Torino, la classifica è meno corta rispetto al 2018/19: così rimontare è più difficile

Torino, la classifica è meno corta rispetto al 2018/19: così rimontare è più difficile

Approfondimento / Il Torino ha più punti di distanza dal 6° posto rispetto allo scorso anno, ma non è tutto perduto

di Andrea Marchello, @AndreaMarchell0
rincon

Il 2019 calcistico del Torino è arrivato al termine: il prossimo impegno per i granata sarà infatti il 5 gennaio 2020, contro la Roma, nel 18° turno di Serie A. Ad oggi l’Europa è lontana: non è ancora il momento di darsi per vinti, questo è certo, essendoci ancora 21 partite e 63 punti a disposizione. Tuttavia, oltre al fatto che il Torino ha due punti in meno rispetto alla scorsa stagione, c’è da registrare – allo stesso punto del campionato – una distanza maggiore dal settimo posto, che potenzialmente è il primo posto che può aprire una finestra sull’Europa (sebbene, come ben sa il Torino, questo dipende da chi vince la Coppa Italia), e soprattutto dal sesto posto.

CLASSIFICA (PIÙ O MENO) CORTA – Dopo 17 giornate, la distanza tra il Torino (10°) ed il Parma (7° posto, che potenzialmente potrebbe portare in Europa) è attualmente di 4 punti (che diventano 8 se si guarda al 6° posto che dà la certezza dell’Europa League, occupato dal Cagliari). Nel 2018/2019, dopo 17 giornate la distanza tra il Torino (11°) ed il Sassuolo (7°) era di 2 punti, che diventavano tre rispetto alla Sampdoria sesta; dopo la 17° giornata della stagione 2017/2018, il Torino distava un punto dall’Atalanta settima e cinque punti dalla Sampdoria sesta. Insomma, si delinea per ora una classifica meno corta rispetto agli altri anni, con un solco più scavato soprattutto tra le prime sei del campionato e le altre.

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EUROPA – Quattro punti (e anche otto) non sono certo una distanza incolmabile ma il dato rende complicati i piani di rimonta granata. Certo, il rammarico c’è, sopratutto se si pensa alle occasioni buttate via Toro (ad esempio con Lecce, Spal, Verona, Udinese e Samp), ma non è ancora tempo di bilanci. La stagione degli uomini di Mazzarri non è ancora conclusa, ed anzi nulla vieta al Torino – in caso di ripresa da un punto di vista di gioco e risultati – di ritornare in corsa per l’Europa. Realisticamente tuttavia la candidatura del Torino non è al momento tra le più credibili, per quanto espresso dai granata dal punto di vista tecnico-tattico. Il nuovo anno dovrà iniziare con linfa nuova: difficile immaginarselo dopo quanto visto in Torino-Spal, ma la società granata ha l’obbligo di provarci.

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  1. lucapecc_908 - 9 mesi fa

    Se scrivete questi articoli non avete visto le partite contro Lecce in casa, Sampdoria fuori, Udinese fuori, Lazio fuori, Inter in casa, e soprattutto l’ultimo allucinante quarto d’ora a Verona e l’ultima assoluta schifezza con la Spal…
    Il problema non è come rimontare per l’Europa, è come salvarsi prima possibile per evitare casini e finire nel baratro…

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  2. user-13967438 - 9 mesi fa

    Siamo come quelle grosse imprese che erano considerate “too big to fail” prima dei drammi economici mondiali.
    Forse l’attestarci sulla mediocrità di quest’anno ci basterà per non retrocedere, o forse no… chissà…
    Di certo col superbo gioco visto solo 60 minuti a Verona e il merdoso gioco prevedibile anche da un non vedente (e il signore cieco buonanima che accompagnavo allo stadio si sarebbe incazzato come una iena per quel che avrebbe percepito… n.b. Senza che gli dicessi nulla a fine partita raccontava le azioni salienti ed erano proprio andate in quella maniera… come facesse non ne ho idea, visto che a lui i bulbi oculari mancavano proprio) visto negli altri circa 1.600 minuti non c’è da farsi altre illusioni che pregare per la salvezza sul campo (e non sperare che la 16ª sia retrocessa perché non ha i conti in ordine).
    E a questo punto rimpiango i Tori passati grami come la fame e la paura, che almeno non avendo in dote che piedi quadrati ci buttavano l’anima… ah, i Tricarico, i Nunziata, i Sassarini, i Conticchio e chi più ne ha più ne metta… roba altro che da “esperimento” come quello sociale della questura in una curva… eppure pur facendo cacare più di un lassativo a base di fieno greco, si lottava per qualcosa, e raggiungere magari una promozione o una salvezza con quei ribrezzi di giocatori era una gioia.
    Ora chi fa festa se questo Toro si salva? Nessuno, siamo onesti… perché questo Toro (anche se oramai finito come ciclo sportivo della rosa e come ciclo della guida tecnica che non ha più nulla da dare), le possibilità le avrebbe… è che è infingardo, e non ne ha voglia, dorme d’in piedi e guarda gli altri giocare.
    Papillon

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    1. lucapecc_908 - 9 mesi fa

      Vero, anche se la parola Tricarico mi provoca ancora dei problemi…

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      1. magnetic00 - 9 mesi fa

        A me provoca problemi vedere meite, nkolou, Aina, verdi e mazzarri.

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  3. prawn - 9 mesi fa

    it’s all lost, e’ tutto perduto!

    LONGO o DE NICOLA in ‘prova’ fino a fine anno e poi vediamo.

    E mi raccomando niente acquisti a gennaio che tanto se li sceglie Walter Fiasco saranno sicuramente profili inutili

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  4. damescopet_13647902 - 9 mesi fa

    Se le prendiamo dalla Spal rimontare cosa.. occhio dietro perchè la zona B dista 4 punti… ma per favore

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  5. Pesce - 9 mesi fa

    ma dai, ci sarà mica ancora qualcuno che crede al sesto posto….

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    1. prawn - 9 mesi fa

      io ci credo nel sesto posto, dal basso, sestultimi, si puo’ ancora fare

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  6. mikc_345 - 9 mesi fa

    Fa decisamente ridere: il nostro problema è la classifica lunga e non il rendimento della squadra? Degno di Crozza!

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  7. jimmy - 9 mesi fa

    “Ma non è tutto perduto”

    Il mantra della Cairese.

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  8. torofabri - 9 mesi fa

    Non siamo da Europa, a malapena ci salveremo, forse.. Altro che rimonta..

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  9. maxgemelli - 9 mesi fa

    Ma pensiamo a fare i punti necessari per rimanere in serie A, prima di fare questi calcoli, che ad oggi sono veramente una presa in giro.

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