Il centrocampo granata è ancora un cantiere: l'olandese si prende le chiavi della mediana, il lituano non convince
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Il centrocampo del Toro resta sicuramente il punto più nevralgico, non solo all'interno dell'idea di gioco di Abate, ma anche per questo finale di calciomercato. La sconfitta contro il Milan ha lasciato spunti contrastanti anche in questo reparto e i movimenti che gravitano attorno alla mediana sono tanti, sia in uscita sia in entrata. L'allenatore ha bisogno di trovare in fretta una gerarchia e, soprattutto, di capire quali siano gli uomini più adatti a sostenere un calcio fatto di pressing, recupero alto e costruzione dal basso. La prima giornata ha confermato che il problema non è soltanto numerico: il Toro deve ancora trovare la combinazione giusta di caratteristiche per far funzionare il centrocampo secondo le idee del nuovo allenatore.
Gineitis fatica, Fitz-Jim prende le chiavi
Contro il Milan, il discorso parte inevitabilmente da Gineitis, ancora una volta schierato da mediano ma apparso in difficoltà soprattutto quando c'era da dare ordine alla prima costruzione. Il lituano ha corsa, fisicità e capacità di aggredire il pallone, ma fatica quando deve essere lui a dare qualità al possesso e a far partire l'azione. Un limite che, inserito nel calcio che Abate sta provando a proporre, rischia di diventare ancora più evidente. Ed è proprio qui che si collega la prestazione di Fitz-Jim, che invece sembra incarnare maggiormente l'idea del tecnico: l'olandese è stato il primo a pressare, ha recuperato palloni e soprattutto nella ripresa ha preso in mano il centrocampo, creando le occasioni più pericolose del Toro con le giocate che hanno mandato al tiro Coco, Comuzzo e Njie. Due interpretazioni molto diverse dello stesso ruolo, che possono incidere anche sulle scelte di mercato: se per Gineitis dovesse arrivare un'offerta importante, con Celtic e Salisburgo interessati, una sua cessione potrebbe diventare coerente anche dal punto di vista tecnico.
E proprio la gara contro il Milan ha aperto anche un altro interrogativo sulle possibili soluzioni interne. Luongo e Ilkhan sono rimasti in panchina per tutti i novanta minuti, mentre Abate ha scelto di affidarsi a un centrocampo più dinamico e fisico. Eppure, in una partita nella quale il Torino ha spesso sofferto il possesso rossonero, si sarebbe potuto pensare anche a un doppio play per provare ad aumentare la qualità nella gestione del pallone e avere maggiore controllo della partita. La controindicazione sarebbe stata altrettanto evidente: con due giocatori più portati alla costruzione, il Toro avrebbe probabilmente perso qualcosa in termini di fisicità e aggressività. È proprio questo l'equilibrio che Abate dovrà trovare: avere abbastanza qualità per costruire senza rinunciare alla gamba necessaria per il suo calcio. E oggi Fitz-Jim sembra essere l'unico ad aver mostrato entrambe le caratteristiche con continuità.
Ilic fuori, interesse per Braganca e Cajuste sullo sfondo
Nel frattempo, il mercato continua a muovere il reparto. Ilic è già atterrato a Lecce, in prestito con diretto di riscatto a 5 milioni, liberando uno spazio nella mediana, mentre il Torino guarda a Daniel Braganca dello Sporting come possibile rinforzo: un giocatore con caratteristiche più vicine alla costruzione e alla gestione del pallone. Sullo sfondo resta Cajuste del Napoli, per il quale il club azzurro chiede 600mila euro di prestito oneroso e 6 milioni per l'opzione di riscatto. Lo svedese rappresenta un profilo particolarmente interessante per Abate, perché è un vero tuttocampista, dotato di importanti qualità fisiche e capace di garantire sia dinamismo sia copertura alla mediana. Mentre anche la situazione di Anjorin, che non sembra nei piani del Toro dovrà essere definita. Il mercato, quindi, sembra andare nella stessa direzione indicata dalla prima partita: il Torino ha bisogno di un centrocampista capace di dare qualità alla prima costruzione, senza perdere la fisicità richiesta da Abate. Perché se Fitz-Jim ha già preso le chiavi del centrocampo, attorno a lui Petrachi dovrà costruire il reparto che dovrà sostenere il calcio del nuovo allenatore.© RIPRODUZIONE RISERVATA