Abate si presenta al mondo Torino, richiamando subito al coraggio per affrontare le partite: la paura va lasciata andare
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Torino è bollente, l'estate si fa sentire. Il caldo fa da padrone in questo momento: dall'altra parte del mondo le nazionali si contendono il posto nelle semifinali di Messico-USA-Canada, mentre nel capoluogo piemontese il Torino si prepara in vista della prossima stagione. La data del 10 luglio era stata cerchiata in rosso per due motivi: l'inizio del raduno dei giocatori in vista del ritiro di Pinzolo e soprattutto la presentazione di Ignazio Abate come nuovo allenatore del Torino. Per il tecnico si tratta di un ritorno, avendo già vestito la maglia granata nella stagione 08/09. Una data che traccia una linea: parte ufficialmente il primo progetto tecnico del Petrachi bis. Per la seconda volta in tre anni i granata si affidano ad un esordiente nella massima serie. Abate è un allenatore ancora da scoprire, ma nella sua prima conferenza stampa ha dettato già una strada da percorrere ben precisa.
Abate: "Voglio una squadra con coraggio"
“Un Torino riconoscibile, con grande identità. Vorrei un calcio propositivo in cui si cerca di dominare il gioco. Sappiamo benissimo quali sono i tempi del mercato. Non bisogna avere fretta ma andare sui profili più funzionali. Voglio una squadra coraggiosa, su quello non transigo”. Queste sono le dichiarazioni di Ignazio Abate alla domanda "Che Torino avete in mente?". Il tecnico ha tracciato una linea ben precisa, un taglio netto con l'ultima stagione. Una squadra che affronti l'avversario colpo su colpo, come una partita di boxe: brava a incassare, altrettanto brava a riprendere il gioco, determinata a condurre l'incontro fino al gong finale. Tutto nasce però da una parola chiave: coraggio. La capacità di lottare senza farsi paralizzare dalla paura. Questo è stato uno scenario che nella passata stagione i giocatori hanno affrontato e che è venuto fuori in maniera prorompente dopo la sconfitta sonora contro il Genoa.
Parole che si sposano perfettamente con il mantra del Torino, quello del cuore granata e della desiderosa voglia di lottare su ogni pallone. Abate non vuole sentire argomentazioni sul divario tecnico che può esserci tra il Torino e una squadra più o meno quotata da quel punto di vista. Le partite si giocheranno con il coraggio, attraverso un gioco propositivo e senza speculazioni sul risultato. Abate vuole vedere una squadra che si comporti da squadra, unita e che non sia prigioniera delle proprie paure. In poche parole: "Gettare il cuore oltre l'ostacolo".
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