La moviola di Torino-Monza 0-1

Torino FC v AC Monza - Coppa Italia

Torino-Monza 0-1: il film della partita

Sedicesimi di Coppia Italia e terza sconfitta di fila per i granata. Il Monza di Juric vince grazie a Dany Mota che segna il gol dell'1-0 sotto le gambe di Perri su cross di Forson. Due On field review e un rigore non dato sul finale che fa discutere.

Il rigore revocato al Monza

E' il 33esimo minuto quando Bakoune anticipa Fortini su una seconda palla nel pieno dell'area di rigore. Il difensore del Torino vuole rinviare ma colpisce in pieno l'avversario che lo ha anticipato. Il rigore sembra solare, ma Perenzoni viene richiamato al VAR per un On field review e dopo una lunga attesa l'arbitro cambia la decisione di campo, il rigore è preceduto da un fuorigioco attivo, sarà calcio di punizione indiretto per il Toro.
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Il rigore revocato al Toro, la scelta dell'AIA

L'episodio che ha generato più polemiche è quello avvenuto al 94esimo. Adams cerca di mettere la palla dentro l'area di rigore ma la traiettoria del pallone viene interrotta dalla mano di Lucchesi che si allarga. Fino a maggio dell'anno scorso questi rigori sono stati sempre fischiati anzi se non fischiati corretti ed è infatti più che strano vedere un rigore del genere rimosso. Ma a questo punto sembra evidente che questa sia la decisione dell'AIA e del nuovo corso di Orsato. Non è il primo episodio del genere in stagione. Molto simili a questo c'era stato l'episodio di Vlasic che proprio come il difensore del Monza ha allargato la mano che teneva dietro la schiena. Anche in quel caso il rigore fu fischiato e poi revocato. Cosa significa? L'AIA ha scelto. Si ritorna al concetto di volontarietà, di mano verso il pallone e non viceversa. Dopo anni e anni in cui i rigori per falli di mano sono stati tantissimi Orsato sembra aver scelto che quest'anno per fischiare dev'esserci più del tocco. E quindi possiamo accettare che questi due rigori che sembrano netti non vengano dati, ma il metro dev'essere coerente per tutta la stagione e se l'AIA ha scelto così che difenda la scelta e prosegua perché ormai è tardi per cambiare.

Articolo a cura di Francesco Di Vico

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