A decidere il match tra Fiorentina e Torino potrà essere l'abilità con cui gli allenatori hanno amalgamato il gruppo in questi pochi giorni

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VN&TN - Fiorentina-Torino, cosa va e cosa no: l'intervista doppia

"Parliamo di accoglienza, di integrazione / L'immigrazione è la prima emergenza in televisione / Che poi non è tutta 'sta novità / Pensa a tuo nonno arrivato in Argentina col barcone", cantava un artista caro ai tifosi granata nel 2015. E in undici anni la situazione non è cambiata tanto. Ma non essendo questa la sede per discutere di problemi certamente più urgenti nel nostro paese, ci limitiamo a fare quello che ci riesce meglio: parlare di calcio. Ed è interessante analizzare - e arriviamo a ciò che spiega perché la citazione di Willie Peyote non è fuori contesto - come in Fiorentina-Torino la parola integrazione potrà essere centrale...

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La situazione "nuovi": Fiorentina e Torino, due squadre smantellate

Il campetto che potete trovare in questo articolo - Fiorentina-Torino, le probabili formazioni - evidenzia una situazione piuttosto chiara tra le due rose: entrambe nel corso dell'estate sono state smantellate. Cancellato quanto di negativo fatto nella scorsa stagione, chi più e chi meno, al via per entrambi i club la nuova stagione con due progetti completamente diversi, non tra loro ma rispetto all'anno scorso: due nuovi allenatori, giovani entrambi, con idee per dare la propria identità a un insieme di giocatori che prima, in quanto a minuti fatti insieme, ha raccolto ben poco. Non a caso, osservando i probabili XI di entrambe le squadre, figurano ben otto nuovi innesti tra le fila della Fiorentina e sei tra quelle dei granata (che possono diventare sette se Comert vince il ballottaggio in difesa).

L'impresa di Grosso e Abate: cosa avranno fatto?

Proprio questa potrà essere una chiave del match. È un concetto che Abate ha espresso con chiarezza per entrambe le parti in conferenza stampa: “Credo che la Fiorentina sia l’esempio lampante che quando crei un nuovo progetto si ha bisogno di tempo. Hanno fatto un mercato ambizioso, ma anche loro hanno bisogno di tempo per trovare l’amalgama giusta. Anche noi siamo nella loro situazione. Anche noi siamo a zero punti e vogliamo fare nostra la partita”. Qualcuno potrà chiedersi cosa cambia a un nuovo allenatore conoscere giocatori nuovi per la squadra o nuovi solo per sé. Ma la verità è che approcciarsi a un gruppo completamente, o quasi, da ricreare è un impegno non da poco. Soprattutto se, come successo sia a Grosso che ad Abate, una gran parte di questo lo si conosce nelle ultimissime ore di calciomercato, quando già almeno tre partite della stagione si sono consumate.

Ecco cosa c'entra l'integrazione: la chiave di Fiorentina-Torino

E in questo contesto torna la parola "integrazione", elemento che potrà essere decisivo nel match del Franchi: come gli allenatori saranno stati in grado di creare, in pochissimi giorni, un gruppo amalgamato e coeso. A fronte di tanti acquisti, alcuni sono arrivati agli sgoccioli della sessione estiva: Njie, Beto, Gnonto e Goncalves per i viola, Belghali, Patterson, Mandragora e Braganca per i granata. Di questi, uno per parte avrà, verosimilmente, la possibilità di giocare dal 1'. E allora la squadra più coesa, che sarà più "squadra", nell'accezione spesso romantica del termine, potrà avere la meglio. Chi sarà stato tra Grosso e Abate il più bravo ad amalgamare un gruppo, per quantità e tempistiche, difficile da avere amalgamato al 5 di settembre? Lo scopriremo a partire dalle 15:00 di questo pomeriggio.

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