Tra Lituania e Azerbaigian finisce 1-1: Gineitis ha qualcosa per cui sorridere, ma anche qualcos'altro su cui lavorare
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180 minuti in campo, due gare da titolare e un ruolo sempre più centrale nella sua Lituania. Gvidas Gineitis ha giocato dall’inizio anche contro l’Azerbaigian, nel 3-4-3 scelto da Edgaras Jankauskas, confermandosi una delle pedine fisse del centrocampo e delle tattiche del mister. Stavolta, però, più lavoro sporco che brillantezza rispetto all’esordio.
Gineitis, rigore procurato e gara di sostanza
Schierato sul centro-sinistra della mediana, il centrocampista del Torino ha lavorato soprattutto in fase di copertura e costruzione, lasciando meno spazio alla gestione del pallone rispetto al 2-0 sul Liechtenstein. Gineitis ha comunque mantenuto un ruolo da riferimento per il reparto, prendendosi anche punizioni e calci d’angolo. Il suo contributo ha avuto un peso già al 9’: è proprio da un fallo di Safarov su di lui che nasce il rigore trasformato da Armandas Kučys. Cinque minuti più tardi Mahir Emreli ha ristabilito la parità, fissando l’1-1. La gara è dunque stata più complicata del previsto per la Lituania, che non è riuscita a replicare il successo dell’esordio, nonostante sulla carta partisse favorita. Si smorza un po' il sorriso di Gineitis, che può essere soddisfatto più della sua prestazione che del risultato. Unica macchia, il cartellino giallo rimediato al 53'.
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