La quantità non manca, l'equilibrio sì. Difesa, fasce e qualità negli ultimi metri: tutti gli interventi necessari per completare la squadra
Torino, nuovo jolly in difesa? I pro e i contro di Comert (VIDEO)
DIFESA
Il reparto più fragile della scorsa stagione e quello su cui Abate e Petrachi stanno lavorando di più. Perché se l'obiettivo è costruire un Torino aggressivo, capace di giocare con ritmo e pressione alta, allora bisogna essere sicuri di avere le spalle coperte.
Prima ancora del mercato, però, bisogna guardare al campo. Abate sembra intenzionato a costruire una difesa a tre, alta e accompagnata dal lavoro dei due quinti sulle fasce, ma durante il ritiro ha sperimentato anche un 4-2-3-1 per la fase di possesso. Dagli allenamenti e dalle amichevoli è emersa una certezza: il tecnico non cerca una linea difensiva statica, ma un reparto mobile, sincronizzato, capace di cambiare forma in base ai momenti della partita. Non c'è un modulo fisso: c'è un'idea di movimento.
Al centro del progetto ci sarà Ardian Ismajli, chiamato a guidare il reparto con gli arrivi di Eray Cömert e Pietro Comuzzo che aumentano qualità e possibilità di scelta. Il difensore svizzero porta esperienza internazionale e una buona capacità in fase di costruzione: può giocare da braccetto destro ma adattarsi tranquillamente come braccetto sinistro offrendo duttilità tattica. Il suo punto interrogativo riguarda la continuità: dai tempi dell'esperienza al Valencia, infatti, ha faticato a trovare una dimensione stabile, sia dal punto di vista del minutaggio sia nelle gerarchie delle squadre in cui ha giocato.
Comuzzo è un difensore giovane che pecca in esperienza ma che ha dimostrato di ragionare e muoversi come un veterano. Giocatore fisico e di prospettiva, arriva da una stagione non semplice con la Fiorentina, nella quale ha visto ridursi lo spazio a causa della concorrenza di Pongracic e Ranieri. I numeri, però, raccontano comunque di un giocatore utilizzato con frequenza: in totale sono state 41 le presenze stagionali considerando tutte le competizioni, compresa la Conference League.
La rosa presenta poi altre due situazioni da monitorare. C'è Saul Coco, fin qui uno dei titolarissimi del Torino, ma che per la prima volta si trova a dover difendere il proprio spazio dopo l'arrivo dei nuovi innesti. E c'è Cristiano Biraghi, autore di un buon ritiro, ma con un futuro ancora da definire e la possibilità partire. Ed è proprio qui che si apre il capitolo mercato. Gli arrivi di Cömert e Comuzzo hanno alzato il livello del reparto, ma la costruzione della nuova difesa non è ancora completa. Il Torino ha bisogno di un ulteriore rinforzo, soprattutto sul centrosinistra: al momento, infatti, quasi tutti i centrali presenti in rosa sono di piede destro e si trovano meglio sulla destra. Per una difesa a tre, avere un braccetto mancino naturale resta una priorità. E averlo il prima possibile è una necessita se si vuole costruire un reparto sincronizzato, i cui interpreti si conoscano a menadito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA