Dai dubbi di Firenze allo scudo di Abate: così il Filadelfia rigenera il portiere del Toro sul modello Vanja
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L’inizio di stagione di Lucas Perri con la maglia del Torino è stato una vera e propria montagna russa. Arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Leeds per raccogliere le redini tra i pali, il ventottenne brasiliano si è ritrovato immediatamente catapultato al centro della scena: quattro partite disputate in diciannove giorni, contrassegnate da prestazioni discrete macchiate da evidenti amnesie (dalla disattenzione a Firenze fino alle incertezze contro la Roma). In un ambiente esigente come quello granata consapevole di quello che hanno vissuto lo scorso anno, il rischio di veder crollare le certezze di un estremo difensore reduce da mesi di relativa inattività era altissimo. La risposta del club e del tecnico Ignazio Abate, tuttavia, è stata chiara: lavoro sul campo.
Lo "scudo" di Abate e la lezione del passato: il parallelismo con Vanja Milinkovic-Savic
All'indomani delle prime polemiche sollevate dalla piazza, Abate ha scelto di alzare un muro attorno al proprio portiere: "Le critiche fatele a me, non a lui, sono ineleganti", ha ribadito l'allenatore, ricordando come il brasiliano sia arrivato a Torino dopo un periodo d'infortunio e senza una preparazione atletica completa. Ma oltre al sostegno psicologico e alla fiducia confermata in blocco dallo spogliatoio, per Perri è scattato il programma di recupero tecnico al Filadelfia. Un percorso guidato da un maestro d'eccezione: Paolo Di Sarno. L'affiancamento con Paolo Di Sarno – preparatore tornato nello staff granata dopo gli anni passati nel settore giovanile e in prima squadra – riporta subito alla mente un precedente illustre: quello di Vanja Milinkovic-Savic. Anche il portiere serbo, al suo primo anno da titolare nel Torino, visse momenti di grande appannamento e difficoltà, finendo spesso sul banco degli imputati per errori e disattenzioni. Fu proprio attraverso il lavoro metodico condotto da Di Sarno che Vanja riuscì a limare i difetti, trovare continuità e trasformarsi in un punto fermo della rosa granata.
Il brasiliano vuole il riscatto: segnali positivi già a Bologna
Oggi la storia sembra ripetersi. E' in atto un lavoro accurato su ogni dettaglio: Di Sarno sta lavorando con Perri sulla postura nei tiri dalla distanza, sui tempi di uscita e sulla gestione della linea difensiva nei disimpegni con i piedi. Tuttavia, sembra che ci sia già qualche segno di miglioramento. Già nell'ultima trasferta di Bologna, al di là di un disimpegno rivedibile da parte, l'estremo difensore brasiliano ha mostrato una maggiore reattività, interrompendo la serie di errori vistosi e ritrovando un po' di sicurezza tra i pali.
La pausa come alleata per il futuro: Perri punta a blindare la porta
Per Lucas Perri la lunga sosta delle Nazionali di ottobre rappresenta una vera e propria benedizione. Oltre ad accelerare l'integrazione linguistica e logistica in città (dove l'ex Lione ha già trovato casa), queste tre settimane senza impegni ufficiali gli permetteranno di assimilare le direttive del preparatore dei portieri e gli automatismi della difesa disegnata da Abate. Il Torino, dopo averlo aspettato a lungo, crede fortemente nelle qualità del brasiliano e attende di intravedere i frutti di un investimento importante dal punto di vista pecuniario. La strada per conquistare definitivamente la fiducia del popolo granata è tracciata: la "cura Di Sarno" è appena iniziata.
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