La quantità non manca, l'equilibrio sì. Difesa, fasce e qualità negli ultimi metri: tutti gli interventi necessari per completare la squadra
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CENTROCAMPO
Dal reparto più povero, quello dei quinti, a quello probabilmente più ricco di soluzioni. Il centrocampo è il settore dove Abate può contare su più alternative, anche perché un sistema come il 3-4-2-1 necessita di una rosa ampia e di giocatori capaci di interpretare più ruoli.
Partiamo dalla zona più arretrata, quella della mediana. La scorsa stagione la sorpresa è stata Emirhan Ilkhan. Arrivato senza i riflettori puntati addosso e inizialmente fuori dalle gerarchie, il turco si è preso il posto da regista, scalzando Asllani e mantenendolo fino alla fine, nonostante D'Aversa abbia provato a dare maggiore varietà alla manovra con l'inserimento di Prati. Ilkhan è un regista atipico, dotato di grande intensità e di una personalità che gli permette di giocare il pallone anche nei momenti più difficili. L'intesa con Vlasic è stata una delle chiavi del suo rendimento: dietro, il turco fa il regista. Davanti, il croato fa da metronomo.
Accanto a lui la concorrenza non manca. Tino Anjorin rappresenta ancora un punto interrogativo: talento e fisicità non sono mai stati in discussione, ma i tanti problemi fisici ne hanno limitato continuità e impatto. Gvidas Gineitis parte invece con un vantaggio importante: è l'unico mancino di piede, particolarmente utile per dare equilibrio alla costruzione. A loro si aggiunge Kenneth Fitz-Jim, appena arrivato. L'olandese potrebbe rappresentare un'alternativa proprio a Ilkhan per caratteristiche e capacità di occupare la zona centrale del campo, ma si candida anche per giocare di fianco a lui. In caso di necessità, Abate può contare anche su soluzioni più adattate: Vlasic o Casadei possono abbassarsi, ma si tratterebbe di eventualità dettate dall'emergenza più che di una scelta primaria.
Il mercato, in questo reparto, sarà soprattutto in uscita. Anjorin e Ilic sono due situazioni da monitorare: entrambi potrebbero lasciare Torino, mentre Gineitis dovrà convincere il nuovo staff tecnico per guadagnarsi una posizione stabile. Nessuno, oggi, può essere considerato completamente intoccabile.
Spostandoci qualche metro più avanti troviamo invece il reparto con più qualità offensiva. Nikola Vlasic resta uno dei leader tecnici e caratteriali della squadra, mentre Gaetano Oristanio è il nuovo volto scelto da Petrachi per aumentare fantasia e imprevedibilità. Il suo mancino rappresenta un elemento importante per dare equilibrio al reparto e offrire soluzioni diverse rispetto agli altri interpreti. A giocarsi spazio con loro ci sarà Cesare Casadei, un giocatore che potrebbe trovare nel sistema di Abate la dimensione ideale. Il 3-4-2-1 valorizza infatti le sue capacità di inserimento e il suo senso del gol, permettendogli di agire più vicino alla porta.
Vlasic, Oristanio e Casadei hanno caratteristiche diverse, ma proprio questa varietà può diventare un'arma per il Torino. In un sistema che richiede grande intensità, corsa ed energia, avere più giocatori in grado di alternarsi sulla trequarti rappresenta un vantaggio. Su questa linea possono essere utilizzati anche alcuni adattamenti: Njie, di cui deve ancora essere definita la posizione ideale, Aboukhlal e Ché Adams possono occupare quella zona in caso di emergenza. Anche Cacciamani, all'occorrenza, potrebbe essere una soluzione più offensiva. Il centrocampo, insomma, è il reparto dove Abate sembra avere più possibilità di scelta. La sfida sarà trasformare l'abbondanza in gerarchie chiare.
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