Al Toro serve un portiere o Mascardi può bastare?

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Una montagna russa destinata a non finire mai. Così si potrebbe definire la telenovela sul reparto portieri del Toro. Perri era chiuso, poi no, poi sì e poi ancora no. Scelta economica o tecnico-tattica? Non si sa con certezza, anche se il milione di euro chiesto dal Leeds per il prestito fa riflettere. La verità, in ogni caso, è che a meno di una settimana dalla chiusura del calciomercato il portiere titolare dei granata è il giovane Diego Mascardi. Un controsenso totale rispetto a quanto diceva Petrachi qualche mese fa sul "portiere di primissimo livello" che voleva venire al Toro. Il classe 2006 è tutt'altro profilo: giovane, con sole 17 presenze in Serie B alle spalle nella scorsa stagione e ancora tutto da formare. A questo punto, dopo la sua titolarità contro la Carrarese in Coppa Italia prima e contro il Milan poi, viene da chiedersi: al Toro manca un primo portiere o Mascardi può bastare?

Torino FC v AC Milan - Serie A 2026/27

La prestazione contro il Milan

La sconfitta per 2-1 contro il Milan è diventata subito il pretesto per attaccare Mascardi. Parte della tifoseria granata ha già addossato alla cieca le colpe dei due gol subiti a un portiere "non adatto". Realisticamente, però, la prestazione di Mascardi contro i rossoneri va analizzata più approfonditamente. Sulle uscite è stato sempre pronto e sicuro, mentre chi cerca il pelo nell'uovo sul secondo gol può mettersi l'anima in pace, perché lì difficilmente sarebbe potuto intervenire. Per quanto riguarda il primo gol si può discutere: il tiro di Cissé era lento e non troppo angolato, ma ravvicinato e soprattutto con una conclusione che ha tolto il tempo all'estremo difensore granata, che si stava spostando sulla sua destra. Alla fine, quella di Mascardi non è stata una prestazione memorabile né particolarmente convincente, ma nemmeno tutto da eliminare. Il dubbio, però, resta: il Toro può davvero affidargli la porta per tutta la stagione?

Vale la pena correre il rischio?

La domanda, a questo punto, è inevitabile: vale la pena correre il rischio? Perché Mascardi, oggi, resta soprattutto una scommessa. Una scommessa che può sorprendere tutti e diventare un portiere di grande livello, ma che allo stesso tempo può deludere e rivelarsi ancora troppo acerba per reggere il peso di un'intera stagione in Serie A. E il mercato non è ancora chiuso: Perri non è stato definitivamente abbandonato, anche se la trattativa con il Leeds resta complicata e al momento il brasiliano non è ancora arrivato a Torino. Lo scenario, tra l'altro, non è così difficile da immaginare. Se Mascardi dovesse faticare, Paleari potrebbe ritrovarsi a ripercorrere un percorso molto simile a quello della scorsa stagione: partire come secondo, aspettare la propria occasione e poi prendersi il posto tra i pali. È già successo un anno fa con Israel e il rischio che la storia possa ripetersi esiste.

Il punto, però, va oltre il giudizio su Mascardi. Il classe 2006 ha qualità, personalità e margini di crescita, e le sue prime uscite hanno mostrato che non è un portiere da bocciare. Ma la porta è un ruolo diverso dagli altri: l'errore di un attaccante si può recuperare, quello di un portiere molto spesso no. Per questo, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, il Torino deve decidere se puntare sulla scommessa Mascardi o cercare ancora una soluzione più esperta. Perri resta sullo sfondo e non è ancora del tutto fuori dai giochi. Forse andare sul sicuro tra i pali sarebbe la scelta meno rischiosa, senza che questo significhi rinunciare a credere nel futuro di Mascardi.

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