Lo svedese incanta contro il Milan ma scatena le sirene di mercato
Torino-Milan 1-2: il commento del match dei granata
Venti minuti per spaccare la partita, incantare i tifosi e riaccendere improvvisamente i riflettori del calciomercato. L’impatto devastante di Alieu Njie nella ripresa del match contro il Milan ha mostrato in un colpo solo l’enorme potenziale del 21enne svedese: accelerate brucianti sulla sinistra, un palo clamoroso che avrebbe potuto riaccendere la partita e gli assist al bacio non concretizzati dai compagni. Prestazioni di questo tenore, tuttavia, rappresentano un'arma a doppio taglio in piena sessione di trasferimenti.
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Njie tra bilancio e campo: il dilemma di Cairo e il veto di Abate
Da settimane, infatti, le sirene estere di Anderlecht, Salisburgo e Crystal Palace risuonano attorno al talento cresciuto nel vivaio granata. La posizione del Torino finora è stata rigida: valutazione fissata attorno ai 20 milioni di euro per rispedire al mittente le richieste arrivate dall'estero per il giovane talento granata. Ma con la necessità societaria di monetizzare dalle plusvalenze per risanare il bilancio entro il termine del mercato, il nome di Njie è inevitabilmente finito ancora al centro delle riflessioni della dirigenza. Ora Urbano Cairo cederà al fascino del tesoretto o deciderà di scommettere sul definitivo exploit del classe 2005? In questo scenario, la voce più forte e determinata è quella di Ignazio Abate.
Njie è l'elemento imprescindibile per lo scacchiere tattico di Abate
Il tecnico granata ha posto un vero e proprio veto sulla cessione del ragazzo, blindandolo sia nelle dichiarazioni pubbliche che nei confronti diretti con Cairo e Petrachi. Le dichiarazioni degli ultimi giorni dell'ex Milan sono state piuttosto esaustive: "Njie? Ha grandi qualità e ampi margini, per noi è importante". Abate vede in Njie un elemento imprescindibile per il suo scacchiere tattico, capace di agire sia da esterno d'attacco che da trequartista per spaccare le difese avversarie. La linea tracciata dall'allenatore punta a valorizzare le risorse interne e affiancare loro profili pronti e chiacchierati come Sebastiano Esposito. Vendere Njie adesso significherebbe impoverire un patrimonio tecnico faticosamente coltivato negli ultimi anni. La società sembra orientata ad ascoltare il proprio allenatore: il futuro del Toro passa dai piedi dei suoi giovani talenti e la permanenza dello svedese rappresenta la prima dichiarazione d'intenti per la stagione appena iniziata.
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