Le prime impressioni dopo la vittoria dei granata contro il Burnley
Torino, nuovo jolly in difesa? I pro e i contro di Comert (VIDEO)
Un Toro verticale, concreto e già con un'identità abbastanza riconoscibile. È questa la prima sensazione che lascia la vittoria per 1-0 sul Burnley al Turf Moor. Nella quarta amichevole estiva Abate conferma il 3-4-2-1 e sorprende subito con due novità dal primo minuto in difesa, Comuzzo e Comert, oltre al ritorno di Vlasic sulla trequarti. Rispetto alle uscite di Pinzolo, però, si vede una squadra diversa, sia negli interpreti sia nell'interpretazione della partita. Contro un avversario che tiene più il pallone, il Toro sceglie di aspettare, ma quando riparte lo fa sempre con un'idea precisa. Un test che lascia indicazioni incoraggianti e qualche spunto interessante in vista delle prossime settimane.
Verticalità e qualità tra le linee
L'avvio non è dei migliori. Il Toro commette qualche errore tecnico di troppo e concede subito il possesso al Burnley, una dinamica destinata a ripetersi per gran parte della gara. Nonostante questo, i granata non danno mai la sensazione di soffrire realmente il copione della partita. Anche sotto il pressing alto degli inglesi continuano a giocare con personalità, senza rinunciare a costruire dal basso quando possibile. La differenza rispetto alle prime uscite stagionali sta soprattutto nella ricerca immediata della profondità. Appena si apre uno spazio, il pallone viene giocato tra le linee per i due trequartisti: Vlasic e Njie, che realizza anche l'assist per Dembelé, nel primo tempo, Casadei e Oristanio nella ripresa. Il dialogo tra gli uomini offensivi funziona e proprio da queste combinazioni nascono le due occasioni più nitide per Simeone, fermato in entrambe le circostanze da Weiss. Alla fine, nonostante il minor possesso, è il Toro a costruire le opportunità migliori, mentre il Burnley fatica quasi sempre a trovare sbocchi offensivi.
TORINO (3-4-2-1): Paleari (46' Mascardi); Coco (88' Pellini), Comuzzo (64' Biraghi), Comert (46' Ismajli); Dembele (64' Aboukhlal), Gineitis, Luongo (64' Fitz-Jim), Cacciamani; Njie (46' Casadei), Vlasic (46' Oristanio); Simeone (64' Adams). A disposizione. Cereser, Kulenovic, Carrascosa, Bianay Balcot, Gabellini. Allenatore. Abate.
MARCATORE: 18' Dembelé.
Compattezza e riaggressione
Anche senza palla il Toro convince, alternando due atteggiamenti ben definiti. La sensazione è che Abate voglia una squadra capace prima di tutto di difendere con ordine: linee compatte, pochi spazi tra i reparti e tanta attenzione quando gli avversari consolidano il possesso. Al netto di qualche cross gestito con poca pulizia, il Burnley crea davvero poco. Allo stesso tempo, però, i granata non rinunciano a essere aggressivi. La prima scelta è provare a sporcare la costruzione dal basso degli inglesi, andando a caccia del recupero alto. Se il pressing viene superato, allora tutta la squadra si ricompatta rapidamente sotto la linea della palla. Lo stesso principio si vede nelle transizioni negative: persa palla, l'obiettivo è riconquistarla nel giro di pochi secondi. È soprattutto il centrocampo a interpretare bene questo concetto, con Luongo e Gineitis protagonisti di una riaggressione continua e Fitz-Jim che, nella ripresa, entra con intensità e si inserisce subito nei meccanismi della squadra.
I nuovi convincono, ma è presto per i giudizi
Tra i nuovi il migliore è senza dubbio Comuzzo. Il centrale trasmette subito sicurezza: pulito negli interventi, puntuale nelle letture e coraggioso quando decide di rompere la linea difensiva per andare ad aggredire in avanti il diretto avversario. Comert, invece, paga qualche minuto di ambientamento, commettendo diverse imprecisioni sia in impostazione sia nelle prime letture difensive. Con il passare del tempo, però, cresce, acquista fiducia e chiude la gara con una prestazione decisamente più solida. Due innesti che sembrano poter aumentare il livello di affidabilità del reparto. Buone anche le prime indicazioni offerte da Fitz-Jim. L'olandese porta dinamismo, intensità e tanta disponibilità nella riaggressione, qualità che sembrano sposarsi bene con i principi di gioco di Abate. Allo stesso tempo, però, siamo soltanto all'inizio del percorso: una mezz'ora positiva non basta per esprimere giudizi definitivi e serviranno test più probanti per capire quale potrà essere il suo reale impatto. Discorso diverso per Vlasic. Il croato, alla sua prima uscita stagionale dopo il Mondiale, ha mostrato inevitabilmente una condizione ancora lontana dalla migliore. La qualità nelle giocate tra le linee si è intravista, ma ritmo e brillantezza devono ancora crescere. Per questo il suo rendimento andrà valutato più avanti, quando avrà accumulato minuti e ritrovato la migliore condizione fisica. Abate può dirsi soddisfatto della risposta della squadra. La prestazione ha confermato diversi principi di gioco già intravisti nelle prime uscite, anche se i margini di miglioramento restano evidenti, soprattutto nella prima costruzione dal basso e nell'attenzione in alcune situazioni difensive. Anche Petrachi, però, può accennare un primo sorriso: i nuovi hanno lasciato indicazioni incoraggianti e i primi segnali dal mercato sono positivi.
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