Tanti errori, poca precisione e la noia che regna sovrana: il primo tempo di Torino-Lecce è dai tanti sbadigli
Torino-Lecce, il commento prepartita (VIDEO)
Regna la noia nel primo tempo del Grande Torino. Il Torino non sfonda, il Lecce fa la sua partita ordinata senza impensierire più di tanto Perri. La gara si incanala sui binari della noia, trascinandosi verso la fine del primo tempo.
Abate soprende: ecco Kulenovic dal primo minuto
Il tecnico granata conferma il 3-5-2 per affrontare i salentini. In porta c'è Perri, con Coco, Ismajli e Comuzzo davanti all'ex Leeds. A centrocampo Bragança in cabina di regia, affiancato da Fitz-Jim. A completare gli interni di centrocampo c'è Nikola Vlasic. Sulle fasce spazio a Belghali, in ottima forma, e Cacciamani. Completa l'undici titolare il tandem offensivo Kulenovic-Simeone, con Adams che si accomoda a sorpresa in panchina.
Primo tempo: regna la noia, poche occasioni
La Maratona ribolle, salta, non si lascia scappare un coro "Cairo devi vendere" e tributa agli undici titolari un sentito applauso di incoraggiamento. Ma proprio prima del fischio d'inizio ecco un piccolo ostacolo: la Goal-Line Technology che aveva problemi a rilevare il gol-non gol. E così l'inizio del match slitta alle 15.15. Chiuso il capitolo "tecnico" è il rettangolo verde di gioco a prendere la parola, con un Torino che parte subito molto aggressivo, cercando di imporre subito le proprie regole sul ring di casa. Il Lecce, al cui seguito non manca una cospicua presenza di tifosi, si difende in massa e quando recupera palla cerca la verticalizzazione immediata su Stulic. I ritmi non sono altissimi, li prova ad alzare Fitz-Jim con una verticalizzazione per Simeone al quarto d'ora, su cui però il Cholito non può arrivare. I salentini non restano a guardare e al 21' Kaba, aiutato da un rimpallo, va via a Comuzzo in area di rigore. Fondamentale il rientro di Comuzzo, ancora più decisivo il riflesso di Perri su un pallone sporcato da Kulenovic proprio in occasione dell'angolo.
I salentini prendono coraggio, i granata faticano a trovare corridoi puliti e rischiano di farsi del male da solo al 28' con un pallone sanguinoso perso da Ismajli sulla pressione di Fatah. Decisivo il ripiegamento di Belghali, che tampona. Le difficoltà del Torino sono soprattutto sulla trequarti: Vlasic si vede poco e la regia di Bargança è lenta e macchinosa. E quando la truppa di Abate arriva al limitare dell'area, a mancare è l'ultimo passaggio. Alla fine, però, il discorso è identico sia sulla sponda granata sia su quella salentina: ritmi bassi, poca precisione e occasioni che su un termometro toccherebbero il grado zero. Al 43' la palla per sbloccare la gara è sui piedi di Simeone, ma il Cholito sbaglia davanti alla porta anche se viene ravvisato un suo tocco di mano nello sviluppo dell'azione. E tra uno sbuffo e i primi fumi per il freddo, la prima frazione si chiude sul pari.
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