La quantità non manca, l'equilibrio sì. Difesa, fasce e qualità negli ultimi metri: tutti gli interventi necessari per completare la squadra

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QUINTI

Torino FC Training Session
TURIN, ITALY - MAY 12: Marcus Holmgren Pedersen of Torino FC during the Torino FC training session at Stadio Filadelfia on May 12, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)

Tra difesa e centrocampo, i quinti saranno un ingranaggio fondamentale per il Torino di Abate. In un sistema che punta su aggressività, ampiezza e capacità di cambiare pelle durante la partita, i giocatori sulle fasce avranno un compito fondamentale: garantire equilibrio quando la squadra attacca e diventare una risorsa offensiva quando c'è da spingere.

Poche certezze, ma partiamo da quelle. Marcus Pedersen non può essere considerato un titolare fisso del Torino, ma nell'ultimo anno ha saputo conquistarsi progressivamente spazio e fiducia. La sua caratteristica principale è la costanza: non ha nel piede la sua arma migliore, ma ha trasformato applicazione e disponibilità tattica nel suo punto di forza, migliorando progressivamente. Pedersen arriva inoltre dall'esperienza del Mondiale con la Norvegia, dove è stato uno dei tre granata presenti alla competizione. Ha giocato con fenomeni del calibro di Haaland e Ødegaard e raccolto 236 minuti trovando anche un gol. La sua gamba e la sua capacità di coprire grandi porzioni di campo saranno una risorsa importante per il calcio di Abate.

A sinistra c'è invece un volto "nuovo", anche se per l'allenatore non si tratta di una sorpresa. Alessio Cacciamani è un giocatore che Abate conosce bene dai tempi della Juve Stabia. La scorsa stagione lo ha utilizzato 33 volte, di cui 28 dal primo minuto, adattandolo proprio nel ruolo di quinto di sinistra. Lui nasce come esterno offensivo, dotato di senso del gol e qualità nell'ultimo quarto di campo, ma sotto la guida di Abate ha imparato a lavorare maggiormente sulla fase difensiva. Difficile immaginarlo oggi in un ipotetico undici titolare, ma rappresenta sicuramente un profilo su cui il tecnico vuole puntare e da valorizzare.

Passiamo al mercato. Sulla fascia destra il Torino sta valutando diverse soluzioni interne. Aboukhlal, Dembele e Bianay Blacot sono tutti profili sotto osservazione: il club vuole capire se qualcuno di loro possa essere una risorsa da alternare con Pedersen per dare fiato alla squadra. Aboukhlal, in particolare, rappresenta un caso interessante: non nasce come quinto di destra, ma come trequartista, e proprio questa sua natura offensiva potrebbe trasformarlo in un jolly da sfruttare anche in altre zone del campo. Dembele e Bianay Blacot, invece, sembrano più lontani dal progetto tecnico e potrebbero lasciare il Torino per una questione di equilibrio e di costruzione della rosa.

A sinistra la situazione è piuttosto evidente: al momento l'unico vero interprete del ruolo è Cacciamani, che in ogni caso non nasce come quinto. Eventualmente potrebbero essere adattati giocatori come Oristanio o Njie, ma si tratterebbe di soluzioni d'emergenza e non di alternative naturali. Per questo motivo, al netto delle valutazioni sui giocatori già presenti in rosa, la necessità è chiara: il Torino ha bisogno di intervenire sul mercato per aggiungere due quinti da schierare titolari.

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