Classe 2006, arrivato in estate dallo Spezia, il portiere si è presentato nel ritiro di Pinzolo
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Diego Mascardi si è presentato ufficialmente come giocatore del Torino. L'ha fatto nel contesto del ritiro di Pinzolo in Val Rendena ieri, giovedì 23 luglio. Fin qui si è alternato nelle amichevoli con Alberto Paleari. Classe 2006, è arrivato dallo Spezia a inizio luglio. Originario di Carrara, è cresciuto calcisticamente nello Spezia e ha messo insieme 18 gare in Prima Squadra, di cui 17 in Serie B. Ecco le sue prime parole da portiere granata.
Perché hai scelto il Toro? "Perché ha una grandissima storia. Ho sentito fiducia nel progetto tramite direttore e procuratori. Non ho avuto dubbi nel scegliere il Torino".
Quali sono i tuoi punti forti e a chi ti ispiri calcisticamente? "I miei punti di forza sono il gioco con i piedi e le uscite alte. I miei difetti cerco di migliorarli e provo a renderli il meno invasivi possibile. Il mio portiere preferito è David Raya dell'Arsenal. Sa giocare molto bene con i piedi ed è un grandissimo portiere".
Quando è arrivata la chiamata dalla Serie A, cosa hai pensato? "Quando mi ha chiamato il procuratore dicendomi che c'era il Torino alla finestra, è stata una grandissima emozione perché fin da piccolo il sogno era giocare in Serie A. Il salto è importante, darò il 100% al mister e alla squadra. Cercherò di essere pronto quando ci sarà l'opportunità. Sono a disposizione completa".
Ti alleni con un preparatore come Di Sarno e con un portiere come Paleari: come ti stai trovando? Cosa ti possono trasmettere? "Cerco di rubare soprattutto dai più grandi, ma anche dai più giovani, e questo non è scontato. Paleari è una grandissima persona: sempre sereno e felice. Sa trasmetterti tranquillità. Cerco di rubare qualcosa che potrebbe tornarmi utile più avanti".
Cosa ti ha colpito particolarmente dell'ambiente? "Mi ha colpito che questo è un grande gruppo, eccezionale. C'è grande sintonia tra giocatori e staff tecnico. Cerchiamo di riprorre l'entuasiasmo del mister in campo".
Il Torino sta cercando un altro portiere che potrebbe essere il titolare: non ti spaventa di giocare poco? "Ripeto che sono un professionista ee darò il 100% in campo, non mi importa di essere il primo, il secondo o il terzo. Darò il massimo per squadra e mister e cercherò di essere pronto".
Sei un ragazzo molto giovane: quali sono i tuoi prossimi obiettivi personali? "Il mio sogno è giocare in Serie A, giocare nel Torino è ancora più grandioso. Proverò a farmi trovare pronto e a godermi l'esperienza in A con il Torino".
Avete riflettuto sul fare un anno di Serie B oppure avete soltanto considerato l'ipotesi di stare al Toro in Serie A anche come secondo? "Allenarsi in Serie A con giocatori e mister da Serie A è altra cosa, il livello è più alto. Preferisco stare qui e migliorare ogni giorno piuttosto che rinunciare al livello della Serie A".
Il Torino ha una storia importante. Hai volontà di approfondirla? "Ho 19 anni, non conosco molto la storia del calcio. Mi sono ripromesso di approfondire la storia del Torino e anche la storia dei vigili del fuoco di Spezia che hanno giocato contro il Grande Torino perché lo Spezia ce l'ho nel cuore ormai".
Quali sono le tue passioni extra campo? "Faccio cose da ragazzo di 19 anni, non c'è nulla da dire. Ascolto ogni tipo di musica. Seguo Formula Uno, MotoGP e ogni tipo di motore. Sono molto appassionato. Mi piace il tennis. Ho giocato un paio di volte ma è da dimenticare la mia esperienza con la racchetta (ride ndr)".
Perché hai scelto il numero 26? Si tratta della tua scelta primaria? "Il 26 è il giorno del mio compleanno e anche di quello di mio fratello. Ho un legame speciale con Alessio che è più grande di me di 13 anni ma abbiamo un grande rapporto. Il 26 quindi ci lega".
Al tuo esordio con lo Spezia hai parato un rigore contro la Sampdoria: sei un po' uno specialista? "In quella partita avevamo studiato molto i rigoristi avversari, poi c'è la fortuna e lì sono stato fortunato. Nulla di più. C'è lo studio ma anche la fortuna".
Da Carrara arriva un altro portiere che qualcosa ha fatto in carriera, tale Buffon. Ci hai mai parlato? "La prima volta che l'ho visto è stato al raduno dell'Under-21. Sarebbe un grande onore parlare con Buffon, non l'ho ancora fatto".
C'è una persona alla quale devi dire grazie per il tuo percorso? "Devo dire grazie allo Spezia, mi ha fatto crescere e diventare uomo. Devo ringraziare tutti i mister dei portieri che mi hanno messo in mostra".
Al Mondiale c'è stato un portiere che ti ha colpito? "Unai Simon, ha una tranquillità con i piedi devastante. Lui è sempre pronto nelle uscite fuori dall'area, gioca molto alto. Si tratta di un grande esempio da seguire nel calcio moderno".
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