lottare per la maglia sono aspetti attraverso i quali anche i nuovi arrivati possono entrare a far parte della tradizione del Torino, senza limitarsi a celebrarla. Abate ha poi aggiunto: “Io domenica mattina sarò al Filadelfia. Non si tratta di distanza ma sono onesto: in questo momento il risultato di domani è troppo importante”. La visita al Filadelfia e le parole su Ferrini restituiscono il rapporto dell'allenatore con la memoria granata. La priorità, tuttavia, resta la partita con il Lecce. Perché la storia del Torino merita rispetto, ma anche un presente all'altezza del suo passato. E per arrivarci, prima delle dichiarazioni, servono risposte sul campo.
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