Abate eliminato ai sedicesimi per mano di Juric: le impressioni a caldo da Torino-Monza

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Torino-Monza 0-1, i fischi dei tifosi ai giocatori: "Meritiamo di più" (VIDEO)

Che brutta partita. Abbiamo tutti sicuramente passato martedì sera migliori, volendoci rifugiare in un eufemismo. Perché tutto quello che poteva essere sbagliato, è stato sbagliato. Il Torino di Abate perde per mano del Monza di Juric ma, in verità, si arena su se stesso. Sull'incapacità di fare il gioco per il quale vuole far finta di essere stato costruito. E subisce i meritati fischi dagli spalti per aver regalato all'Olimpico Grande Torino uno spettacolo poco piacevole. E rieccoci con gli eufemismi. Se neanche gli spettatori neutrali si sono divertiti, allora è stato proprio un brutto calcio. E quello proposto dai granata altro non è stato se non questo.

Torino FC v AC Monza - Coppa Italia

Torino-Monza 0-1, un'ora di niente e una sveglia tardiva e delicata

Il match si apre con un'azione talmente esotica che non poteva che trasformarsi in una catastrofe: il primo pallone toccato in stagione da Oristanio è un palo clamoroso che avrebbe indirizzato la partita su binari opposti. Da lì in poi, poco o nulla per il Torino. La prima ora di gioco abbondante si chiude con la formazione di Abate semplicemente assente. E l'immagine è il gol di Dany Mota che prima di arrivare in rete passa sotto le gambe di tre giocatori granata, portiere compreso, rendendone inermi altri due in area piccola. Al 65' i granata provano a riprendersi, accendono l'interruttore ma non solo è troppo tardi... La sveglia suona troppo piano e non è sufficiente un rigore analogo alle proteste rossonere della prima giornata per recriminare una partita persa meritatamente da parte del Torino, come ammesso dallo stesso Abate.

Impressioni a caldo da Torino-Monza

Commentare una stagione così, francamente, sarebbe uno strazio. Questa è la prima e più significativa impressione a caldo. Il Torino si è letteralmente fatto palleggiare addosso dal Monza di Juric, facendo apparire una squadra che deve, per obiettivi dichiarati, lottare per la salvezza come un esempio di calcio secolare. E non erano queste le premesse, men che meno le promesse. A fronte di un gioco offensivo, propositivo, divertente, qualitativo dichiarato da Abate all'inizio della sua esperienza in granata, questo sembra agli antipodi. Il Torino non è mai stato in grado di impostare dal basso, o di trovare soluzioni. Perri con la palla tra i piedi era libero di avanzare, senza che i suoi si smarcassero con illuminanti movimenti senza palla. E la conclusione era un lancio lungo senza né capo né coda né braccia...

Il preludio di un gioco dietro al quale il Torino si è rifugiato, senza esserne preparato, è un modulo che ancora una volta rischia di diventare la casetta dei primi due dei "tre porcellini": il 3-5-2. Sarebbe tragicomico vedere i granata chiudersi nuovamente dietro questo schema dopo aver passato mesi a prepararne un altro. Ma Abate, giustamente, si riserva prima di "conoscere i nuovi". Proprio questa l'unica attenuante - sia ben chiaro, non può essere un alibi - per i granata: mancano all'appello quattro giocatori che sono stati ufficializzati nel corso dell'ultimo giorno di calciomercato. Magari sposteranno gli equilibri. E intanto i granata buttano una competizione a causa di 65 minuti in cui la formazione di Abate, più che non avere capo e coda, non ha avuto "busto e culo". Perché la grande pecca di questa partita è stata il centrocampo: un settore isolato, poco considerato, emarginato. D'altronde, se l'unica soluzione sono stati i lanci lunghi, si fa presto a comprendere il ridimensionamento naturale di un reparto che, nella teoria del tecnico, deve necessariamente essere protagonista.

Il completamento di una partita senza direzione e una squadra dall'ancora fallace posizionamento è stato il passaggio al 4-3-3 finale con tre punte, di cui una è presto diventata terzino dal lato di un giocatore il cui ingresso ancora scatena perplessità. La scelta di Abate di inserire Aboukhlal è stata giustamente criticata. E ancora non ne si vede chiaramente il motivo. Un esubero, partente nelle volontà del club, che in maglia granata non ha quasi mai portato a casa un 6. E questa sera è stata l'immagine di una partita priva di direzione. O meglio, di una squadra ancora alla ricerca della propria direzione nella terza partita consecutiva senza filo conduttore.

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