Le parole del centrocampista granata tra i primi giorni a Torino, il rapporto con Abate e gli obiettivi per la nuova stagione

Dopo le prime due uscite in maglia granata e l'esordio in campionato contro il Milan, Kian Fitz-Jim si racconta nel format One To One sul canale YouTube del Torino. Il centrocampista parla dei suoi primi giorni vissuti a Torino, delle aspettative per questa nuova avventura e racconta anche qualcosa di sé fuori dal campo.

Come sono stati questi primi giorni a Torino?

"Molto positivi. Mi piace il meteo che c'è qui e mi trovo molto bene con i miei compagni. È stato davvero piacevole".

Ti sei già sistemato nella nuova città? È un po' più tranquilla rispetto ad Amsterdam?

"Sì. L'altra volta, dopo la partita, sono tornato in hotel e non c'era praticamente nessuno per strada. È un po' diverso rispetto ad Amsterdam, ma mi piace molto stare qui. C'è tutto quello di cui hai bisogno, la città è bella e, come ho detto, il clima è ottimo. Ad Amsterdam non è sempre così, quindi mi piace molto".

Torino FC v AC Milan - Serie A 2026/27

Cosa conoscevi della città e del Torino prima di arrivare?

"Non conoscevo molto. Conoscevo alcuni giocatori che hanno giocato qui, come Perr Schuurs e Zakaria Aboukhlal. Ma, se devo essere sincero, non sapevo molto di Torino".

Perché hai scelto il numero 28?

"Mi è sempre piaciuto molto il numero 8. Quando ero più giovane volevo giocare con l'8, ma quando sono arrivato nella prima squadra dell'Ajax ho dovuto scegliere un numero e il 28 era libero. Volevo semplicemente un numero che contenesse l'8 e quindi ho scelto il 28. Anche mio padre, pur non avendo giocato ad alti livelli, giocava sempre con il 28. Per questo ho voluto mantenerlo".

Eri già stato in Italia prima di arrivare a Torino? Ti piace questo Paese?

"Sì, mi piace molto. Il cibo qui è davvero buono. Non ero mai stato a Torino, ma qualche anno fa ero stato a Milano e anche a Roma".

Hai già trovato un barbiere a Torino in grado di gestire il tuo taglio così particolare?

"Sì, ci sono andato la settimana scorsa, prima della partita. Anche alcuni ragazzi che fanno le treccine e sono davvero bravi".

Non è la prima volta che lavori con un allenatore italiano: hai avuto Farioli all'Ajax. Pensi che la scuola italiana possa insegnarti molto?

"Sì, sicuramente. Questo allenatore ama molto giocare ed è abbastanza simile al mio modo di giocare e alcuni principi sono simili a quelli che avevo già conosciuto. Ovviamente ci sono delle differenze, perché in Olanda ho sempre giocato con il 4-3-3, ma a volte difendevamo anche in 5. Molte idee di gioco sono simili. ma alcuni concetti sono simili. Posso imparare molto da questo allenatore e penso che sia adatto a me. In più, difendere non è la mia qualità migliore e quindi sotto questo aspetto posso imparare davvero tanto".

Qual è il tuo piatto italiano preferito?

"Direi il risotto. Mi piace molto, soprattutto con il formaggio".

Cosa ti ha colpito maggiormente della visita al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata?

"Penso la tragedia aerea e l'impatto che ha avuto sul club e sulla città. È sicuramente la cosa che mi ha colpito di più".

Quali sono i compagni con cui hai legato maggiormente finora?

"Direi Zakaria Aboukhlal, anche lui è olandese. Nel senso, la sua nazionalità è marocchina, ma è anche olandese. Lo conoscevo già e abbiamo degli amici in comune. Non lo conoscevo benissimo, ma quest'estate eravamo entrambi infortunati e ci siamo allenati nello stesso centro. In quel momento non sapevamo ancora che sarei venuto qui. Quando ho saputo della possibilità di arrivare al Torino, l'ho chiamato subito per chiedergli informazioni sul club. Mi ha parlato in maniera molto positiva e mi ha convinto ancora di più a venire".

Conosci Perr Schuurs? Hai avuto modo di parlare con lui?

"Sì. Non so se abbiamo mai giocato insieme una partita ufficiale, ma ho fatto un paio di ritiri con lui. È davvero un bravo ragazzo. Era molto giovane quando ero lì, ha due anni in più di me, ma mangiavamo sempre insieme, anche con Jurgen Ekkelenkamp, Kenneth Taylor e altri compagni. Adesso giocano tutti in Italia. È stato un bel periodo".

Cosa ti ha insegnato crescere in una famiglia con culture diverse?

"Direi moltissimo. Mia nonna, originaria del Suriname, viveva vicino a noi e quindi ero sempre da lei. L'Olanda è un Paese molto multiculturale e sono cresciuto abbracciando sia le mie origini del Suriname sia quelle di Hong Kong. Mi ha dato molto".

Sei mai stato a Hong Kong e in Suriname?

"Non sono mai stato in Suriname. Avrei voluto andarci, ma finora non è mai successo. A Hong Kong, invece, sono stato molte volte e mi piace davvero molto. Due anni fa sono stato per la prima volta anche nella Cina continentale: è un po' diversa, ma a Hong Kong sono stato tante volte".

È la prima esperienza lontano dalla tua famiglia e da casa. Ti spaventa?

"No, non particolarmente. Mi piace anche stare da solo, quindi a volte sto bene per conto mio. La mia famiglia viene spesso a trovarmi, ma questa esperienza non mi spaventa. Volevo davvero andare a giocare all'estero, vivere una nuova esperienza e uscire un po' dalla mia zona di comfort. In Olanda per me era tutto molto comodo, perché è il mio Paese. Cercavo una nuova sfida e penso che questa possa essere davvero positiva per me".

Hai un rituale o una superstizione prima delle partite?

"Ho una specie di rituale, più che una superstizione. Prendo sempre una mentina prima della partita e poi un'altra prima dell'inizio del secondo tempo. È un po' strano, non è una vera superstizione, ma sento di doverlo fare".

Cosa ascolti in cuffia prima delle partite?

"Non ho un genere preferito, ascolto praticamente di tutto. Ultimamente mi piace molto l'Afro e anche il tristep, che è una sorta di house. Poi ascolto rap olandese, britannico e americano".

Sei appassionato anche ad altri sport?

"Mi piace davvero molto giocare a padel, ma ho subito un'operazione alla spalla e quindi per parecchio tempo non ho potuto praticarlo. Adesso sto cercando di rinforzare la spalla e spero poi di poter tornare a giocare un po' di più".

In una tua intervista hai dichiarato di essere un grande fan di Ronaldinho. Perché? È ancora il giocatore a cui ti ispiri?

"Sì, è sicuramente un giocatore che mi ha ispirato molto. Mi è sempre piaciuta la magia che portava in campo. E poi mi rivedevo anche nei suoi capelli lunghi. Quando ero bambino, a volte non era semplice avere i capelli lunghi perché alcune persone mi dicevano che sembravo una ragazza e, quando sei piccolo, può essere difficile sentirsi dire certe cose. Avere come idolo un giocatore che aveva anche lui i capelli lunghi è stato bello per me. E poi il suo modo di giocare era semplicemente magico".

Qual è la cosa che ti piace maggiormente fare fuori dal campo?

"Mi piace giocare a padel e anche ai videogiochi, soprattutto alla PlayStation".

Giochi a FC?

"Ultimamente non molto. Sto aspettando GTA 6, ovviamente! Ho giocato a Fortnite, Black Ops e Modern Warfare".

Sei ancora giovane, ma hai già accumulato esperienza anche nelle competizioni europee. Pensi di poter dare qualcosa al gruppo anche da questo punto di vista?

"Sì, sicuramente. Sono ancora molto giovane, ma ho già visto e vissuto parecchie cose. Non è sempre stato facile per me, ho avuto anche momenti complicati e penso quindi di poter contribuire al gruppo con la mia esperienza. Giocare contro squadre di altri Paesi, per esempio, è molto diverso".

Quale partita hai nel mirino per questa stagione?

"Quelle contro Lazio e Roma, perché alla Lazio ci sono Taylor e Sutalo. Sarà bello giocare contro dei miei ex compagni e contro persone con cui ho un ottimo rapporto. Anche contro la Roma ritroverò giocatori che conosco, come Rensch e Salah-Eddine".

Hai già visto qualche immagine del derby di Torino? Anche all'Ajax eri abituato a rivalità molto sentite.

"Se devo essere sincero, non ancora. Ma forse è anche meglio così, perché voglio viverlo e scoprirlo personalmente. Ajax-Feyenoord è sempre una partita molto calda ed è probabilmente una delle più belle da giocare".

Qual è il tuo obiettivo per questa stagione?

"Il mio obiettivo è crescere come giocatore e come persona e contribuire il più possibile al club e alla squadra. Voglio dimostrare di poter essere la migliore versione di me stesso".

Un messaggio ai tifosi del Torino?

"Ciao a tutti i tifosi del Torino, ci vediamo durante la stagione. Forza Torino!"

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