A che cosa aspira questo Torino? Il Toro sta trovando la grinta e il gioco che vuole il tecnico? Le impressioni date da Abate contro il Parma

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Parma-Torino 0-3, il postpartita: "Simeone e Abate, il Torino sa da dove ripartire"

Se la scorsa settimana ciò che si era criticato ad Ignazio Abate era l'assenza per larghi tratti del gioco, oggi non ci sono aspetti tali da considerare il bicchiere mezzo vuoto. Il Torino ieri sera, lunedì 19 ottobre, ha scelto di indossare la veste più bella e scintillante, disputando la miglior partita stagionale fin qui. Qualche spunto negativo si può comunque trarre, come l'essere andati un po' in apnea sul momento di maggior aggressività e spinta del Parma, ma il bottino di lati positivi evidenzia come la perseveranza e la consapevolezza nei propri ideali del tecnico granata stiano iniziando a dare i propri frutti. Il gruppo allenato dall'ex Milan ha messo in mostra lucidità, coraggio e una prestazione convincente, sia dal punto di vista tattico che tecnico, rifilando un sonoro 3-0 ai ducali e uscendo dal Tardini non solo con i tre punti ma con una grande iniezione di fiducia nei propri mezzi e capacità. Una risposta che si attendeva da tempo e che ora è arrivata, nei fatti. Dalle indicazioni emerse dalle scelte iniziali, dai cambi e dalle dichiarazioni post partita si può tracciare un quadro della gara dell'ex Juve Stabia.

Parma Calcio v Torino FC - Serie A 2026/27

Abate cala il full con le scelte iniziali: Simeone e Adams la coppia d'assi

L'esempio lampante del termine fiducia è Giovanni Simeone. Il Cholito arrivava da un periodo complicato, di astinenza da gol, ma in cui non aveva mai fatto mancare il suo apporto, sacrificandosi per la squadra e lottando e facendo a sportellate là davanti. L'allenatore ex Ternana però non ha mai smesso di credere nell'argentino e nelle ultime uscite lo ha schierato dall'inizio come riferimento offensivo perché consapevole che prima o poi la rete sarebbe arrivata. Ed è proprio questo che ieri Abate ha sottolineato nelle interviste post partita, usando parole al miele e affermando la sua leadership: "E' un ragazzo che, è vero che non ha trovato la via del gol nelle prime giornate, ma ha sempre lavorato con grande umiltà e ha giocato per la squadra. E' un leader dentro lo spogliatoio perché è sempre positivo, si allena tutti i giorni al massimo e quindi un attaccante vive di momenti ma se lavori con grande serietà e spingi tutti i giorni, prima o poi la ruota gira e oggi credo che abbia fatto una buonissima prestazione e due grandi gol".

C'è un altro leader offensivo, che ieri è passato più in secondo piano, ma che silenziosamente sta dimostrando di essere imprescindibile per questo Toro: Ché Adams. Lo scozzese è tornato dall'infortunio e ha dimostrato che il suo contributo serviva come il pane alla formazione granata. E non è tanto la rete del 2-0, la terza in 5 gare di Serie A, siglata sfruttando un tiro deviato proprio di Simeone, ad emergere dei suoi 63 minuti in campo, ma tutto il lavoro che ha compiuto con movimenti e lavoro di raccordo tra il Cholito e il centrocampo. E insieme al figlio d'arte forma un duo ben assortito che può regalare altre gioie e soddisfazioni al Torino e che ieri ha portato in dote un tris di marcature che hanno portato una ventata di aria fresca e speranza nell'ambiente Toro.

Ma tornando all'allenatore del Toro, non può passare inosservato il funzionamento dell'undici iniziale stabilito dal tecnico campano. La titolarità di Ismajli lo ha ripagato, perché il numero 44 ha fornito una prestazione granitica, facendo buona guardia sugli attaccanti gialloblu. La decisione di confermare Braganca gli ha poi dimostrato come il portoghese sia già un professore della mediana di marca granata, che dispensa giocate di qualità e giostra in modo attento il pallone. Per non parlare di Belghali, che ha sfrecciato sulla fascia destra e ha messo a referto la miglior partita da quando è approdato all'ombra della Mole, condita con 2 assist. E non è infine da ignorare la crescita di rendimento di Vlasic, che dopo la panchina contro i friulani, sembra aver messo un marcia in più e ieri ha messo lo zampino nell'azione del raddoppio. Una squadra che risponde presente che sente la fiducia e il supporto della propria guida tecnica.

Nel momento di fuoco del Parma, Abate congela la partita con i cambi

Nel momento di maggior difficoltà del gruppo, il tecnico ex Primavera del Milan poi ha saputo intervenire con le sostituzioni. Il Parma di Gilardino è rientrato dagli spogliatoi indiavolato, mettendo sotto pressione la retroguardia granata e creando occasioni a raffica. I crociati hanno disputato 20 minuti di secondo tempo ad un ritmo infuocato e Abate è ricorso a Gineitis e Kulenovic, al posto di Mandragora e Adams per cercare di spezzare il gioco dei gialloblu e di mettere in ghiaccio la sfida, gestendo il doppio vantaggio. Non che i cambi abbiano impattato come in altri match ma hanno sicuramente dato una mano ad uscire dalla fase di apnea. A seguito della magia dalla distanza trovata da Simeone, l'ex Juve Stabia ha buttato nella mischia Aboukhlal e Casadei, che hanno rimpiazzato Belghali e Vlasic, dando nuova linfa e contribuendo ad amministrare il 3-0. Un'altra buona notizia è rappresentata dai 10 minuti scarsi di Zapata, che ha rilevato il Cholito ed è tornato a calcare il rettangolo verde.

Abate predica calma e sottolinea che il percorso è lungo: ma la luce in fondo al tunnel inizia a vedersi

Nelle parole al termine della sfida contro i ducali, alla domanda su cosa è cambiato nel suo Toro, l'ex Ternana ha messo in risalto una dinamica che va oltre quella tattica: "E poi l'aspetto umano, in campo l'animo fa la differenza. Lo spirito sta crescendo, come il senso di appartenenza. Dobbiamo continuare su questa squadra, perché abbiamo tantissimo da migliorare". Abate crede nei legami forti e ha dichiarato che l'unione del gruppo sta crescendo di giorno in giorno, aspetto chiave del suo modus operandi. Sulla questione della svolta arrivata in questo appuntamento, l'allenatore granata in conferenza stampa si è poi soffermato al guardare a lungo termine: "A voi piace parlare di svolte e partite cruciali... Abbiamo iniziato un percorso, la strada è lunga. Quando cambi idee ci vuole tanto. Ci vuole tempo nel creare legami e un gruppo con valori nobili". Proprio quel tempo che lui predicava anche nei momenti più difficili e che ora gli sta diventando alleato. E se il cammino è ancora lungo, di certo i segnali che sono emersi ieri sera fanno ben sperare in ottica futura, a testimonianza che la pazienza e il duro lavoro cominciano a presentare il conto. E dunque è arrivata l'ora di divertirsi?

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