Le parole del giornalista olandese Maarten Lulof Van Aalderen sul calcio anni Settanta

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Maarten Lulof Van Aalderen, giornalista olandese corrispondente del De Telegraaf, ha raccontato negli scorsi giorni agli amici di Torostoria cosa è stato l’Ajax di Amsterdam e il suo mitico “calcio totale”. Sì, quel “calcio totale” che in Italia è stato importato da un certo Gigi Radice, eroe dell’ultimo Scudetto granata precisamente quarant’anni fa. Radice si innamorò del concetto di “calcio totale” a tal punto da trasformarlo nella sua personale missione filosofica. Soprannominato “Il Tedesco” per i suoi occhi di ghiaccio e il rigore metodologico, Radice fu folgorato dal miracolo dell’Ajax e dell’Olanda di Cruijff. Decise di innestare quella rivoluzione culturale nel campionato più tatticamente conservatore del mondo: la Serie A italiana. Il capolavoro assoluto nato da questo amore fu il Torino dello Scudetto 1975-1976, una squadra che giocava “all’olandese” pur mantenendo il pragmatismo storico del calcio italiano. Il “calcio totale” (Totaalvoetbal in olandese) è stato un sistema tattico rivoluzionario in cui qualsiasi calciatore di movimento poteva cambiare ruolo, prendendo il posto di un compagno per mantenere invariata la struttura della squadra. Nato nei primi anni Settanta grazie al tecnico Rinus Michels e al fuoriclasse Johan Cruijff, questo stile ha scardinato le vecchie marcature a uomo fisse. L’Ajax e la nazionale dell’Olanda ne furono i massimi interpreti mondiali.

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“L’Ajax è un mio grande amore fin da bambino perché sono un 1965 e la mia cameretta agli inizi degli anni Settanta era tutta decorata dai poster dei lancieri – racconta Maarten Lulof Van Aalderen –. Cruijff alla domanda su chi fosse il più grande giornalista rispondeva sempre Sandro Ciotti. Cruijff fumava, non si badava molto al culto del corpo. I giocatori non erano atleti come quelli di oggi. Ecco perché lui fumava ma nascondeva la sigaretta perché aveva paura di essere punito”. Aggiunge: Cruijff aveva una visione di campo pazzesca, era un grande direttore d’orchestra e giustificava la cosa dicendo che lo facilitava avere otto figli”. “L’Ajax ha proposto calcio opposto al catenaccio italiano. Dalla finale contro l’Inter del 1972in Olanda è nata l’idea del calcio italiano come difensivista e l’idea resta un luogo comune ancora oggi” conclude.

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