Prima con la Fiorentina, poi con la Roma: Bragança entra a gara in corso e alza il livello. La titolarità è meritata, ma non la forzatura

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Uno degli aspetti più positivi della sfida di lunedì sera contro la Roma è stato sicuramente l'impatto di Daniel Bragança da subentrato. Positivo e con il piglio giusto, l'ex Sporting Lisbona ha portato quella pulizia tecnica e quella qualità che servivano negli ultimi venti metri. E anche una situazione interessante, su cui però è stato tempestivo e puntuale il lavoro di copertura di Baleardi. Una prestazione che non è è passata inosservata: il pubblico granata ha apprezzato Bragança e non è un caso se si è parlato di lui come titolare nella gara di Bologna, in programma sabato alle ore 15. Abate però nella conferenza stampa della vigilia ha frenato l'entusiasmo: non per qualche motivo tecnico o tattico, ma per una questione puramente fisica.

Torino FC Training Session

Un recupero graduale: evitare un Zapata 2.0

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TURIN, ITALY - SEPTEMBER 2: New Torino FC Player Daniel Bragança during a training session at Centro Sportivo Filadelfia on September 2, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)

"Abbiamo fatto una gestione intelligente. Si allenava da solo in Portogallo, a Firenze è entrato bene. Mezz'ora di livello con 36 gradi. Ha giocato 45 minuti con la Roma e credo sia pronto. Abbiamo avuto solo 5 giorni da Roma a Bologna, quindi bisognerà fare delle scelte". Queste sono state le dichiarazioni di Ignazio Abate sulla questione portoghese. Non c'è nessuna bocciatura o rimandatura, anzi il tecnico ha incensato l'ex Sporting Lisbona. A Firenze il suo ingresso ha portato grande qualità alla manovra offensiva granata e non è un caso se la pressione sia aumentata con lui. All'Olimpico contro la Roma innesca la grande chance di Simeone. Il tutto senza essere nemmeno al 100% della forma, ma la sola qualità messa in mostra ha fatto il resto.

Si chiama gestione e su questo la direzione intrapresa da Abate e dal suo staff non può che essere la più giusta. Parliamo di un centrocampista che da febbraio, mese del rientro post rottura del legamento crociato, ad oggi ha giocato solo una gara per tutti i novanta minuti. Nelle altre partite è partito costantemente titolare, ma poi è stato sempre sostituito. Forzare in queste situazioni è un rischio e se è vero che parliamo di un giocatore con una tecnica tale da permettergli di poter giocare anche con il freno a mano tirato, dall'altro si rischia di rompere il graduale percorso di recupero. Perché in questo momento diventa necessario anche evitare degli Zapata 2.0.

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