Torino, dalla tattica al rapporto umano: così Longo ha rilanciato Belotti

Approfondimento / I risultati del lavoro del tecnico sono sotto gli occhi di tutti: il Gallo segna appena ne ha la possibilità e lotta per novantacinque minuti ogni tre giorni

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Di speciale ci sono solo le qualità di Andrea”, ha detto Moreno Longo di recente quando gli hanno chiesto se ci sono dei segreti speciali dietro al momento di forma di Belotti. In realtà c’è anche la mano del tecnico dietro allo strepitoso momento di forma del capitano granata, che nel post-Covid a suon di gol ha tirato fuori il Torino dalle secche della zona retrocessione. Belotti infatti aveva attraversato anche lui un momento negativo prima del lockdown: solo due gol tra gennaio e febbraio. Oggi invece stiamo assistendo a un ciclone che ha segnato per sette partite consecutive (meglio di Cristiano Ronaldo che si è fermato a sei), qualcosa che mai gli era riuscito prima in carriera, nè con Ventura, nè con Mihajlovic e nè con Mazzarri.

LEGGI ANCHETorino, chi gioca a Firenze? Millico prova a candidarsi, ci sono diversi ballottaggi

IL DIALOGO – Longo, che già aveva incrociato Belotti da allenatore della Primavera nel 2015-2016, sapeva che le speranze del Torino passavano anzitutto dalla vena del suo capitano. Il primo obiettivo del tecnico allora è stato quello di metterlo nelle condizioni di tirare fuori tutto il suo potenziale. Per farlo, Longo ha scelto la strada del dialogo. Non è partito da sue convinzioni ma da quelle del giocatore. Parlando con lui è emerso che il Gallo in questa fase preferisce non portare da solo il peso dell’attacco ma svariare a tutto campo partendo se possibile dalla sinistra per poter puntare la porta con il destro. Longo inizialmente pensava di affidargli il ruolo di centravanti-boa, accompagnandolo con due attaccanti esterni come Verdi e Berenguer (o Edera), ma in corso d’opera ha cambiato idea e gli ha affiancato invece Zaza come prima punta per aiutarlo nel lavoro sporco.

LEGGI ANCHE: Sirigu-De Silvestri, la presunta lite e la cena con Cairo: ecco cosa è successo

FIRENZE – I risultati sono sotto gli occhi di tutti; Belotti segna appena ne ha la possibilità e lotta come un ossesso per novantacinque minuti una volta ogni tre giorni. Il giocatore è in stato di grazia e ora l’obiettivo è terminare il campionato con questo ruolino di marcia. A partire da Firenze, dove Belotti sarà il giocatore più atteso: con un gol raggiungerebbe quota otto partite consecutive in gol, come Franco Ossola nel 1948.

20 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. gramelot - 3 mesi fa

    L’avvinazzato di Livorno lo aveva quasi distrutto, mentre Moreno lo ha recuperato e gli ha restituito la sua Grandezza di miglior centravanti d’Italia e di uno dei migliori centravanti d’Europa.

    E, come con lui, Moreno sta pian piano recuperando anche altri giocatori.

    Cairo e Mazzarri, due cialtroni complici e conniventi, la vergogna impuita del calcio italiano.

    Uno è stato già rispedito al mittente e adesso non dobbiamo far altro che liberarci dell’altro definitivamente e per sempre e, forse, avremo una vera speranza di risorgere dalle nostre ceneri.

    CAIRO VATTENE.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Ardi - 3 mesi fa

    Vedo già il nostro benefattore, dichiarare a fine stagione che abbiamo già un grande centrocampo, meite campione con ampi margini di miglioramento, lukic un diamante grezzo, rincon un guerriero e con il ritorno del grande baselli, saremmo apposto così

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Oscar777 - 3 mesi fa

    Il mio dire …”non abbiamo un presidente” e’ semplicemente una provocazione…io ho 56 anni e ho visto il TORO…questo non ha nulla a che spartire con il TORO…ma di cosa cazzo stiamo parlando!!??

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Oscar777 - 3 mesi fa

    Cominciamo pure a salutarlo…perché tanto andrà via. Non siamo una società ambiziosa, anzi…non siamo nemmeno una società. Facciamo numero e presenza nel campionato italiano…come una squadra qualsiasi di provincia. Questo siamo!!! Un presidente costruisce una squadra sugli uomini forti…non li vende !!Ah già…non abbiamo neanche un presidente…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Héctor Belascoarán - 3 mesi fa

      Non è che non abbiamo un presidente, abbiamo un presidente di calcio che non capisce un ca77o di calcio… per fortuna che Belotti sono in grado di capirlo anche i bimbi di 5 anni! Quindi, se non chiede il ragazzo di cambiare aria, siamo salvi.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. maxx72 - 3 mesi fa

      Voi che dite “incominciamo pure a salutarlo” o “Gli auguro di andare via” avete proprio rotto le palle.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. GlennGould - 3 mesi fa

    Diamo a Longo quel che è di Longo.
    Prima della sosta forzata, l’abitudine era perdere.
    In casa, fuori, contro una big, una squadra media, una piccola, non cambiava niente. Perdere era la normalità, sin tanto che prendere 3 o 4 gol a partita era diventato neanche poi così strano.
    Longo è stato chiamato in un contesto difficilissimo, per fare cessare tutto questo e, soprattutto e di conseguenza, per salvare il Toro dalla serie b.
    Lui ha accettato la chiamata (e mi domando chi altro l’avrebbe fatto, specie a quella cifra), e sta portando il Toro alla salvezza.
    E, se così sarà, questo nessuno potrà mai portarglielo via.

    A proposito di Belotti, che altro aggiungere?
    Che quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Si sta letteralmente caricando la squadra sulle sue spalle. Da vero capitano.
    Un capitano come lui, manco mi ricordo da quanto tempo non l’avevamo più.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. scifo66 - 3 mesi fa

      Sottoscrivo in tutto e per tutto quello che dici. Aggiungo a proposito di Longo che secondo me ha molti più meriti di quanto gliene si attribuiscano. Secondo me merita una chance e sono convinto che riuscirebbe a trasmettere il senso di appartenenza al Toro a molti giocatori che ancora non l’hanno capito. Io per primo nonostante la fede granata incrollabile prima del lockdown temevo che non ci fossero possibilità di salvarci e ricordo che in quel momento avrei gridato al miracolo se Longo ci avesse portati alla salvezza.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Rimbaud - 3 mesi fa

    «Belotti ha il volto antico degli eroi del Toro» cit Miha

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Rimbaud - 3 mesi fa

      non amo mihajlovic, ma il ritratto che fece di Belotti è qualcosa di stupendo

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. tric - 3 mesi fa

    Il rilancio più spettacolare, da parte di Longo, è stato quello di Meité. Non azzeccava un passaggio mentre ora li azzecca quasi tutti. Gli manca solo dinamismo, ma credo che quello non l’avrà mai.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Héctor Belascoarán - 3 mesi fa

      Nell’ambiente si vocifera che sia stato proprio Longo a consigliare al ragazzo di cambiare parrucchiere, affidandolo ad uno di fiducia, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti!

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Granata - 3 mesi fa

      @tric su Meitè i dati ufficiali dicono altro. Ben altro. È risultato quarto nei km percorsi contro il Genoa superando i 12km percorsi. Il Gallo ne ha percorsi meno anche se non sembra. Se poi guardiamo il dato complessivo del campionato il dato si riconferma, Meitè corre più di Belotti ed è più veloce nello sprint. Oltre 32km/h contro circa 31,7. Un conto sono le impressioni ed i gusti, un altro i dati ufficiali. Questi ultimi non mentono.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Héctor Belascoarán - 3 mesi fa

        Sai meglio di me che la velocità nel calcio si misura anche in velocità di pensiero.
        Sembra che oggi Meitè ragioni più velocemente sul da farsi rispetto al recente passato perdendo così meno palloni e aumentando di qualcosa il nostro possesso palla.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. renato (quello vero) - 3 mesi fa

          Assolutamente d’accordo con te @Hèctor, nessuno ha mai detto che lui corra piano, il suo problema è la velocità di pensiero. Nel calcio di oggi non puoi metterti a pensare dei minuti quando hai la palla tra i piedi. Adesso pare che questo grosso limite si stia risolvendo, me lo auguro. Se così fosse d’ora in poi sarà un uomo in più amzichè uno in meno.

          Rispondi Mi piace Non mi piace
      2. Granata - 3 mesi fa

        @Hector, vero quello che scrivi. Gli uomini non essendo macchine non danno costanza di risultati. È mia convinzione che con altri sulle fasce e gente diversa vicino possa migliorare enormemente.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Héctor Belascoarán - 3 mesi fa

          Convintissimo pure io, per me ha ancora margini di crescita importanti, uomini e ambiente intorno a lui saranno determinanti perchè la qualità c’è.

          Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. fabio.tesei6_13657766 - 3 mesi fa

    Longo ha “capito”che il ruolo di Belotti è il centravanti. Mentre qualcun altro dopo 2 anni……

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. tric - 3 mesi fa

      Nella monumentale partita con il Genoa il Gallo si è fatto notare più volte al livello dei difensori. E’ un giocatore universale come è stato Rooney.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. spiritolibero - 3 mesi fa

        La penso come te Il gallo deve giocare a tutto campo Alla Rooney Lasciarlo là in mezzo all’area non rende Questo comunque l’aveva capito anche Mazzarri che però lo lasciava solo non affiancandogli Zaza

        Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy