Il commento dell’amichevole fra i biancoverdi e i granata: il gol di Vlasic non vale la vittoria nei novanta minuti, ai rigori ci pensa Mascardi

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Notte di agonismo puro e risposte pesanti al Partenio-Lombardi per la quarta edizione del Memorial Sandro Criscitiello. In un’atmosfera infuocata, degna delle grandi occasioni, il nuovo Torino di Ignazio Abate si regala un test di fondamentale importanza contro un Avellino battagliero, affamato e spinto dall'orgoglio di casa. Un match denso di contenuti tattici e spunti individuali, dove i granata hanno mostrato a tratti sprazzi di grande qualità, abbinati a una ricerca costante della fluidità di manovra provata durante il ritiro estivo. Non è stata una semplice amichevole d'agosto, ma una vera e propria battaglia, risolta soltanto nell'epilogo più drammatico e spettacolare: la spietata lotteria dei calci di rigore, resa indimenticabile dalla prestazione monumentale di un prodigioso Mascardi tra i pali.
Avellino Torino, le scelte: solito 3-4-2-1 per i granata, Mascardi titolare.

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Avellino-Torino, le scelte: Lungo ancora titolare e in porta c'è Mascardi

Nel Memorial Sandro Criscitiello contro l'Avellino, Ignazio Abate sceglie la continuità confermando per dieci undicesimi la formazione vista contro il Burnley: l'unica novità è tra i pali, dove Mascardi prende il posto di Paleari. La difesa a tre composta da Coco, Comuzzo e Cömert fa della mobilità il suo punto di forza, con gli interpreti pronti a scambiarsi continuamente le posizioni tra il centro e i ruoli di braccetto. A centrocampo non c'è un doppio play, ma la regia di Luongo è affiancata dalla sostanza e dalla gamba di Gineitis. La chiave tattica è la costruzione del rombo provata in ritiro: Luongo si abbassa al centro a impostare, Gineitis si allarga insieme ai quinti Dembélé e Cacciamani, mentre uno tra Njie e Vlašić scala al centro per agire da trequartista unico a supporto di Simeone.

Il primo tempo: la perla di Vlasic porta avanti i granata

Fischio d’inizio e l'atmosfera al Partenio-Lombardi si fa subito molto calda. L’Avellino parte a tavoletta, spinto da un pubblico calorosissimo. Passano appena cinque minuti e i lupi sfiorano il vantaggio con Fila: percussione centrale rabbiosa, conclusione a botta sicura che fa tremare le gambe ai tifosi granata, ma Mascardi dice no! Risposta decisa del giovane portiere del Toro, che si distende in tuffo e nega il gol ai biancoverdi. L'Avellino azzanna la partita, ma nel momento di massima pressione dei ragazzi di Nesta emerge la classe dei granata. Minuto 10, calcio d'angolo per il Torino. La parabola spiove al centro, la difesa dell'Avellino allontana affannosamente la palla che però schizza al limite dell'area. Lì, ad attenderla, c'è Nikola Vlašić. Il croato addomestica il pallone, se lo sposta sul destro con una finta secca che ubriaca la linea difensiva avellinese e, senza pensarci due volte, fa partire un tracciante di pura violenza e precisione. La palla disegna un traiettoria perfetta e va a incastonarsi esattamente dove Martinelli non può nulla: incrocio dei pali pieno, gol da fuoriclasse e 1-0 Torino! Una pennellata d'autore che ferisce gli irpini, i quali però non ci stanno e reagiscono con orgoglio: l'Avellino torna ad affacciarsi a più riprese dalle parti di Mascardi, spingendo con foga ma senza mai trovare il varco giusto per scardinare la retroguardia granata. Sul fronte opposto è il Torino a far male in contropiede, arando letteralmente la corsia di sinistra con un Cacciamani molto cercato dai compagni; l'esterno tenta più volte l’affondo nella difesa biancoverde creando scompiglio e palloni velenosi in area, senza però che i compagni riescano a piazzare la stoccata vincente per il raddoppio. La squadra di Abate, forte del vantaggio e guidata dal giro palla, assorbe i colpi con maturità e gestisce il ritmo fino al duplice fischio. Si va negli spogliatoi dopo 45 minuti molto intensi, firmati dalla magia di Nikola Vlasic.

Il secondo tempo: Di Maggio pareggia verso la fine

La ripresa si apre con Ignazio Abate intenzionato a non abbassare l'asticella dell'intensità. Subito due mosse dalla panchina per rinfrescare lo scacchiere granata: fuori Luongo e Dembélé, dentro Ilkhan e Pedersen. L'impatto dei neoentrati è immediato e la scossa tattica si fa sentire fin dai primi istanti della seconda frazione, con un Torino famelico e proiettato in avanti. La pressione degli uomini di Abate porta subito a due nitide occasioni da rete. Prima è Cacciamani a farsi largo tra le maglie della difesa biancoverde, arrivando al tiro da ottima posizione ma mandando la sfera sopra la traversa. Pochi minuti dopo è ancora Vlašić, ispiratissimo, a tentare il colpo del raddoppio: il croato riceve al limite, sterza e lascia partire una gran fiondata che però sfila di un soffio oltre la traversa. Al 51', tuttavia, l'Avellino sfiora un pareggio che avrebbe del clamoroso: Russo pennella un traversone perfetto al centro dell'area di rigore dove irrompe Palumbo, il quale si coordina e spara a botta sicura al volo. Sembra gol fatto, ma Mascardi sesta un miracolo d'autore e con il piede riesce a deviare il pallone quel tanto che basta per mandarlo a stamparsi sul palo, salvando i suoi e strozzando in gola l'urlo del gol ai tifosi di casa. A mezz’ora dalla fine, Abate attinge nuovamente dalla panchina inserendo Casadei al posto di Gineitis nel ruolo di mezz’ala. Superato lo spavento, il Torino riprende in mano il pallino del gioco e tra il 71' e il 72' va per due volte a un passo dal raddoppio. Prima è Casadei a scagliare una potente conclusione rasoterra da fuori area che sfila di poco a lato. Nemmeno il tempo di riordinare le idee per la difesa irpina che i granata tornano ad azzannare: delizioso cross "a cucchiaio" dal limite di Vlasic a pescare Simeone al centro dell'area; l'attaccante ci mette lo zampino e la gira verso la porta, ma trova sulla sua strada un attentissimo Martinelli, bravo a distendersi e ad bloccare la sfera in due tempi. Subito dopo, Abate mescola ulteriormente le carte operando un quadruplo cambio: dentro Ismajli, Kulenovic, Adams e Fitz-Jim al posto di Simeone, Comuzzo, Gineitis e Dembélé. Le nuove forze fresche sembrano dare subito i loro frutti: a dieci minuti dal termine, Adams inventa per Kulenovic che, con uno stacco imperioso in area batte Martinelli. La gioia granata dura però un istante, stroncata dalla bandierina dell'assistente che ravvisa una posizione di fuorigioco e annulla la rete. Nel calcio, si sa, gol sbagliato gol subito e l'ennesima dimostrazione arriva all'81': l'Avellino riparte e trova la stoccata vincente con Di Maggio, autore di un meraviglioso destro ad incrociare che va a incastonarsi esattamente nello stesso incrocio dei pali già battezzato da Vlašić nel primo tempo. È il gol dell'1-1 che rimette tutto in equilibrio e accende il finale di gara! Al 90’ Abate corre subito ai ripari per la volata finale e ricorre a un doppio cambio dalla panchina: richiamati in panchina Cömert e Cacciamani, dentro Zakaria Aboukhlal e Cristiano Biraghi per dare nuova linfa ed esperienza all'assalto conclusivo. I novanta minuti regolamentari si chiudono senza ulteriori sussulti sul punteggio di 1-1: per decretare il vincitore del Memorial Sandro Criscitiello si va direttamente alla lotteria dei calci di rigore!

I rigori: Mascardi eroe di serata, tre rigori parati

Dal dischetto sale in cattedra un monumentale Mascardi, che trasforma la sequenza finale in uno show personale. L'Avellino parte con Di Maggio, ma Mascardi intuisce l'angolo e si distende alla sua destra parando la conclusione. Sul dischetto poi va Adams, che però scivola incredibilmente al momento dell'impatto facendosi ipnotizzare da Martinelli. Tocca poi a Cancellotti, ma Mascardi legge ancora una volta le intenzioni dell'avversario e respinge il tiro. Kulenovic apre il destro con una freddezza glaciale, centra il bersaglio e porta avanti il Toro. È poi il turno del capitano irpino Palmiero, ma Mascardi compie un autentico capolavoro respingendo il pallone con una spettacolare mano di richiamo! Aboukhlal dal dischetto spiazza con serenità Martinelli e regala il doppio allungo granata; Favilli accorcia le distanze spiazzando il portiere con una botta centrale, ma sul pallone decisivo si presenta Coco: Martinelli intuisce l'angolo ma la traiettoria è perfetta e gonfia la rete. Il Torino supera l'Avellino e conquista il 4° Memorial Sandro Criscitiello!

IL TABELLINO

AVELLINO - TORINO 2-4 d.c.r.

Marcatori: 10’ Vlasic, 81’ Di Maggio,

AVELLINO (4-3-1-2): Martinelli; Moruzzi, Simic, Izzo, Cancellotti; Sounas, Besaggio, Palumbo; Russo; Fila, Biasci. A disposizione: Iannarilli, Sassi, Sala, Palmiero, Pandolfi, Di Maggio, Faticanti, Spadoni, Maisto, Enrici, Aloisi, Fontanarosa, Vignoli, Favilli. Allenatore: Nesta.

TORINO (3-4-2-1): Mascardi; Coco, Comuzzo, Comert; Dembèlè, Luongo, Gineitis, Cacciamani; Vlasic, Njie; Simeone. A disposizione: Paleari, Siviero, Biraghi, Ilkhan, Aboukhlal, Oristanio, Pedersen, Kulenovic, Adams, Casadei, Pellini, Fitz-Jim, Ismajli. Allenatore: Abate.

Arbitro: Spina. Assistenti: Massari-Tangaro. Quarto uomo: Palmieri

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