La scelta dell'11 iniziale si è rivelata azzeccata? E se fossero state inserite prima le due punte? Le impressioni date da Abate all'esordio
Torino-Milan 1-2: il commento del match dei granata
Ignazio Abate ha esordito in Serie A contro il Milan, la sua ex squadra da giocatore, rimediando una sconfitta per 1-2. L'allenatore campano si è affidato al suo modulo di fiducia, il 3-4-2-1 e ha chiesto ai suoi ragazzi coraggio e sfrontatezza. Il Toro può recriminare per il timore reverenziale mostrato nel primo tempo, quando con un blocco medio-basso ha aspettato il Milan nella propria metà campo, annullando di fatto la propria proposta offensiva. Tornati in campo dagli spogliatoi, i granata hanno cambiato marcia e si sono fatti vedere dalle parti di Maignan, subendo però due gol nel giro di tre minuti, con l'uno-due a firma Cisse e Rabiot. Da quel momento il Torino, chiamato a reagire dopo il blackout, ha tirato fuori carattere e orgoglio negli ultimi 20 minuti, grazie anche all'ingresso di un ispirato Njie e si è ritagliato tre potenziali palle gol, di cui due sciupate, che gridano vendetta. A nulla è valsa la rete spettacolare di Adams a un minuto dal termine, che ha accorciato le distanze. Dalle indicazioni emerse dalle scelte iniziali, dai cambi e dalle dichiarazioni post partita si può tracciare anche un quadro della gara vissuta dall'ex Juve Stabia e Ternana.
La formazione iniziale: nel segno della continuità, ma paga?
Squadra che vince non si cambia. Con questo diktat si potrebbe riassumere l'11 messo in campo dal primo minuto da Abate, che ricalcava per 10/11 la squadra uscita vittoriosa per 1-0 nel match di Coppa Italia di sabato scorso contro la Carrarese. In realtà una modifica c'è stata ed è stata obbligata dalla squalifica di Eray Comert, con Ismajli, il sostituto, che si è piazzato al centro, Coco che si è sistemato sul centro-destra e Comuzzo che è scivolato sul centro-sinistra della difesa a 3. Ma le scelte del tecnico sono andate verso la conferma della coppia Gineitis-Fitz-Jim in mediana e su Casadei schierato nei due trequartisti dietro la punta. Decisioni che lo hanno ripagato solo in parte, con il lituano e soprattutto l'olandese che sono saliti in cattedra solo nel secondo tempo, nel momento in cui granata cercavano di rimontare e con l'ex Chelsea che invece ha contribuito poco alla manovra offensiva e ha faticato nei raddoppi sulla fascia sinistra, nel tentativo di dare una mano a Cacciamani. L'ex tecnico della primavera del Milan ha ammesso di aver visto un atteggiamento troppo rinunciatario nel primo tempo. E dal momento dei cambi nel corso del secondo tempo la scossa pare essere arrivata, ma non è bastata ad evitare la sconfitta.Con i cambi Abate pesca due jolly, ma non butta il carico: tentar prima la doppia punta?
Se le scelte iniziali avevano escluso sorprese e potevano lasciare spazio a qualche dubbio, ciò che è evidente è che Ignazio Abate ha saputo correggere il tiro a gara in corso, dando una sferzata al match nel momento di maggiore sbandamento. Dal suo arco l'allenatore ha tirato fuori le frecce Njie e Adams, che hanno regalato nuova linfa a una fase offensiva parecchio limitata e contenuta fin lì. Simeone ha pagato l'essere stato lasciato troppo solo in balia di Pavlovic e compagni, mentre Casadei non ha convinto. Pur predicando e richiedendo coraggio ai suoi ragazzi, il tecnico ha preferito la via conservativa e più sicura di rimanere con un riferimento offensivo, piuttosto che azzardare la doppia soluzione in avanti, inserendo due punte di peso. Anche Fortini è riuscito ad aver un buon impatto sulla sfida, relegando al solo Aboukhlal il ruolo di ingresso più deludente del match. Forse con una maggior concretezza sotto porta si sarebbe potuta capitalizzare una o più delle tre occasioni da gol avute nel momento di reazione sotto di due reti. E il copione sarebbe stato magari diverso. Ma con i sè e con i ma, non si va da nessuna parte. E lì centrano poco le deliberazioni del tecnico. Abate nel corso della gara ha spronato i granata a stare più alti e non farsi schiacciare e solo il doppio sberlone dato da Cisse e Rabiot ha scosso i suoi ragazzi, che hanno ritrovato garra e qualità nelle trame offensive. E chissà che il 39enne nato a Sant'Agata de' Goti non tragga spunto dall'aver un po' peccato di audacia, preoccupato probabilmente dal momento buio dei suoi ragazzi, quando la sfida spingeva a rischiare.Ma Abate è consapevole di aver in mano le redini del suo gruppo
Nelle proprie dichiarazioni, il tecnico campano ci ha tenuto a sottolineare come la sua squadra ci abbia messo l'anima per tutta la durata della gara e di come i suoi ragazzi si siano messi a disposizione sin da subito nello sposare le sue idee di gioco, che costituisce un ottimo punto di partenza per costruire una solida base. Ma l'ex Juve Stabia è consapevole dei suoi mezzi e di come siano tutti dentro ad un percorso graduale. C'è ancora tanto da lavorare e Abate ne è cosciente. E una mano in tal senso gli dovrà esser data anche da Petrachi perché l'ex Milan ha evidenziato come ci sia la necessità di rinforzare ancora la rosa e di alzare nel rush finale di calciomercato il livello qualitativo dell'organico. L'idea è quella di arrivare ad affrontare qualunque avversario senza paura e tenendo il pallone e costruendo da dietro con pulizia tecnica. Questo è stato solo il primo step di un cammino che dovrà portare a trasformare in effettive migliorie quei margini di miglioramento che la rosa presenta. E Abate che per raggiungere il livello a cui ambisce sarà necessario il duro lavoro. E ripartire dal secondo tempo e dall'atteggiamento dei suoi ragazzi.© RIPRODUZIONE RISERVATA