Il Genoa con Ballardini si è blindato: al Toro il compito di stanarlo col gioco

Temi Tattici / Pochi tiri effettuati, pochi cross fatti, pochi minuti con il pallone tra i piedi: eppure il Grifone vince. Il segreto? La compattezza dei reparti

di Andrea Calderoni

Il nuovo Torino di Davide Nicola sfida il Genoa di Davide Ballardini. Anche il Grifone ha cambiato tecnico nel corso della stagione e ha puntato sull’usato sicuro. Per Ballardini si tratta della quarta volta sulla panchina del Genoa e i risultati stanno premiando lui e il patron Enrico Preziosi che lo ha scelto a fine dicembre. Fin qui 8 partite di campionato disputate: 5 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta. Dopo le prime 3 gare, però, Ballardini aveva raccolto 4 punti, ovvero soltanto uno in più rispetto a Nicola, che tra Benevento e Bergamo con nel mezzo la Fiorentina ha portato a casa 3 pareggi. Sia Genoa che Torino sono in striscia positiva, ma quella del Grifone ha un peso specifico ben diverso, considerato che negli ultimi 360 minuti sono maturati ben 10 punti, 9 nelle ultime 3 giornate.

GENOA, ITALY FEBRUARY 6: Goran Pandev of Genoa CFC celebrates with teammates after scoring the second goal during the Serie A match between Genoa CFC and SSC Napoli- Serie A at Stadio Luigi Ferraris on February 6, 2021 in Genoa, Italy. (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

SOLIDITA’ GENOA – Ma come ha fatto Ballardini a cambiare così radicalmente il Genoa in poco più di un mese? In primo luogo ha stabilizzato la disposizione tattica della sua squadra, donando certezze a tutti i componenti della rosa. Il 3-5-2 è stato scelto il 23 dicembre contro lo Spezia e non è più stato abbandonato. La stessa stabilità il Genoa non aveva potuto averla sotto Rolando Maran. Anche a causa del Covid, l’ex allenatore del Cagliari era stato costretto a modificare più volte il modulo iniziale, passando dalla difesa a tre a quella a quattro e viceversa, un po’ come successo a Torino con Marco Giampaolo. Poi, Ballardini ha lavorato sulla mente dei suoi, rivitalizzando alcuni elementi rimasti ai margini nella precedente gestione. Un nome su tutti? Mattia Destro. Il recupero di Destro è estremamente funzionale al modo di giocare di Ballardini: massima compattezza, squadra corta e tentativi di rapida verticalizzazione. D’altronde, il Genoa tira poco (nessuno peggio in Serie A, appena 156 conclusioni), crossa poco (solo il Sassuolo sfrutta meno i traversoni) e tiene poco il pallone tra i piedi (22’28” in media a partita, appena 8’12” nella metà campo avversaria), eppure i risultati sorridono al Grifone. Perché? Semplice, Ballardini ha impostato la sua cura sull’ordine e il rigore tattico. Da quando è arrivato, il Genoa ha incassato appena 5 gol, 4 dei quali nelle prime 3 partite. In ben 4 casi Perin ha tenuto la porta inviolata.

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CRESCITA GRANATA – I laterali del 3-5-2 di Ballardini curano più la fase difensiva che quella offensiva. La mediana punta tutto sulla solidità e uno come Strootman, arrivato a gennaio, è il profilo perfetto per svolgere questo tipo di compito dedito al contenimento e alla schermatura della difesa. Di solito soltanto una delle due mezz’ali accompagna l’azione offensiva rossoblù, andando a dar manforte ai due attaccanti. Ballardini, infatti, non rinuncia mai alle due punte, molto pericolose anche in fase di aggressione. Nella mente di Ballardini sono, infatti, i primi due difensori. Quella solidità difensiva che il Genoa con il 2021 ha trovato, il Torino non la possiede ancora. Però, in casa contro il Genoa i granata dovranno dimostrare di essere cresciuti anche nella produzione del gioco. Il nuovo centrocampo con Mandragora regista e Rincon mezz’ala sarà chiamato ad elevare il proprio livello tecnico. Essendo, infine, quasi sicuramente i moduli speculari, i duelli individuali si moltiplicheranno nell’arco dei 90 minuti. Chi ne vincerà di più, porrà delle basi solide sul successo finale.

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  1. prussianblu_2420880 - 3 settimane fa

    Giocheremo contro una squadra che fa del catenaccio e contropiede la sua arma, che per altro. è il gioco migliore che ci sia e che ha portato all’Italia quattro stelle sulla maglia alla faccia dei maestri olandesi che di stelle non ne hanno neanche una.

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  2. Pectol - 3 settimane fa

    Con squadre catenacciare come il Genoa, bisogna fare attenzione alle ripartenze in contropiede, noi subiamo troppo le palle perse a centrocampo tre/quarti campo non riuscendo a chiudere, vedi il gol della Fiorentina su errore di Rincon e il gol con l’Atalanta dopo la punizione battuta male da Bremer.
    Più attenzione in queste fasi e forse prendermo meno goal.

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  3. pupi - 3 settimane fa

    Macché blindato, ha subito il mondo contro il Napoli. Poi il calcio ti dà sempre ragione se fai risultato, anche quando fai cagare.

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  4. Bastone e Carota - 3 settimane fa

    Un articolo abbastanza lungo per una cosa che si poteva dire in tre parole: catenaccio e contropiede.
    Secondo me faticheremo molto di più contro squadre come il genoa che non contro squadre più forti che lasciano giocare.

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  5. Rock y Toro - 3 settimane fa

    Con squadre che si chiudono bene si va in difficoltà, spero che con mandrake baselli o Verdi si riesca a infilare la difesa genoana

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  6. Héctor Belascoarán - 3 settimane fa

    E già, fare gioco… la nostra specialità.

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  7. Cuore granata 69 - 3 settimane fa

    Sono in fiducia…aver vinto delle partite gli ha dato morale e la classifica ora buona li fa giocare senza acqua alla gola…la differenza sta tutta li tra Genoa e Toro..noi stiamo sempre con la testa sotto e si ha paura di sbagliare e di conseguenza giochi con una tensione diversa…con la paura di chi sa che non può più sbagliare..per il resto la rosa del.Toro non è inferiore al Genoa anzi..ci vorrà tanta attenzione, pazienza e sfruttare al meglio le occasioni che capiteranno..non sono così fenomeni su..fvcg

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  8. Messere Granata - 3 settimane fa

    Il segreto? La compattezza delle “chiappe”!!!

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